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Messa del Crisma, Papa: “La vicinanza è la chiave della verità”

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La Messa del Crisma a San Pietro

In occasione del Giovedì Santo, Papa Francesco ha presieduto questa mattina, nella Basilica di San Pietro, la Messa del Crisma. I sacerdoti hanno rinnovato le promesse fatte al momento della loro ordinazione. Sono, inoltre, stati benedetti l’olio degli infermi, l’olio dei catecumeni e del Crisma.

roma ponte mammolo, papa francescoTema dell’omelia “La vicinanza di Dio” e “la nostra vicinanza apostolica”. “Il Signore ci viene sempre incontro – ha sottolineato il Pontefice – se noi vogliamo farci prossimi alla carne di tutti coloro che soffrono, specialmente dei bambini”.

La vicinanza

Il Signore ha scelto di essere uno che sta vicino al suo popolo. La vicinanza, ha precisato il Santo Padre, “più che il nome di una virtù particolare, è un atteggiamento che coinvolge tutta la persona, il suo modo di stabilire legami, di essere contemporaneamente in sé stessa e attenta all’altro. Quando la gente dice di un sacerdote che è vicino, di solito fa risaltare due cose: la prima è che c’è sempre . E l’altra cosa è che sa trovare una parola per ognuno”. 

La vicinanza è la chiave dell’evangelizzatore, della misericordia e della verità. La verità, ha spiegato il Pontefice, “non è solo la definizione che permette di nominare le situazioni e le cose tenendole a distanza con concetti e ragionamenti logici. La verità è anche fedeltà (emeth), quella che ti permette di nominare le persone col loro nome proprio, come le nomina il Signore, prima di classificarle o di definire la loro situazione”.

Quella che consente di andare oltre la “cultura dell’aggettivo” e della verità-idolo che “si mimetizza, usa le parole evangeliche come un vestito, ma non permette che le si tocchi il cuore. E, ciò che è molto peggio, allontana la gente semplice dalla vicinanza risanatrice della Parola e dei Sacramenti di Gesù”.

Da qui l’invito ai sacerdoti a rivolgersi a Maria, Madonna della Vicinanza che “come una vera madre, cammina con noi, combatte con noi, ed effonde incessantemente la vicinanza dell’amore di Dio”(Esort. ap. Evangelii gaudium, 286), in modo tale che nessuno si senta escluso.

Accompagnamento spirituale, Confessione, predicazione

Sono tre gli ambiti di vicinanza sacerdotale in cui il Papa invita a meditare: l’accompagnamento spirituale, la Confessione e quello della predicazione. La vicinanza nel dialogo spirituale si può contemplare nell’incontro del Signore con la Samaritana: “Il Signore le insegna a riconoscere prima di tutto come adorare, in Spirito e verità; poi, con delicatezza, la aiuta a dare un nome al suo peccato, senza offenderla”.

La vicinanza nella Confessione , invece,  si può sperimentare attraverso il passo della donna adultera. “Guardare l’altro negli occhi – come il Signore quando si alza in piedi dopo essere stato in ginocchio vicino all’adultera che volevano lapidare e le dice: «Neanch’io ti condanno» (Gv 8,11)”  E si può aggiungere: «D’ora in poi non peccare più» (ibid.) non con un tono che appartiene all’ambito giuridico della verità-definizione” ma con un’espressione “che permette al peccatore di guardare avanti e non indietro”.

L’ambito della predicazione. “L’omelia è la pietra di paragone «per valutare la vicinanza e la capacità di incontro di un Pastore con il suo popolo» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 135). Nell’omelia si vede quanto vicini siamo stati a Dio nella preghiera e quanto vicini siamo alla nostra gente nella sua vita quotidiana”.

 

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