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Lettera di Vallini ai “fidei donum”

Scritto da il 5 Luglio 2016

Riportiamo il testo integrale della lettera che, come accade  per tradizione in occasione della festa dei santi patroni,  il cardinale Agostino Vallini ha indirizzato ai sacerdoti fidei donum della diocesi di Roma




Carissimi Confratelli,
in occasione della festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, come è tradizione, mi è caro rivolgere a tutti voi un pensiero affettuoso e rendervi partecipi di alcuni eventi della vita della nostra Diocesi.

Il 3 giugno scorso, Solennità del Sacro Cuore, abbiamo avuto la grazia di celebrare insieme con tanti sacerdoti   giunti da tutto il mondo il nostro Giubileo. Papa Francesco ha voluto predicare il giorno precedente un ritiro tenendo tre meditazioni, la prima delle quali nella nostra Cattedrale di San Giovanni in Laterano. In quel giorno ho pregato tanto anche per voi, che in terre lontane portate la testimonianza della fede di Roma cristiana.

Il Santo Padre ci ha fatto immergere nel mistero della misericordia divina, che ci rende non solamente “peccatori perdonati” ma “peccatori a cui è conferita dignità”, e per questo ci ricordava di avere “una dignità vergognata” e “una vergogna dignitosa”. Papa Francesco ha presentato il nostro peccato come “il ricettacolo” della misericordia, aiutandoci a comprendere, attraverso l’immagine del manto della Vergine di Guadalupe, che la misericordia con i fili delle nostre miserie e peccati ci tesse in modo da recuperare in noi l’immagine di Gesù. Vi suggerisco – se non l’avete già fatto – di leggere le meditazioni sul sito internet del Vaticano.




Cari fratelli, il mistero di misericordia che il Signore ogni giorno riversa in noi costituisce la sorgente del nostro essere pastori misericordiosi e non rimanere indifferenti alle povertà materiali e spirituali del gregge a noi affidato. Non scoraggiamoci davanti alle difficoltà e ai nostri peccati, ma poiché “tutto è grazia” anche le nostre debolezze diventino occasione per toccare con mano la vicinanza del Buon Pastore e rispondergli con ancora maggiore generosità.

Un altro momento significativo di quest’anno pastorale è stato il Convegno Diocesano, del 16 e 17 giugno scorsi, cui hanno partecipato più di 3000 operatori pastorali. Il tema di quest’anno è stato la pastorale familiare da promuovere alla luce dell’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia. Il Santo Padre nel suo intervento introduttivo ci ha invitato, ancora una volta, ad assumere come atteggiamento centrale dell’azione pastorale quello dell’accoglienza, riconoscendo che ogni coppia è un “terreno sacro”.




Vi prego di accompagnare nei prossimi mesi il nostro lavoro pastorale a favore delle famiglie con la preghiera, affinché lo Spirito Santo ci illumini nell’individuare quali vie possiamo percorrere per educare alla letizia dell’amore coniugale le giovani generazioni e sostenere le coppie di sposi nella loro vocazione familiare. Il futuro della Chiesa e dell’umanità passa attraverso la famiglia e a tutti dobbiamo annunciare la bellezza del Vangelo della famiglia e difenderla da quanti, proponendo nuove ideologie, ne offuscano la natura di cellula vitale della società.

Mi è caro, infine, affidare alla vostra preghiera il nuovo Vescovo Ausiliare per il settore Centro, Mons. Gianrico Ruzza, al quale ho conferito l’ordinazione episcopale sabato 11 giugno. Sentitevi in profonda comunione con tutto il Consiglio Episcopale, il Presbiterio e l’intera comunità diocesana che vi accompagnano con affetto.

Vi affido alla materna protezione della Vergine Maria, Madre della Misericordia con le parole del Santo Padre: “Quando voi sacerdoti aveste momenti oscuri, brutti, quando non sapeste come arrangiarvi nel più intimo del vostro cuore, non dico solo ‘guardate la Madre’… , ‘andate là e lasciatevi guardare da Lei, in silenzio’… Lasciatevi guardare dalla Madonna. Non avere vergogna, non fare grandi discorsi, stare lì e lasciarsi coprire,   lasciarsi guardare. E piangere. Quando troviamo un prete che è capace di questo, di andare dalla Madre e piangere, con tanti peccati, io posso dire: è un buon prete, perché è un buon figlio. Sarà un buon padre”.

Il Signore vi benedica. Con un fraterno abbraccio.

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