Traccia corrente

Titolo

Artista

Show attuale

Radiopiù Notizie

10:00 10:03

Show attuale

Radiopiù Notizie

10:00 10:03

Background

Laudato sì: Covid19 e scienza, quale futuro per il pianeta?

Scritto da il 19 Luglio 2020

Laudato sì: Quali speranze abbiamo per il futuro del pianeta da questa scienza e in che cosa dovrebbe essere
cambiata?

Gli eventi pandemici hanno fatto crollare il pregiudizio imperante della “certezza” assoluta del discorso
scientifico, evidenziando spesso posizioni contraddittorie da parte degli scienziati coinvolti nei dibattiti
laudato sìpubblici a cui hanno fatto seguito purtroppo scelte politiche che si sono rivelate deleterie e disastrose per
arginare il problema. Non dobbiamo dimenticare che quella che noi chiamiamo scienza è innanzitutto un
metodo: quello scientifico appunto, che prevede che da determinate ipotesi si deducano conclusioni
verificabili sperimentalmente e soprattutto ripetibili da altri ricercatori. La presenza di contraddizioni, come
sapevano bene i logici antichi e medievali è sintomo di falsità, perché dalla contraddizione è possibile
affermare qualunque cosa e si è lontani dunque dall’afferrare la realtà. Le motivazioni di una situazione del
genere possono essere molteplici, prima fra tutte forse la mancanza di quello che la Laudato Sì chiama il
dibattito “onesto” tra gli scienziati. Un dibattito che sia libero da inclinazioni di parte, da motivi di prestigio
personali, da campanilismi di scuole di pensiero e soprattutto da ragioni di profitto.

Laudato sì: quando l’economia detta l’agenda della ricerca scientifica

Non possiamo ignorare che questa scienza è sostenuta da un’economia di mercato i cui interessi dettano spesso le agende dei ricercatori che altrimenti non avrebbero finanziamenti per le loro ricerche. Allora per riavere una capacità teoretica veramente efficace in grado di trovare soluzioni globali attraverso il discorso scientifico forse sarà
necessario lavorare alla base, sulle motivazioni etiche e sul sostegno economico che tutta l’umanità
dovrebbe dare ad ogni uomo come parte della comunità planetaria. Solo quando ciascuno sarà
economicamente libero dalla competizione per la sopravvivenza si potrà pensare ai problemi e porre
finalmente le ipotesi giuste per dedurre le conclusioni più adeguate alle dinamiche reali in tutta la loro
complessità.

Laudato sì: la pandemia è stata opportunità o selezione darwiniana?

In una società che per millenni si è sviluppata allontanandosi progressivamente dai ritmi naturali, che ha
strappato l’essere umano dal suo posto “centrale” nella creazione per sostituirlo con “l’economia di
mercato” governata da leggi lontane dai bisogni primari e reali delle creature che popolano la terra, è
molto difficile intravedere, in questo periodo di crisi, una opportunità di rinascita, una opportunità per
invertire questo trend. Anzi, si assiste ad un ulteriore allontanamento individuale e generazionale che, se da
un punto di vista fisico è certamente imposto, da quello mentale, emotivo, non lo è, e la tecnologia in
questo ha aiutato molto. Inoltre, nonostante i numeri che descrivono la pandemia (sulla bontà dei quali ci
sarebbe molto da dire e in molti paesi non sono incoraggianti) si va verso una riapertura senza cautele e
quindi pericolosa e irrispettosa delle fragilità umane soprattutto di anziani, disabili e poveri.

Laudato sì: la pandemia e il cambio di paradigma

laudato sì

Residenza Sanitaria Assistita

Quel “Dropout” sociale che al tempo del COVID 19 è diventato ancora più Drop-Out ci ha impoverito ulteriormente in capacità, in memoria storica e in affetti. Emblematico, in tal senso un articolo pubblicato il 12 Giugno nella
pagina degli opinionisti della CNN, in cui l’autore, Ed Edler (ultra 65 enne), parla proprio di queste
riaperture azzardate, ma che le leggi del mercato descrivono come “inevitabili”, come a dire che è
inevitabile che i “deboli” siano “sacrificati”, anzi sono “naturalmente” sacrificabili. Tutto ciò che abbiamo
finora visto sugli effetti della pandemia, non è ecologico, non rispetta né l’ambiente né gli esseri viventi. Per
fare un esempio, in Italia le RSA sono state il simbolo di questo tragico spreco di risorse e di capacità dove
le persone anziane, disabili, non autosufficienti sono, già in condizioni normali, ridotte a oggetti e non
soggetti di quella protezione e di quelle cure che le RSA incarnano, ma che non hanno saputo fornire.
Occorre un’inversione di paradigma.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *



Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

Per utilizzare questo sito web usiamo i seguenti cookie tecnici necessari: %s.
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec

Per motivi di perfomance, utilizziamo Cloudflare come rete CDN. Questo salva un cookie "__cfduid" per applicare le impostazioni di sicurezza per ogni client. Questo cookie è strettamente necessario per le funzionalità di sicurezza di Cloudflare e non può essere disattivato.
  • __cfduid

Utilizziamo Quform Plugin per tutti i moduli di contatto sul nostro sito web. Questo memorizza un token di sicurezza.
  • quform

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi
REPLACE_WITH_VARVY_SCRIPT