Mese missionario straordinario. L’annuncio nel corso della veglia diocesana

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Un mese missionario straordinario per l’ottobre 2019 voluto da Papa Francesco.

Sarà un mese straordinario il prossimo mese missionario 2019, voluto da Papa Francesco per “risvegliare maggiormente la consapevolezza della missio ad gentes e riprendere con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale”.

La notizia di questo mese straordinario, di cui ancora non si conoscono i dettagli, è stata diffusa nel corso della consueta veglia diocesana dell’ottobre missionario che si è svolta ieri sera, giovedì 18 ottobre, nella Basilica di San Giovanni in Laterano e che, a partire dalle 20,30 è stata trasmetta in diretta dalla pagina Facebook della nostra emittente.

“Abbiamo colto l’occasione della veglia per annunciare la notizia, ma non abbiamo ancora nessuna indicazione programmatica. – Spiega ai nostri microfoni mons. Paolo Lojudice, vescovo incaricato del Centro per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese –, ipotizziamo però che qualche cosa in più ci verrà comunicata al termine del Sinodo dei Vescovi sui giovani”.

Veglia che precede la Giornata Missionaria Mondiale che si svolgerà domenica 21 ottobre e che, in linea con il Sinodo dei Vescovi sui giovani, avrà come tema “Giovani per il Vangelo”.

Mentre il tema scelto per il momento di preghiera diocesano “Lo seguiva un ragazzo”, prende spunto dal Vangelo di Marco e riprende uno dei momenti più difficili della vita di Gesù, quando nel Getzémani sperimenta la solitudine, e dove, abbandonato da tutti, un giovane che lo seguiva scappa lasciando cadere a terra il lenzuolo che lo copriva mostrando le sue nudità.

Da questa immagine densa di angoscia parte la riflessione del Card. Vicario De Donatis, che stimola l’assemblea con alcune domande: “Dove sono io nel mio rapporto con il veglia missionaria 300x225 - Mese missionario straordinario. L’annuncio nel corso della veglia diocesanaSignore”? De Donatis ricorda che proprio questa domanda è al centro della riflessione comunitaria della diocesi: “Come Chiesa di Roma stiamo vivendo la stagione della conversione missionaria nella pastorale delle nostre comunità cristiane e la conversione missionaria è a tutti gli effetti una conversione che nasce da questa domanda: nella relazione con il Signore dove mi trovo”?

Per vincere quella paura che ha attanagliato anche il giovane, il Card. De Donatis propone un’altra immagine, quella dell’annunciazione perché “in Maria troviamo il nostro vero luogo e il modo giusto di collocarci davanti a Dio”. Infatti Maria davanti all’angelo non ha paura, “non si nasconde, semmai vive nel timore, che è il vero modo di stare davanti a Dio”. Il porporato sottolinea come per affrontare le proprie paure sia necessario rivestirsi di Spirito Santo, lo stesso di cui era rivestita Maria davanti all’angelo, che “ci consente di stare davanti a Dio, senza paura” e attraverso l’ascolto della parola “ci fa diventare servi in una relazione autentica con Dio”.

Infine il vicario di Papa Francesco per la Diocesi di Roma, chiede una grazia per tutti i fedeli presenti, ovvero quella di saper combattere le proprie paure e debolezze lasciandosi andare alla forza dello Spirito che “concede di passare dalla fuga alla sequela e alla missione”. “Prima di partire per ogni missione – conclude il cardinale – bisogna partire dalla risposta che diamo a questa domanda: dove sei, dove ti trovi nella tua relazione con il Signore? É il Signore che ce la rivolge. Quando si chiarisce questo siamo sempre pronti a partire per la missione a cui il Signore ci chiama”.

Le testimonianze

Tra i momenti più significativi della serata, animata con canti e danze provenienti da tutto il mondo, le testimonianze di alcuni giovani che durante la scorsa estate hanno vissuto una esperienza missionaria in Brasile e in Mozambico. Giulia della parrocchia di Gesù di Nazareth, che insieme ad Alessandro ed Elena, della parrocchia di San Policarpo, hanno Giovani missionari 300x225 - Mese missionario straordinario. L’annuncio nel corso della veglia diocesanavissuto nella missione di Itacuruba, in Brasile. Dai loro racconti è emersa l’intensità di quella esperienza che gli ha donato “cuore ed occhi nuovi”, sottolineando come abbiano “ricevuto più di quello che abbiamo donato” e sia stata una esperienza unica che gli ha permesso “di metterci in gioco e confrontarci con una realtà del tutto nuova”. Mentre Alessandro della parrocchia di San Frumenzio, ha sottolineato come al centro del suo viaggio di due settimane in Africa ci fossero fin da subito due verbi: osservare ed incontro, e come “questa esperienza sia stata preziosa e fondata nella bellezza dell’incontro con realtà diverse”.

Il mandato

Prima della conclusione del momento di preghiera, è stato conferito il mandato missionario, che, come ricorda il card. De Donatis: “ci avvicina all’esperienza della Chiesa delle origini che inviava alcuni suoi figli ad annunciare con franchezza apostolica il Vangelo ai popoli che ancora non conoscevano il Cristo”. All’assemblea sono stati presentati undici tra fratelli e sorelle, tra loro 8 suore, un religioso e una coppia di laici della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio, che hanno detto il loro “eccomi” e che partiranno come missionari ad gentes nel corso dell’anno per: Etiopia, Congo, Kenya; Brasile, Perù, Camerun, Mongolia, Vietnam, Guinea Bissau e Costa D’Avorio.

Inoltre hanno ricevuto il mandato missionario, dalle mani del card. Vicario e dal vescovo mons. Paolo Lojudice, tutti gli operatori pastorali della diocesi che già operano nelle parrocchie e nelle comunità, affinché possano essere “lievito missionario nelle loro comunità e predispongano le comunità a cui appartengono, alla celebrazione del mese missionario straordinario del 2019”.

In chiusura mons. Lojudice ha ringraziato l’assemblea, ricordando in particolare la costituzione di una equipe itinerante e formata da laici e religiosi che hanno o hanno avuto una esperienza in missione, con l’obiettivo di avvicinare ed animare quelle parrocchie dove magari non è presente una esperienza missionaria.

“L’idea alla base di questa equipe è quella di rilanciare l’idea della missione perché non tutte le parrocchie hanno figure missionarie -, ha dichiarato il vescovo a Radiopiù –  grazie a persone e a questo confronto stanno nascendo altre idee come le settimane di animazione missionarie o questa stessa veglia. Il desiderio è quello di ripensare in maniera semplice l’idea di missione sulla Diocesi di Roma e rendere più capillare e coordinata l’azione missionaria nella nostra diocesi”.

Proprio per questo lo stesso vescovo Lojudice ha annunciato il coinvolgimento nei prossimi mesi di 20 parrocchie nel Settore Sud che saranno impegnate in momenti ed incontri di formazione missionaria, dove verranno invitati giovani e ragazzi delle parrocchie a vivere esperienze di viaggi missionari.

Infine ha ricordato il pellegrinaggio, in programma per lunedì 22 ottobre, in memoria di Paulos Farai Rahho, vescovo cattolico caldeo di Mosul (Iraq), rapito ed ucciso nel 2008 dai terroristi islamici. Il pellegrinaggio, che partirà alle 18.15 dalla Basilica di Santa Agnese fuori le mura (via Nomentana, 349) alla parrocchia, terminerà a Santa Maria Goretti, parrocchia dove mons. Rahho visse da giovane prete studente negli anni Settanta.