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Laudato Sì: la relazione tra nutrizione e salute

Scritto da il 21 Giugno 2020

Laudato sì: qual è la connessione, in un’ottica di ecologia integrale, tra la nutrizione e la salute?

Recenti studi e in particolare il Manifesto “Food for Health” pubblicato da un gruppo di scienziati mondiali esperti in vari campi, dalla biologia, alla nutrizione, alla farmacia e altri non meno importanti ha inteso mettere in allarme la comunità scientifica e non solo riguardo il legame sempre più stringente tra alimentazione e salute, in particolare relativamente al proliferare di malattie croniche non trasmissibili, come il cancro, il diabete, e le malattie cardiovascolari in genere. Qual è dunque il problema che riguarda da vicino la relazione tra alimentazione e salute?

Le diete basate su alimenti di scarsa qualità e dal basso valore nutritivo possono (…) provocare una lunga serie di malattie croniche. Si tratta di malattie spesso ritenute correlate allo stile di vita, ma che sono in realtà causate da sistemi alimentari inadeguati. Inoltre le diete ricche di calorie, ma povere di sostanze nutritive, con livelli elevati di grassi, zuccheri, e sale, sono state associate a elevati rischi per la salute.

Dal dopoguerra in poi la quantità di alimenti consumati su scala mondiale come kg per anno procapite è aumentato di più del 1600%! Ma tra i cibi coinvolti gli zuccheri, forse legati al diffondersi di bevande zuccherate, ma non solo, sono aumentati con una impennata vertiginosa molto di più degli altri alimenti.

Pensiamo che nel 1882 ciò che attualmente è il contenuto di zucchero di una sola lattina di Coca-cola veniva consumato in media ogni cinque giorni. Questa stessa quantità oggi viene consumata ogni sette ore»!

 

Laudato sì: attenzione ai terreni dove vengono coltivati i cibi

Laudato sì

L’attivista Vandana Shiva

I suoli avvelenati dalle sostanze chimiche tossiche, il modello industriale che sta soffocando la libera agricoltura su piccola scala e uccidendo la biodiversità, la standardizzazione dei cibi deprivati dei loro nutrienti, gli interessi enormi che guidano multinazionali e governi negando tutele ai cittadini-consumatori.

Navdanya International, società guidata dalla conosciutissima attivista indiana Vandana Shiva e tutta una serie di esperti nei rispettivi campi, come dicevamo prima ha presentato recentemente Il Manifesto Food for health (Cibo per la salute) un documento programmatico che non intende solo denunciare i limiti dell’attuale sistema produttivo alimentare e i rischi connessi per la salute umana, ma anche porsi come strumento di mobilitazione per rivendicare una transizione verso sistemi alimentari locali, ecologici e diversificati».

Laudato sì: l’uso smodato di pesticidi e le ricadute sulla salute dell’uomo

Tra le sostanze che provocano i maggiori danni sulla salute umana ci sono naturalmente i pesticidi. La FAO, agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, definisce pesticida: «Qualsiasi sostanza, singola o miscelata con altre, destinata a distruggere o tenere sotto controllo qualsiasi organismo nocivo. Sono incluse le sostanze utilizzate come regolatori di crescita delle piante.»

Il termine è genericamente usato per indicare tutte le sostanze che interferiscono, ostacolano o distruggono organismi viventi, siano essi microrganismi, virus, muffe, funghi, insetti o erbe infestanti. I pesticidi sono pertanto «molecole di sintesi selezionate per combattere organismi nocivi e per questo generalmente pericolose per tutti gli organismi viventi», quindi parzialmente, anche per gli esseri umani.

Eppure leggendo i dati dell’Efsa (European Food Safety Authority) relativi ai residui di pesticidi negli alimenti se ne ricava un messaggio ampiamente rassicurante.

Si afferma infatti che: «Il 97,2% dei campioni analizzati rientrava nei limiti di legge consentiti dalla normativa UE. Il 53,3% dei campioni analizzati era privo di residui quantificabili, mentre il 43,9% conteneva residui che non superavano i limiti di legge». Ma a ben vedere, evidenzia il manifesto “Food for Health”, le analisi hanno riguardato solo 11 alimenti: melanzane, banane, broccoli, olio di oliva, succo di arancia, piselli, peperoni, uva da tavola, grano, burro e uova.

Inoltre «l’attuale valutazione del rischio per esposizione cronica a pesticidi non può ritenersi assolutamente adeguata per quanto riguarda la tutela della salute umana, per numerosi motivi:

Innanzitutto non tiene conto della molteplicità delle fonti di esposizione: i limiti adottati infatti sono previsti per alimenti o acque ma non per l’esposizione residenziale o ad aria e suolo. Inoltre non tiene conto del fatto che i metaboliti possono essere più tossici della molecola originaria e infine si considera l’azione del singolo pesticida senza tener conto del multiresiduo e del cocktail di molecole a cui complessivamente siamo esposti.

Laudato sì: prevenire le malattie con una alimentazione sana

L’uomo è il supremo bioaccumulatore vivente, posto in cima alla catena alimentare. Ed è il consumatore finale, infatti, ad assorbire, in ultima istanza, le tracce di pesticidi presenti nell’aria, nell’acqua, nella carne e nel latte degli animali che a loro volta l’hanno accumulato attraverso l’alimentazione e l’ambiente. Tali accumuli si combinano in un cocktail insondabile, ma micidiale in quanto ‘le miscele sono una delle grandi incognite della tossicologia.

Nulla, assolutamente nulla, gli scienziati sono in grado di dire sugli effetti prodotti dalle centinaia di sostanze chimiche assorbite che si combinano costantemente dentro il nostro organismo. Secondo uno studio inglese, infatti un cittadino medio ha in corpo dalle 300 alle 500 sostanze chimiche in più rispetto a cinquant’anni fa. Tra i fattori che coinvolgono salute umana e cibo, in particolare si possono mettere in evidenza: la fame e la malnutrizione, le malattie da regime alimentare, le malattie legate all’alimentazione, la salubrità dell’ambiente connessa ai sistemi produttivi di cibo e la salute professionale delle persone coinvolte in tale produzione.


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