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Memoria e storia del beato don Francesco Bonifacio

Scritto da il 8 Novembre 2019

Memoria e storia: in questa nuova puntata di InformAc, un approfondimento sul beato don Francesco Bonifacio, martire istriano.

Si è svolta martedì 5 novembre qui a Roma, presso la biblioteca San Marco, la serata in memoria del beato don Francesco Bonifacio, martire istriano ucciso in odium fidei l’11 settembre 1946: titolo dell’evento, organizzato dal Comitato della Provincia di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia e dall’Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio, è stato “Beato Francesco Bonifacio, fedele a Dio e alla sua gente”. Diversi gli interventi, come ad esempio quelli della professoressa Donatella Schurzel (presidente del Comitato ANVGD di Roma), della prof.ssa Maria Ballarin e del dottor Marino Micich dell’Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata.

Tra di loro, anche quello di Mario Ravalico, che è stato Presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Trieste e che è autore del libro “Don Francesco Bonifacio, assistente dell’Azione Cattolica fino al martirio”, del quale si è parlato nel corso della serata; Chiara Sancin lo ha intervistato per InformAc in merito alle sue approfondite ricerche sulla figura del martire istriano, chiedendogli innanzitutto in che modo i giovani di oggi possono cogliere i tratti principali della storia di don Francesco Bonifacio.

 

Memoria e fedeltà

«Il beato Francesco Bonifacio ha ancora molto da dire alle nuove generazioni- inizia Mario Ravalico -Per esempio, sono rilevanti la sua grande fedeltà a Dio, alla gente e, come vedremo, proprio ai giovani. Una fedeltà, quella di don Francesco, che era un continuo affidarsi al Signore, nonostante i fatti della storia in quegli anni». 

Nacque infatti nel settembre del 1912 a Pirano sotto l’Impero Austro-ungarico e divenne sacerdote nel 1936: iniziò la sua attività di ministero a Cittanova (Croazia), per poi proseguire in un paesino dell’entroterra, cioè Villa Gardossi, conosciuto anche come Crassiza, tra Buie e Grisignana. Dopo il 1945, cioè terminata la Seconda Guerra Mondiale, le forze partigiane comuniste occuparono l’Istria: nei territori precedentemente italiani, le persone di lingua italiana, soprattutto i religiosi, erano spesso sospettati di essere collaborazionisti del nazi-fascismo. Don Francesco fu ucciso l’11 settembre 1946

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Mario Ravalico

sulla strada di rientro da Grisignana: «Viene fermato e arrestato dalle “guardie popolari”- racconta Mario Ravalico -che lo consegnano a chi già aveva deciso la sua sorte. Grazie alle ricerche e alle testimonianze, è stato individuato il punto in cui, lungo la strada, viene giustiziato; oggi, in quello stesso punto, sorge un monumento a sua memoria».

 

Santo della porta accanto

«Il motivo per il quale don Francesco fu assassinato- riprende poi -è perché era un santo del quotidiano, il santo della porta accanto, come direbbe Papa Francesco oggi. La sua era una santità concreta, vissuta nella vita di ogni giorno: era capace di parlare alla gente, ai giovani in particolare, e il suo ascendente era tale che, a Villa Gardossi, tutti i

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Beato Don Francesco Bonifacio

parrocchiani si erano iscritti all’Azione Cattolica, che lui promuoveva e che aveva conosciuto da ragazzo. Non svolgeva alcun tipo di attività politica, ma la sua influenza sul popolo era tale da dare fastidio a chi deteneva il potere e che aveva come obiettivo strappare Dio dal cuore della gente, soprattutto dai giovani, sostituendolo con altre ideologie. Non è un caso se, in una riunione del partito comunista di allora, si decise di eliminarlo pronunciando la seguente frase: “E’ meglio uccidere il pastore, così si disperderà il gregge”».

 

 

Memoria e testimoni

Don Francesco Bonifacio è stato beatificato il 4 ottobre 2008 e la sua storia, la sua testimonianza, il suo esempio sono resistiti al tentativo di “disperdere il gregge”: sono infatti diversi i racconti in prima persona, raccolti all’interno del libro, che parlano dell’operato del beato nei complicati e tragici anni della Seconda Guerra Mondiale da parte dei suoi ex parrocchiani, ora molto anziani, ma al tempo ragazzi e giovanissimi che lo conobbero e che vissero insieme a lui quella santità concreta e per la vita che ancora oggi può insegnarci molto.

 

Appuntamenti e news

Il 9 novembre alle 17.00 fino alle 20.00 si svolgerà nella parrocchia di San Barnaba il secondo incontro della scuola di formazione socio politica: interverrà Alessandra Broccolini, docente di antropologia culturale alla Sapienza, affrontando il tema “Chi vive e come vive le nostre case”. 

Il 13 novembre si terrà il primo incontro del ciclo “Una famiglia di famiglie”, sostenuto dall’AC romana, nella parrocchia Santa Maria delle Grazie al Trionfale: il titolo dell’incontro sarà “In principio era la parola”; relazionerà don Fabio Rosini a partire dalle ore 19.30.

Il 16 novembre il Settore Adulti dell’AC diocesana organizza una giornata di fraternità, spiritualità e ricerca in vista dell’Avvento dedicata ad adulti e famiglie. L’appuntamento avrà inizio alle ore 9.00 con Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, presso la cappella della stazione Termini; è prevista poi una visita a Santa Maria Maggiore. E’ necessario prenotarsi entro venerdì 8 novembre presso il centro diocesano di AC.

Il 17 novembre alle ore 10.00 si terrà l’incontro di formazione diocesano per educatori intitolato “A scuola di ACR” presso la parrocchia Santa Maria Addolorata (viale Venezia Giulia 134).

Sul sito dell’AC di Roma sono disponibili i contatti per prenotare i pannelli relativi alla mostra dei 150 anni dell’AC di Roma.

Tutte le parrocchie sono invitate a inviare le loro iniziative scrivendo a [email protected]

 


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