Mese mariano, la risposta del centro per minori di Caritas Roma

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Mese mariano al centro per minori di via Venafro, gestito da Caritas Roma

Ogni mercoledì alle ore 21 la preghiera del rosario con la comunità parrocchiale di Santa Maria del Soccorso sarà celebrato presso il centro per minori non accompagnati di via Venafro, nel quartiere Tiburtino.

Una iniziativa che nasce dall’incontro con il centro e il parroco don Ángel Matesanz Rodrigo, che ha chiesto di riappropriarsi di una vecchia tradizione vissuta dai fedeli che, nel mese mariano si ritrovano ogni sera per la recita del rosario, in un punto del quartiere. Così per tutto il mese di maggio, ogni mercoledì alle ore 21, il Centro di Pronto Intervento Minori di via Venafro si aprirà ai fedeli della parrocchia. Nel cortile del centro i ragazzi accoglieranno i parrocchiani allestendo lo spazio per la liturgia e preparando la statua. Mentre il 27 maggio, giorno della festa di Santa Maria del Soccorso, saranno gli ospiti del centro Caritas a partecipare alle iniziative che propone la parrocchia.

Ascolta l’intera puntata de “La Porta della Carità” andata in onda venerdì 11 maggio

Una iniziativa che dimostra come vivere il territorio sia necessario per conoscersi e costruire l’integrazione tra questi giovani, in Italia senza nessun riferimento parentali, e gli abitanti del quartiere.

«Sono molto contenti di rientrare in questo posto -, ci spiega Francesca Orlandi, responsabile del centro diurno della struttura, parlando della reazione degli abitanti del quartiere –  soprattutto i più anziani, perché hanno frequentato le scuole che le suore Sacramentine avevano qui. Per loro credo che sia prima di tutto una grande emozione entrare qua dentro ed abitare un luogo che hanno vissuto in altri momenti della loro vita. Sono anche molto curiosi su cosa facciamo e per noi è bello perché è un modo per raccontare quello che facciamo che a volta rimane nell’ombra».

Dunque momenti di preghiera ma anche occasioni di condivisione ed incontro per costruire relazioni. «Spero che questa iniziativa sia un primo passo per intercettare i bisogni di questo quartiere -, prosegue la Orlandi –  perché le persone che si stanno avvinando alla preghiera del rosario a questo luogo e le persone del quartiere credo che ci sia grande bisogno di un punto di ritrovo, di un luogo dove attraverso una attività o un incontro, si possa ricreare una sorta di comunità che sembra che si sia perduta nel tempo».