La musica per superare i limiti: la cantante sorda Elisa Forte si racconta

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elisa forte

Elisa Forte come la musica

La musica e il canto sono le sue passioni fin da bambina. I motori che le hanno permesso di cogliere “le sfumature della vita”. A dispetto di chi, ai suoi genitori, diceva: “Rassegnatevi, vostra figlia non sentirà e non parlerà mai”.

Elisa, 32 anni, è sorda profonda dalla nascita. Sua madre e suo padre si sono accorti della sua sordità quando aveva 10 mesi. Ma non si sono dati per vinti. Le hanno fatto iniziare un percorso riabilitativo basato sulle vocalizzazioni che le ha permesso un buon recupero uditivo e lo sviluppo di un linguaggio tale da consentirle di parlare quasi normalmente.

E ora Elisa non solo“parla troppo”, ma canta anche e si esibisce in pubblico. Prima, si vergognava di farlo a causa della sua voce poco naturale. “Sei stonata come una campana, dove vai? Sei sorda.” le dicevano. Recentemente, invece, grazie alla passione per le canzoni di Giorgia e a suo figlio, che adora la musica, ha deciso di lanciarsi in questa avventura. Nel settembre 2017 ha “avuto la fortuna di incontrare Claudio (Claudio Silvestri, direttore del coro della parrocchia romana di San Gaspare del Bufalo ndr), racconta a Radiopiù,“uno straordinario maestro di canto che ha creduto subito in me e insieme abbiamo potuto portare avanti questo progetto andando ben oltre le aspettative”.

Così, alla domanda “Cos’è per te la musica?”, Elisa risponde: “La musica è un incontro, una fusione tra l’anima e le emozioni […] è un modo per mettersi a nudo. La musica coccola, consola, mette allegria, fa vivere i ricordi, sprona”.

La passione per Giorgia: Io credo in questa vita, io credo in me 

“Cancellerò il passato per non tornare indietro, mentre riguardo in uno specchio i segni di chi ero. È il tempo del risveglio, risalgo dal profondo. Dopo aver fatto a pugni con me stessa credo…Io credo in questa vita, credo in me”. Sono le parole della canzone di Giorgia, Credo, che Elisa ha fatto sue. Al punto da realizzarne una cover, insieme al suo maestro.

Ovviamente la canzone è stata adattata ad hoc per Elisa. L’obiettivo, infatti, “non è quello di imitare Giorgia ma di trasmettere un messaggio ben chiaro: anche una persona sorda può vivere la musica e le sue sensazioni. “Credo è una canzone difficile – spiega – ma ha un significato molto particolare per me. Bisogna credere in se stessi. Nelle proprie passioni che possono rappresentare una sorta di rinascita dopo un periodo buio. Non bisogna mai fermarsi di fronte ai limiti”. E così ci ha riprovato il mese scorso con un’altra canzone, sempre di Giorgia: Quando una stella muore.

Non solo musica nella sua vita. Elisa coltiva anche altre passioni: quella per i cani innanzitutto. “Sono educatrice cinofila e toelettatrice e ho 2 cani con me. Poi amo i libri e i bei film, anche se purtroppo ultimamente scarseggia il tempo. Mi piace anche viaggiare. Amo il teatro, ma non riesco a seguirlo a causa della mia sordità, dovrebbero mettere i sovratitoli ma pare un’utopia”.

Claudio Silvestri: “Elisa porta con sé un messaggio di speranza”

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Elisa Forte insieme al suo maestro, Claudio Silvestri

“Elisa porta con sé un messaggio di speranza e chi la conosce non può che riportare questo ottimismo nella propria vita”. Claudio Silvestri si dice soddisfatto del percorso intrapreso lo scorso anno. Un iter, nonostante lo smarrimento iniziale, che gli ha permesso di “vivere la musica con gli occhi dell’allievo creando la giusta empatia per la condivisione e la trasmissione di conoscenze”. “Ricevo molto più io da Elisa – afferma- di quanto lei riceva da me”.  

Le lezioni di canto si svolgono a cadenza settimanale, ci spiega il maestro, con esercizi tecnici tipici. Si inizia sempre con la respirazione e i vocalizzi per poi passare alla lettura ritmica e a quella cantata. “Quando ci approcciamo a un brano lo cantiamo liberamente così Elisa può iniziare un processo imitativo. Successivamente cerchiamo, ripercorrendo quelle che sono le sue costruzioni armoniche, i punti fermi dell’intonazione”.

“La musica è un linguaggio che si muove su tanti piani” conclude Claudio Silvestri che da chimico conferma: “crea una comunicazione biochimica che permette di suscitare le nostre emozioni. La musica permette di raggiungere risultati che sembrano fisicamente impossibili traslando la comunicazione in un piano altro che diviene automaticamente accessibile a tutti. Ed Elisa ne è proprio la prova”.