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La Sindone: strumento per una nuova evangelizzazione

Scritto da il 20 Luglio 2019

La Sindone è uno strumento per la nuova evangelizzazione, perché oggetto di grande modernità.

 

La Sindone è un oggetto del nostro tempo. La Modernità e la Tradizione devono confrontarsi. La tensione è oggi, più evidente, forse perché è arrivata al limite. Il Novecento e con le sue ideologie, le contraddizioni e contraffazioni, che hanno fatto il loro tempo, e sono inevitabilmente finite e fallite, si è chiuso con grandi speranze. Il terzo millennio si è aperto con tante paure. Rigurgiti ideologici, nostalgie di passati destrorsi e sinistrorsi, si scontrano con i “venti dell’Oriente”: i popoli slavi, mediorientali e dell’estremo oriente incontrano l’occidente, alle prese ancora con l’interrogativo che lo assilla dal XVIII secolo ad oggi, il rapporto fra fede e ragione, tra lumi della coscienza e dogmi dottrinali.

la sindone

Papa Benedetto XVI

Joseph Ratzinger prima di diventare Papa nel discorso del 1 Aprile a Subiaco disse: “Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo. La testimonianza negativa di cristiani che parlavano di Dio e vivevano contro di Lui, ha oscurato l’immagine di Dio e ha aperto la porta all’incredulità. Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini.”

Sindone tra modernità e cristianesimo

Modernità e cristianesimo debbono lavorare insieme, non chiudendosi nelle proprie infantili certezze. Un dialogo che porterà a una sintesi e a una reale novità. La Sindone è sicuramente un “oggetto” della modernità. Studiata e analizzata essa rimane ancora un mistero. Una “bomba ad orologeria”, esplosa proprio quando le derive della modernità sembravano prendere il sopravvento, i razionalismi, i positivismi, ecc. per parlare all’uomo di questo tempo come mai aveva fatto nel corso della sua storia. Le scienze e le tecnologie contemporanee sono affascinate dalla Sindone, in qualche modo “si sottomettono” a lei, la studiano, per criticarla o per dichiararne l’autenticità. La scienza moderna è la conseguenza autonoma, ma riconoscibile, della visione biblica e cristiana dell’uomo, in cui fra l’uomo e Dio si instaura un dialogo, l’uomo non è succube di Dio, ma suo interlocutore, potendo stringere un’alleanza con lui. Nel cristianesimo questo riconoscimento della dimensione umana raggiunge la sua manifestazione più forte in quanto Dio in persona si fa uomo dando all’uomo un messaggio da accettare o rifiutare. In questo contesto va posta la risposta alla sua domanda sul rapporto fra la Sindone e la Nuova Evangelizzazione.

La Sindone è ancora “una domanda”, prima che una risposta.

giovani e sindoneEssa si rappresenta come un punto di incontro fra fede e ragione, un crocevia, un luogo di frontiera, una zona franca. Non ci si può fermare alle ricerche scientifiche, utili e necessarie, ma bisogna cogliere il messaggio vivo del Vivente Uomo della Sindone, che interpella l’uomo affinché comprenda la sua condizione di rinato, di risorto, per viverla, pienamente, oggi. Viviamo in un momento storico molto particolare. Come ci ricorda papa Francesco, è entrata in crisi la trasmissione della fede cristiana. Una crisi profonda, che riguarda tutti. Una crisi spirituale nel cristianesimo (ma non solo), in questo contesto storico planetario, globalizzato. Siamo di fronte a una svolta antropologica che coinvolge tutti e che ricade anche sulla vita della Chiesa. Questa svolta richiede un lavoro profondo di analisi e di riscoperta del battesimo attraverso il quale poter delineare le forme di una Nuova Evangelizzazione. Per rispondere adeguatamente alle sfide cruciali del nostro tempo. Sono sfide esterne e interne alla Chiesa. Ma la forma di umanità che ha dominato fino a oggi si sta mostrando insostenibile e incapace di orientare processi evolutivi di unificazione.

La Sindone e una nuova umanità

Noi cristiani dovremmo saperlo molto bene: è l’uomo vecchio che col suo volto manifesta egoismo e indifferenza. Egli sta morendo: deve morire! e l’umanità, ciascuno di noi, deve risorgere a nuova vita. L’umanità deve iniziare a ragionare diversamente, se non altro per il rischio di estinzione…. e cominciare, ricominciare, continuare a costruire una civiltà della pace. I cristiani sanno di essere chiamati a costruirla e a ri-progettarla, anche se questo processo non è necessariamente una novità. La storia da 2000 anni è attraversata da processi, progetti, proposte di trasformazione che qualche frutto lo hanno portato. Stiamo partorendo la nuova umanità, come direbbe san Paolo. Sono le sfide lanciate da Papa Francesco sull’ambiente, sull’idolatria del denaro, sull’iniquità crescente… o riorientiamo la nostra umanità e i nostri progetti di sviluppo o saranno catastrofi. Stiamo dunque attraversando un grande momento di passaggio. Un’epoca di cambiamenti e di trasformazioni. E forse, per la prima volta nella storia, l’umanità sembra essere consapevole di questo straordinario momento di passaggio. Un Passaggio = Una Pasqua. Cristo Risorto ha incontrato i suoi amici per confermarli in questa fede in Lui, e la fede è essenzialmente sempre un passaggio. La fede chiede agli uomini di attraversare la soglia della porta, che è Cristo.

Dobbiamo dunque imparare a vedere e a essere consapevoli dei segni di speranza che dicono che qualcosa, qualcuno sta nascendo, insorgendo, risorgendo. Risorge mostrano il suo Volto che non aveva  apparenza, né bellezza, ma che ora diviene il Volto del Risorto, il nuovo volto di umanità, che a stento viene riconosciuto. La risurrezione di Cristo segna l’insorgere e il sorgere del Volto dell’Uomo Nuovo. Questo processo in atto dal momento cioè della risurrezione storica del Cristo. I cristiani per primi, ma tutta l’umanità, La Sindone ha bisogno di un inedito e rinnovato confronto col mistero di Cristo e la sua dinamica rivoluzionaria universale, ben descritta dal Cantico di Maria, il canto del Magnificat: “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha rimandato i ricchi a mani vuote” (Lc 1,46-55). Una dinamica rivoluzionaria proclamata dall’intera vita del Cristo e ci assicura e ci invita a non avere paura perché Lui ha vinto il mondo, con le sue logiche perverse e disumane. Questa opera iniziata da Cristo è tutta ancora da costruire, e dobbiamo pregare ogni giorno perché Dio la porti a compimento, cioè perché si compia la volontà di Dio. Il dialogo fra l’uomo e Dio è quello che la Chiesa vuole e deve continuare.

Un dialogo che la Chiesa vuole incentivare. Iniziato faticosamente da Paolo VI, con la Ecclesiam Suam, del 6 Agosto 1964, e continuato, a fatica, fino a oggi. Faticosamente perché come il Cristo è messo in croce anche l’uomo e l’umanità vengono crocifissi. Il mistero di Cristo, unico e originale, si ripete nel corso del tempo storico, fino al ritorno di Cristo, quando la Verità verrà ristabilita, e tutto sarà luce in Cristo. E allora lo vedremo faccia a faccia, contempleremo il suo Volto, e quello che oggi possiamo sperimentare nella preghiera, cioè una relazione dialogica con il Tu personale del Dio incarnato, allora sarà pienamente realizzato. Colui che è presente ci offrirà la possibilità di fissare i suoi occhi e di scoprirci guardati da Lui. Evangelizzare significa essenzialmente annunciare all’uomo il Paradiso, aiutarlo a camminare nella speranza, curando le ferite della propria esistenza. Annunciamo questo con gioia, e con speranza.

 

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