Libertà di stampa, diritto mai scontato

0
167

Libertà di stampa. Ne parliamo, in occasione della Giornata mondiale per la libertà di stampa, con Vania De Luca, presidente UCSI.

Il 3 maggio si celebra la Giornata mondiale per la libertà di stampa, proclamata dall’ONU nel 1993. Libertà di stampa che è diritto sancito dall’articolo 21 della Costituzione italiana e indice di una democrazia che funziona.
La necessità di istituire una ricorrenza simile, però, ci potrebbe far riflettere sull’ingenza delle violazioni che avvengono ogni giorno nei confronti di chi scrive, attraverso censure più o meno subdoleminacce, ritorsioni. Secondo i dati monitorati da Ossigeno, l’Osservatorio permanente della Federazione Nazionale della Stampa e dell’Ordine dei Giornalisti, sui cronisti italiani minacciati e sulle notizie oscurate con la violenza, sono stati 3603 i giornalisti minacciati a partire dal 2006, 95 solo dall’1 gennaio del 2018 (con picco nella regione Lazio). Numeri che non accennano a diminuire, basti pensare anche alle recentissime e notissime aggressioni avvenute ad Ostia.
Ne parliamo ad InformAc con Vania De Luca, vaticanista di RaiNews24, presidente nazionale dell’Unione Cattolica della Stampa Italiana, ex segretaria nazionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica.

Quali dovrebbero essere, dunque, i valori “non negoziabili” per un giornalista? Oppure ci sono dei limiti oltre cui non spingersi? «I valori “non negoziabili” per un giornalista sono almeno tre: il primo è la ricerca della verità, il secondo è la libertà ed il terzo è il rispetto delle persone. La verità nessuno può dire di possederla, è qualcosa da ricercare, ma è proprio dei giornalisti cercare la verità dei fatti, delle storie, e tentare poi di renderla al meglio possibile. Per libertà intendo la libertà dai poteri, dai condizionamenti, dai pregiudizi, dai propri schemi mentali. In ultimo il rispetto delle persone, quelle a cui si dà voce e spazio attraverso l’informazione, ma anche per quel pubblico a cui si deve fornire un’informazione corretta».

Il rischio che spesso accompagna il percorso della buona ed etica informazione sicuramente può far paura. Può spingere chi scrive all’omertà e a minare la credibilità sua e del giornalismo stesso. Anche per questo come UCSI siete impegnati nel progetto dell’Osservatorio di Mediaetica… 

Vania De Luca Presidente Ucsi

«La parola Mediaetica potrebbe spaventare, ma l’UCSI, con questo termine, non vuole fare altro che individuare quei percorsi di buona informazione che mettano in luce le buone pratiche dell’informazione stessa. Io credo che ci si debba domandare, non tanto se quella che percepiamo è un’informazione più o meno etica, ma, piuttosto, se è più o meno corretta. Oggi siamo all’interno del meccanismo delle fake news, fenomeno dilagante, ci richiama a questo anche il Messaggio del Papa per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2018. La disinformazione non è qualcosa di nuovo, inquina il clima, indebolisce la democrazia: oggi c’è sempre più bisogno di marcare il confine tra ciò che è informazione vera e verificabile e ciò che è spazzatura. Per noi Mediaetica significa “sana informazione”».

In ultimo il vostro impegno nei confronti dei giovani comunicatori: quanto conta, in questo mestiere, una formazione integrale della persona? «La formazione dei giovani comunicatori è importante. L’UCSI ha nel suo DNA un’attenzione per la formazione, che viene da prima che l’ordine nazionale dei giornalisti istituisse l’obbligo di formazione per tutti i giornalisti. Su questi versanti, come UCSI, siamo impegnati in vari corsi in tutta Italia, anche attraverso la nostra rivista, Desk, che ha dedicato gli ultimi numeri al racconto delle grandi problematiche sociali del nostro tempo, lavoro, emigrazioni giustizia. A fine anno abbiamo intenzione di occuparci invece di città: come raccontare la città? Tutto questo ha sia lo scopo di fornire delle possibili griglie interpretative per questi fenomeni così complessi, sia quello di capire come l’informazione possa mettersi a servizio di quest’ultimi alla luce dei valori di cui si parlava prima. Valori che vorrebbero portare tutti a crescere nel senso della comunità, democrazia e valori comuni».

Unione Cattolica della Stampa Italiana

L’«Unione cattolica della stampa italiana», fondata nel 1959, è una associazione cattolica di giornalisti e di comunicatori professionali tra le più prestigiose d’Italia. Possono aderire tutti coloro che si occupano di comunicazione a livello professionale, anche come oggetto di studio e ricerca, e anche se non sono iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

VITA ASSOCIATIVA

Lunedì 7 maggio ultimo appuntamento dell’anno con i Lunedì Formativi per il Settore Adulti. Il tema sarà «La soglia. Come essere cristiani in uscita» ed interverranno i due vicepresidenti adulti Chiara Sancin e Marco Di Tommasi. Appuntamento come sempre ore 16,30 in Centro diocesano.

Domenica 6 maggio vi ricordiamo l’appuntamento con la Giornata degli Incontri, che quest’anno, per la collaborazione con il Centro Oratori Romani, avrà come titolo «COReACore». Vi aspettiamo alle ore 9.30 nella splendida cornice del Parco Schuster.

Sabato 12 e Domenica 13 maggio ci sarà il Mini Campo del Settore Giovani dal titolo «Buona Notizia: nessuno escluso!» (per giovani dai 18 ai 30 anni), con il quale si chiuderà il percorso diocesano «E gioia sia!». Il campo si terrà alla Domus Unitatis di Grottaferrata, per iscriversi occorre mandare una mail a [email protected]