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La Parola si è fatta carne, non libro. I “misteri” della vita di Gesù

Scritto da il 24 Gennaio 2020

“La Parola si è fatta carne”: appuntamento a San Tommaso Moro

“La Parola si è fatta carne, non libro. I ‘misteri’ della vita di Gesù tra Scrittura, liturgia e arte”. È il volume scritto da monsignor Andrea Lonardo che sarà presentato oggi alle ore 18.30 alla parrocchia di San Tommaso Moro.

Con il direttore del Servizio per la Cultura e l’Università del Vicariato di Roma presenti questa sera, oltre a monsignor Pasquale Iacobone, segretario della pontifica commissione di Archeologia sacra e don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio Catechistico, anche Livia Mugavero, storica dell’arte la quale ha curato la parte del libro riguardante i cicli iconografici della storia di Cristo.

Per l’occasione, poi, nel luogo dell’incontro è stato allestito in maniera simbolica, grazie agli scatti di Bruno Brunelli, il ciclo della Chiesa Nuova in cui i pittori di fine 500 e inizi 600 rappresentano, in 12 dipinti, tutta la storia di Gesù secondo i misteri.

Ascolta l’intervista a monsignor Andrea Lonardo nella puntata di oggi di Tutte le strade: 

“La Parola si è fatta carne”: il ruolo della liturgia

«Ne La Parola si è fatta carne la prima grande questione è che la Parola è Gesù Cristo. È la risposta che dovrebbe avere qualsiasi cristiano. Papa Francesco, in un passaggio bellissimo all’inizio del suo ministero, ha detto che la Parola di Dio eccede la scrittura. Cioè la Parola di Dio non è solo un libro scritto, ma c’è una chiave di interpretazione. C’è Gesù stesso, Gesù bambino, Gesù crocifisso, Gesù risorto, al punto che anche un analfabeta può essere cristiano. Una persona che ama con il cuore di Cristo è realmente cristiano.

la parola si è fatta carne
Questa Parola poi però viene scritta dalla Chiesa. La storia di Gesù non solo viene scritta ma anche interpretata nella liturgia. Il cuore di questo libro è che la liturgia ha fornito una chiave di lettura della Bibbia. Ha elaborato le grandi feste, che si chiamano anche misteri (per cui è chiaro che devo capire il Natale, devo capire l’Annunciazione, il Giovedì santo e il Venerdì santo).

C’è proprio una lettura, un’esegesi ecclesiale, una cristologia ecclesiale che appare nei misteri, nelle grandi feste, e quindi abbiamo sempre la Bibbia nelle mani della Chiesa.

Non abbiamo mai né solo la Bibbia né solo la Chiesa. E questo lo vediamo nei grandi cicli di affreschi come in Giotto o nella Cappella Sistina dove, proprio perché esistono quei momenti particolari che sono così preziosi, che si possono mettere in sequenza l’uno dopo l’altro».

la parola si è fatta carne

Giotto – La presentazione di Gesù al Tempio

“La Parola si è fatta carne”: la Bibbia, il libro del popolo di Dio

“La Parola si è fatta carne, non libro” sarà presentato proprio a due giorni dalla prima Domenica della Parola di cui è evidente il grande valore ecumenico. Papa Francesco ha stabilito, infatti, che si celebri sempre nella III Domenica del Tempo Ordinario che cade in prossimità della Giornata di dialogo tra Ebrei e cattolici e della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

«Certo, infatti il libro si apre proprio con questo. È molto bello che la domenica della Parola venga presentata dal Papa in questa visione che lui ha sempre  di una Chiesa popolare. Lui scrive nel numero la parola si fa carnequattro della Lettera Apostolica Aperuit Illlis che la Bibbia non deve essere per i privilegiati, per gli studiosi, per gli esegeti.

Ma è il libro del popolo di Dio. “La Parola si è fatta carne” cerca di dimostrare proprio come attraverso la predicazione, la liturgia, gli affreschi, i misteri del Rosario, realmente la Chiesa ha voluto sempre mettere la Bibbia nelle mani, nella mente, nel cuore della gente semplice.

la parola si è fatta carne, torahQuesto permette proprio alla persona di prendere in mano il libro della Scrittura, di leggerlo senza paura di perdersi e chiaramente tutto questo è a fondamento dell’ecumenismo dove noi tutti riconosciamo che Cristo è la Parola, che la Scrittura è realmente Parola di Dio. Anche nel dialogo con il popolo ebraico dove, anche se l’interpretazione della Chiesa è diversa per quel che riguarda la Tōrāh, non si tocca una sola lettera dell’Antico Testamento perché quella è realmente la Parola di Dio. Quindi il legame è evidente, intrinseco e strettissimo».

 


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