L’esistenza di Dio: possiamo dimostrarla?

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esistenza di Dio

L’esistenza di Dio possiamo realmente dimostrarla? Difficile rispondere ad una domanda così profonda, da sempre al centro del pensiero dell’uomo.

Rispetto a questa domanda, la storia del pensiero presenta molte argomentazioni critiche, che negano l’esistenza di Dio o la possibilità di dimostrarne l’esistenza, piuttosto che solidi argomenti in favore di una risposta positiva.

Eppure questa disparità non può condurci in maniera semplicistica a concludere che sia impossibile dimostrare l’esistenza di Dio. Il motivo è strettamente legato all’oggetto della nostra domanda. Per sua stessa definizione, infatti, Dio è colui che va al di là delle nostre capacità, ci supera, o come si dice più precisamente, ci trascende, ovvero non si lascia contenere nei nostri limiti umani, se infatti Dio fosse un mero oggetto come tutti gli altri e potesse essere pensato o sperimentato come ogni altro ente, sarebbe in contraddizione con la sua stessa definizione. Ci troviamo dunque davanti a quello che sembra un paradosso senza soluzione.

E probabilmente occorre ammettere che quando si parla di Dio la via ordinaria della conoscenza intellettuale o sensibile non può essere una garanzia né in senso positivo né in quello negativo. Ciò che è incontrovertibile è che fin dalle prime tracce della riflessione umana, è emerso il desiderio di cercare un punto d’appoggio, un inizio, un’origine, un fondamento di tutto. La ricerca di Dio risponde quindi alla tendenza propriamente umana di andare verso l’infinito, sia nella capacità di desiderare, sia nel desiderio di conoscere. Sebbene siamo evidentemente limitati, percepiamo il limite come un confine, cioè come una soglia che apre e predispone anche a ciò che ora non sperimentiamo.

Prove dell’esistenza di Dio

Potremmo anche argomentare che l’elaborazione stessa dell’idea di un essere che ha le proprietà dell’onnipotenza e dell’infinito non può essere prodotta da un essere che di per sé non le sperimenta mai. D’altra parte, si può anche argomentare sostenendo che questa idea di Dio rivela il bisogno frustrato dell’uomo e condensa in positivo quelle caratteristiche che l’uomo riconosce di non avere. Dio sarebbe quindi il sogno frustrato dell’uomo, ciò che vorrebbe essere, ma che si accorge di non poter essere.

esistenza di Dio
san Tommaso

Persino san Tommaso, nella Summa Theologica, non dà per scontato l’esistenza di Dio, ma si pone una domanda e cerca argomenti in favore, ricordando anche che è possibile formulare, seppur stoltamente, argomenti contrari. Tommaso riconosce quindi che non c’è un’evidenza semplicistica dell’esistenza di Dio e questo dipende dal nostro limite creaturale. È possibile però individuare delle tracce nella creazione che progressivamente ci portano verso Dio. La riflessione che abbiamo fatto fin qui riguarda un’idea di Dio che potremmo considerare come il Dio dei filosofi. Nella storia di questa riflessione si è poi inserita, in un momento preciso, la rivelazione del volto di Dio per mezzo di Gesù Cristo. Dal quel momento in poi Dio non è più solo l’oggetto di una riflessione intellettuale, ma è prima di tutto il termine di una relazione personale. È questa relazione che a sua volta viene fatta oggetto di una riflessione che assume pertanto il carattere della teologia, cioè del pensiero su Dio come creatore.

A questo punto rispondere alla domanda sull’esistenza di Dio diventa una questione personale, perché è possibile porsi questa domanda solo all’interno di una relazione.

Esercizio: quali argomenti porteresti in favore e quali contro l’esistenza di Dio? Quale relazione potrebbe esserci tra la riflessione filosofica su Dio e l’esperienza personale di Dio?

 

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