mercoledì , 23 agosto 2017
Liberto Cori

Liberto: “I canti liturgici oggi mancano di testo appropriato e di musica vera”

Le iscrizioni al concorso “Cantate inni con arte” sono iniziate ormai da qualche giorno e Radiopiu ne ha approfittato per intervistare monsignor Giuseppe Liberto, Maestro emerito della Cappella Musicale Sistina, membro della giuria che dovrà valutare i brani che stanno pervenendo in redazione. Liberto, ai microfoni di Francesca Baldini, racconta il periodo trascorso in Cappella Sistina a servizio di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI e poi dà una sua valutazione critica dell’attuale panorama di musica liturgica nel nostro Paese.

Il Maestro tiene a precisare che il ruolo di un coro non è in funzione di uno spettacolo idolatrico ma deve essere un servizio al culto divino, in un rapporto dialogico con l’assemblea e con i solisti. Avere delle basi di liturgia è fondamentale per chi si accosta alla musica sacra: “Il musicista deve essere liturgista, perché come ad un povero a pranzo si dà il cibo buono, e non ghiande, così per la mensa del Signore non si possono presentare quelle musiche orribili che sanno più di schizofonia che di altro. La colpa non è del Concilio ma di chi non lo ha capito e che invece presume di averlo capito”.

E’ necessario istruire la gente, secondo monsignor Liberto, e occorre elevare il tono espressivo del discorso liturgico, per evitare di dissacrare la Parola di Dio. L’arte ha bisogno di fatica: “Ai canti di oggi – sostiene – manca il testo appropriato, la musica vera e il rispetto per i tempi dell’anno liturgico”.

Di seguito l’intervista integrale.

 

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