La giustizia cos’è? Terza riflessione per Aperidea

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Cos’è la giustizia? L’avvento del cristianesimo ha contribuito a riflettere sull’idea di giustizia.

L’idea di giustizia rimanda ad un ordine che va rispettato il problema nasce quando ci chiediamo quando si sia costituito quest’ordine, dove sia quest’ordine e da chi è stato istituito. Già nel mondo greco la giustizia si esprime a diversi livelli, in maniera più esplicita: la giustizia è quella della polis, la giustizia politica che riguarda il modo di governare i cittadini e il rispetto delle leggi, le leggi a loro volta devono essere espressione di un criterio di giustizia più originario, riusciamo a formulare leggi giuste se ci lasciamo ispirare dall’idea di giustizia.

Ascolta l’intera puntata andata in onda lunedì 19 novembre. 

Nel tentativo di elaborare una definizione di giustizia il giurista latino Ulpiano la descrive come “dare a ciascuno il suo”. In questo modo il problema viene semplicemente spostato, in quanto occorre chiarire che cosa sia questo “suo”. Se per esempio ci troviamo in possesso di un coltello di un amico diventato pazzo, non sarà certo giustizia restituirgli il suo coltello.

L’avvento del cristianesimo ha contribuito a riflettere sull’idea di giustizia: l’atteggiamento di Gesù è provocatorio in tal senso, nel momento in cui afferma di “non essere venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. Potrebbe sembrare che la predicazione di Gesù abbia ritenuto inutile la giustizia. In realtà Gesù spinge a non adeguarsi su una idea di giustizia come semplice conformità alla regola, dal momento che si può essere a posto sul piano legale ma non aver amato.

All’interno del mondo ebraico stesso, Gesù vuol portare il credente a riconoscere che la salvezza o la giustificazione non è un suo merito. Non è la personale osservazione della legge che ci salva, ma l’amore gratuito di Dio. Con il cristianesimo ci troviamo così davanti ad un fondamentale passaggio, da una teologia del merito ad una teologia della grazia.

La giustificazione non è un successo personale ma un dono che si riceve

In conclusione ci può essere utile un esercizio: possiamo provare a rievocare situazioni in cui abbiamo sperimentato a nostro avviso, una ingiustizia, e possiamo chiederci qual era la regola non rispettata, era solo un nostro modo di vedere o un dato oggettivo? Ciò che sarebbe stato giusto per noi lo sarebbe stato anche per gli altri attori coinvolti nella vicenda?