Migrazioni in Italia, l’impegno delle associazioni cattoliche

Un’agenda su come affrontare il fenomeno delle migrazioni in Italia da proporre ai candidati in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo. A sottoscriverla e a presentarla ieri a Roma 18 associazioni cattoliche: Acli, ASCS Onlus, Associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Centro Astalli, Centro Missionario Francescano Onlus , CNCA, Comboniani, Comunità Sant’Egidio, Conferenza Istituti Missionari Italiani, F.C.E.I., Federazione Salesiani per il Sociale, Fondazione Casa della carità, Fondazione Somaschi, Gioventù Operaia Cristiana, Istituto Sturzo, Movimento dei Focolari Italia, Paxchristi, U.I.S.G.

Obiettivo è quello di avviare un confronto sulla convivenza civile e la promozione dei diritti di quanti arrivano nel nostro Paese partendo dall’appello di Papa Francesco ad Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare”. 

 

Le sette “sfide”

Sono sette le sfide, fanno sapere le associazioni, che è necessario affrontate non solo per contribuire alla “protezione della dignità, dei diritti, e della libertà di tutti i soggetti di mobilità umana”, ma anche per “costruire una casa comune, inclusiva e sostenibile per tutti”. A partire dalla riforma della legge sulla cittadinanza. 

migrazioni in italia, migrantiPer far fronte alle migrazioni in Italia, occorrono poi nuove modalità di ingresso nel nostro Paese. “Serve un nuovo quadro giuridico per accogliere quanti arrivano nel nostro paese senza costringerli a chiedere asilo. A fronte di flussi migratori che gli esperti definiscono sempre più come misti, creare una divisione politica tra richiedenti asilo e ‘migranti economici’ è difficile, anacronistico e inefficace. Bisogna andare oltre”.

Terzo punto in agenda la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”. “Gli stranieri irregolari, seguendo i modelli di Spagna e Germania, dovrebbero avere la possibilità di essere regolarizzati su base individuale, qualora dimostrino di avere un lavoro, di avere legami familiari comprovati oppure di non avere più relazioni col paese d’origine.

Si dovrebbe poi abrogare il reato di clandestinità e ampliare la rete SPRAR. Ma non solo. Si fa inoltre necessaria secondo le associazioni cattoliche la valorizzazione e diffusione delle buone pratiche. “C’è però anche un’altra faccia dell’accoglienza dei migranti, meno esposta e ben più positiva. Va raccontata il più possibile, proprio attraverso un osservatorio capace di individuare e diffondere le buone pratiche, affinché vengano il più possibile replicate”.

Ultima sfida: l’effettiva partecipazione alla vita democratica. Si prevede“l’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative a favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo”.

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