Martiri di oggi. Serata di testimonianze alla Basilica di Santa Maria degli Angeli

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Serata in ricordo dei cristiani martiri del nostro tempo

“Testimoni di Cristo oggi”, è questo il titolo del terzo ed un ultimo incontro del ciclo dedicato ai martiri cristiani del nostro tempo, svoltosi mercoledì sera, 22 novembre presso il salone parrocchiale della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. L’incontro, promosso dal Centro missionario e dall’Ufficio catechistico della diocesi di Roma in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II, l’associazione Finestra per il Medio Oriente e la parrocchia di Sant’Innocenzo, ha visto come protagonisti, oltre alla figura del giovane sacerdote iracheno, Ragheed Ganni, anche tre storie diverse di martiri contemporanei provenienti da tre diverse zone del mondo.

Una serata dunque che conclude il decennale del ricordo del martirio del giovane sacerdote iracheno, Ragheed Ganni, ordinato sacerdote proprio alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, e che dà il via anche ad altri anniversari.

Nel 2018 infatti saranno dieci anni dalla brutale morte del vescovo di Mosul mons. Paul Faraj Rahho, assassinato nel 2008, come il pakistano laico Shahbat Batthi ucciso a Lahore nel 2011 e l’italiana Annalena Tonelli freddata nel 2003 in Somalia.

Figure di uomini e donne che si inseriscono in quadri storici drammatici, attraversati da conflitti politici, ma dove il loro esempio è ancora vivo nonostante la morte.  «Dobbiamo parlare della vita -, sottolinea mons. Andrea Lonardo aprendo la serata – perché un martire non è uno che ama la morte, ma che ama la vita e la loro morte è per l’amore della vita».

Persone vive dunque, morte donando la vita e che continuano a parlare anche attraverso le reliquie. «È necessario far conoscere queste storie -, ricorda il direttore dell’Ufficio Catechistico del vicariato di Roma – storie grandissime di gente che ama e questi martiri ci sono testimoni alla luce anche del nostro cammino».

Nel corso dell’introduzione mons. Lonardo ha sottolineato anche il luogo significativo in cui si svolge l’incontro, considerando che la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri  sorge sulle famose terme di Diocleziano, tra gli imperatori romani più feroci nella persecuzione dei cristiani.

Un momento della lettura dell’attrice Claudia Koll

Un momento intenso è stato il ricordo della missionaria italiana Annalena Tonelli,  che ha preso corpo grazie ai suoi scritti letti dall’attrice Claudia Koll, così come la testimonianza del giovane seminarista iracheno Shaker Zaytouna che ha ricordato il vescovo Faraj Rahho, da cui ha ricevuto «la prima comunione e attinto per la mia vocazione».

Infine la memoria del pakistano Shabbat Bhatti, raccontata da don Angelo Romano, rettore della Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina che raccoglie le reliquie dei martiri moderni, che ai nostri microfoni ribadisce l’importanza di ricordare e far conoscere queste storie proprio per non far sentire più soli questi cristiani.

Ma ascolta l’intervista completa a don Romano, raccolta nel corso della serata ed andata in onda per la rubrica In Diocesi, venerdì 24 novembre. 

I cristiani in Iraq

Particolarmente significativa la testimonianza di uno dei due seminaristi iracheni che hanno raccontato la storia del vescovo caldeo Rahho, rapito ed ucciso nel 2008.

I seminaristi iracheni mentre intonano un canto in arabo

Il ricordo ha peso corpo attraverso le parole di Shaker Zaytouna, che insieme al confratello ha anche cantato una preghiera in arabo. Zaytouna, seminarista della diocesi di Mosul e studente di teologia morale, ha conosciuto bene mons. Rahho e si augura presto di tornare nella sua terra ed «essere un “pastore “a servizio della mia gente -, come si racconta poco prima dell’inizio dell’incontro – nonostante la diocesi sia completamente distrutta e i miei familiari scappati in America».

Il giovane seminarista descrive l’attuale situazione in Iraq, ancora critica per i cristiani che nonostante «stanno tornando in queste terre, dove tutto è distrutto, la situazione è ora inasprita tra arabi e curdi».

Ascolta le sue parole di speranza raccolte da Francesca Baldini poco prima dell’inizio dell’incontro, dove oltre a descrivere la situazione del paese,, sottolinea come queste figure siano esempio di speranza, che «ci incoraggia ad andare avanti», ed infine la richiesta ai fedeli romani di continuare a pregare per loro.