Lateranense. De Donatis: “Università luogo di formazione e missione”

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«Desidero rivolgermi a voi come, all’inizio di questo anno accademico con i sentimenti di un Pastore che vede nell’Università un luogo privilegiato di formazione in vista della missione».

Con queste parole mons. Angelo De Donatis ha aperto la sua Lectio Magistralis nel giorno del Dies Accademicus, ovvero l’inizio dell’anno accademico della Pontificia Università Lateranense, svoltasi ieri giovedì 9 novembre.

In una aula magna gremita, il vicario di Papa Francesco per la Diocesi di Roma, visibilmente emozionato ha ricordato che 44 anni entrava nella stessa pontificia università per frequentare il primo anno di filosofia.

Poi mons. De Donatis cita alcune espressioni del Santo Padre tratte dall’Evangelii Gaudium, che «bastano da soli a fissare la rotta della Comunità universitaria» e «ricorda che l’Università deve puntare alla formazione globale della persona».

Ascolta alcuni passaggi del discorso di mons. De Donatis nella rubrica In Diocesi andata in onda venerdì 10 novembre

 

Nel suo discorso il Gran Cancelliere della Lateranense fissa tre punti, come rotta da seguire all’interno del mondo universitario, ovvero seguendo: profezia e speranza, annunciare ciò che si conosce e il coraggio come sorgente da cui attingere.

Nel suo discorso non mancano i riferimenti biblici, come quello tratto dal 5 libro dell’Apocalisse, in cui emerge come «Il credente sa che nelle difficoltà ci sono altrettante opportunità: l’impossibilità di proseguire lungo una via si manifesta come l’opportunità di tracciarne una nuova. Perciò in ogni difficoltà bisogna imparare a cogliere un appello dello Spirito e fare spazio al nuovo che nasce timido ma vitale sulle rovine del mondo che fu magnifico, ma ha perso l’anima».

«Quel sapere coltivato in un luogo come l’università in cui ci si prepara al servizio alla Chiesa stessa» – ,come ribadisce toccando il secondo punto.

Ed infine l’arcivescovo sprona ad avere coraggio «In una Chiesa che talvolta è presa dalla sfiducia, la speranza può essere riaccesa soltanto dall’incontro con il Signore risorto». E prima di concludere il suo discorso il vicario della Diocesi di Roma ricorda le attitudini importanti per intraprendere questo cammino, come il discernimento e la sinodalità, affermando: «Ognuno custodisca la convinzione che nella Comunità unita nella carità vive lo Spirito del Signore. Noi possiamo non sapere che cosa fare, come vivere la missione. Ma lo spirito lo comunica agli umili».

 

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