Liceo Massimo Roma, il professore si difende

Arrestato due giorni fa con l’accusa di abusi sessuali a danni di una studentessa di 15 anni del Liceo Massimo di Roma, il professor De Angelis, 53 anni, si è difeso così, in fase di interrogatorio di garanzia: “Ero innamorato”. “Era un rapporto consenziente”, ha precisato. “In 25 anni di insegnamento non mi era mai successa una cosa simile”.

“Chiedo scusa a tutti. A cominciare dai genitori della ragazza”, ha detto ancora il docente delle medie che nelle aule del liceo Massimo di Roma faceva lezioni private di italiano e latino. “Ho tradito me stesso, gli studenti, i miei colleghi e l’istituto. Sono talmente triste che ho anche tentato il suicidio”. 

L’indagine era partita il mese scorso. A sporgere denuncia i genitori della studentessa del Liceo Massimo. La giovane aveva confessato quanto accaduto dopo che il padre e la madre si erano insospettiti da alcuni comportamenti della figlia e dagli sms sul suo cellulare. Intanto il professore, che rimarrà a Regina Coeli in attesa dell’udienza preliminare, è stato sospeso dal suo incarico. Al vaglio degli inquirenti il cellulare di De Angelis e alcuni computer.

La risposta dell’Istituto Massimo

L’Istituto Massimo, che tra gli ex studenti conta quattro sindaci di Roma, tra cui Francesco Rutelli e l’attuale presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha preso le distanze dal professore.

Il liceo, si legge in una nota pubblicata sul sito internet della scuola dell’Eur, “sta apprendendo solo ora fatti che ignorava e rispetto ai quali, ove fossero accertati, è parte offesa e quindi, in un eventuale processo penale, si costituirà parte civile. Si affida perciò alla Magistratura, nella quale nutre assoluta e piena fiducia”. 

Dal punto di vista disciplinare, aggiungono ancora dall’Istituto, la scuola “azionerà nei confronti del docente il procedimento disciplinare imposto dalla legge per accertare i fatti anche sotto questo profilo, che è quello che rientra nella sua diretta responsabilità”.