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Laudato Sì: Più comunione e giustizia per la Terra

Scritto da il 3 Maggio 2020

Laudato Sì. In un percorso che mira ad una Ecologia Integrale, è necessaria più comunione e più giustizia per la Terra, ripartendo dalla centralità dell’uomo e delle sue relazioni all’interno della società, perché la “natura è l’uomo stesso”.

Scrive Simone Weil : «Il bisogno di avere radici è forse il più importante e il meno conosciuto dell’anima umana. Difficile definirlo. L’essere umano ha le sue radici nella concreta partecipazione, attiva e naturale all’esistenza di una comunità che conservi vivi certi tesori del passato e certi presentimenti dell’avvenire. (Simone Weil, L’énracinement. Prélude à une déclaration des devoirs envers l’être humain.)

Le radici dell’essere umano, secondo la Weil sono nella sua comunità di origine o di appartenenza, la sola capace di gettare per l’uomo un ponte tra passato e futuro, incarnandolo nella sua esistenza concreta e, aggiungiamo, sulla scorta della Laudato Si’, ponendolo nel corretto rapporto tutelare nei confronti della Natura.

Laudato Sì

Benedetto XVI

Afferma Papa Francesco “Il mio predecessore Benedetto XVI ha rinnovato l’invito a «eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente».[10] Ha ricordato che il mondo non può essere analizzato solo isolando uno dei suoi aspetti, perché «il libro della natura è uno e indivisibile» e include l’ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali, e altri aspetti. Di conseguenza, «il degrado della natura è strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana».[11] Papa Benedetto ci ha proposto di riconoscere che l’ambiente naturale è pieno di ferite prodotte dal nostro comportamento irresponsabile. Anche l’ambiente sociale ha le sue ferite. Ma tutte sono causate in fondo dal medesimo male, cioè dall’idea che non esistano verità indiscutibili che guidino la nostra vita, per cui la libertà umana non ha limiti. Si dimentica che «l’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura».[12] Con paterna preoccupazione ci ha invitato a riconoscere che la creazione risulta compromessa «dove noi stessi siamo le ultime istanze, dove l’insieme è semplicemente proprietà nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vediamo soltanto noi stessi»”.[13] (Papa Francesco, Laudato Sì, 6)

Laudato Sì: quale spirito conduce alla giustizia per la Terra?

Edith Stein ci insegna che lo spirito è “ragione e volontà”, la volontà dovrebbe però essere indirizzata verso un qualche bene dopo che ha ragionato sul bene stesso. Da Platone poi possiamo prendere l’indicazione che la «giustizia» è un equilibrio tra parti in vista del Bene (La Repubblica). Se quindi riportiamo la «natura» nell’ambito del Bene che dovremmo realizzare, perché come dice Papa Francesco “la natura è l’uomo stesso” e quindi la poniamo quale oggetto primario dell’azione del nostro spirito e quindi della volontà, questo sarà fonte di Giustizia, perché riarmonizzerà le varie parti in concorso nell’Ecologia Integrale, in vista della sopravvivenza della Terra stessa, della specie umana e di tutte le altre specie che vivono sul pianeta. Dobbiamo in altre parole imparare a riusare il nostro spirito per rendere giustizia alla Terra e a noi stessi e per permettere alla natura di ridarci quella speranza causata da una mancanza di visione “ecologica integrale”.

Afferma la scrittrice Meredith Young-Sowers: “ se non abbiamo una visione, il nostro corpo e il corpo del pianeta non capiscono se accettiamo o meno l’attuale stato di depressione, affiliazione, malattia e annientamento. Senza una visione, le energie interiori del nostro corpo e le emozioni rimangono in sordina, e cominciamo a resistere al movimento e al cambiamento. […] La paura nasce dal non avere un piano o una storia interiore che ci diano speranza. In poche parole una visione”. Aggiungiamo a questo punto la visione del Bene per la Terra e l’uomo stesso.

Laudato Sì: il libro della natura è uno e indivisibile

L’ulteriore rischio è poi che questa visione, sulla base della quale gli uomini indirizzeranno le loro azioni, economiche, politiche e  sociali in vista di quel presunto Bene, sia parziale e frutto di ragionamenti “linerizzanti” e riduzionistici che non tengano in conto della complessità e dell’integrazione profonda degli elementi in gioco. Infatti Papa Francesco citando nell’enciclica Benedetto XVI ricorda che “il mondo non può essere analizzato solo isolando Laudato Sìuno dei suoi aspetti, perché «il libro della natura è uno e indivisibile» e include l’ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali, e altri aspetti”. E’ dunque integrato.

L’indicazione centrale di Francesco in questo percorso è che questa giustizia sia strettamente connessa alla cultura che modella la convivenza umana e la sua assenza e il degrado della natura che ne conseguono e che è sotto tutti i nostri occhi, dipendano profondamente anche dal modo in cui gli esseri umani stanno insieme!

Laudato Sì: quale comunità possiamo realizzare per realizzare questa Giustizia, che è poi il bene della Terra e il nostro?

Dice lo scrittore Ulderico Bernardi : «La rete di relazioni entro cui ciascuna persona trova conferma della propria identità, costituisce la struttura portante per la produzione di spirito di comunità. Quella forza che origina un popolo, che lo sostiene nel suo divenire, che ne determina la capacità di gestire il proprio destino.» (ULDERICO BERNARDI, Comunità come bisogno, Ed. Jaca Book, Milano 2017, p. XXXVI)

Dunque la «relazionalità» è quel processo che permette la costituzione dello spirito di identità personale, ma soprattutto di comunità, ai vari livelli in cui questa si realizza. Questa relazionalità poi l’uomo non la esplica solamente nei confronti dei propri simili, ma anche nei confronti delle altre specie viventi e degli ecosistemi naturali che sono alla base del suo sostentamento e della serenità e pace del suo animo e che vengono a costituire dunque una sorta di comunità ecologica allargata. Senza la considerazione di questa relazionalità si perderebbero quelle parti integrate in equilibrio che è necessario armonizzare per realizzare quella giustizia fondamentale in vista del bene per la natura e per l’uomo, come abbiamo considerato prima. Possiamo dunque parlare, in un concetto più allargato, armonico e inclusivo di RELAZIONALITÀ ECOLOGICA INTEGRATA.


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