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La coscienza e la legge: monsignor Paglia e Cantone a confronto

Scritto da il 7 Febbraio 2020

La coscienza e la legge: l’incontro al Museo Crocetti

Che cos’è la giustizia? È la domanda a cui Raffale Cantone, ex presidente dell’Autorità la coscienza e la leggenazionale anticorruzione, e monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, tentano di rispondere nel volume scritto a 4 mani “La coscienza e la legge”.

«Una vivace dialettica» che conserva tuttavia «una sintonia di fondo», l’ha definita così Giuseppe Pignatone, presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, nell’ambito dell’incontro organizzato dall’Associazione Amici del Museo Crocetti e dall’Associzione Tavola Rotonda lo scorso 5 febbraio.

Punizione, perdono, pentimento, corruzione. E ancora disuguaglianze, immigrazione, accoglienza e sicurezza, le tematiche affrontate secondo i due diversi approcci: quello laico e giuridico e quello religioso e cattolico.

L’approfondimento nella puntata di oggi di “Tutte le Strade”: 

La coscienza e la legge: Paglia, «Una dialettica continua»

«Il buon legislatore deve preoccuparsi se c’è armonia tra i suoi cittadini. Se non prevale la concezione solidaristica della vita, la legge non basta» è il messaggio lanciato da monsignor Paglia che ha ricordato come già nell’antica religione greca Nomos, lo spirito delle leggi, degli statuti e delle ordinanze, sposa Eusebia (Pietà). Dalla loro unione nasce Dike, la giustizia

Importante è dunque «evitare una prospettiva rigidamente legalista perché c’è un oltre le regole, un oltre la legge che riguarda in maniera particolare la coscienza.

la coscienza e la legge, cantone, pagliaAristotele stesso, «a suo tempo riteneva che la polis, la città, si reggesse sulla filìa, sull’amicizia, sul rapporto solidale. C’è una dimensione di umanesimo solidale che è la condizione perché ci sia una città ed è in questo momento che interviene la prospettiva legislativa per garantire che non ci siano sopraffazioni, violenze e gravi ferite alla convivenza civile.

In questo senso la coscienza e la legge sono indispensabili. Il problema si pone quando la società si evolve e quindi anche la legislazione si deve aggiornare e la coscienza non può stare indietro. Ecco perché è una dialettica continua stando attenti a evitare due grandi equivoci: un legalismo che uccide, nel senso che raffredda. Summus Ius, Summa iniuria, dicevano in antichità (“Il massimo del diritto, il massimo dell’ingiustizia”, Cicerone De Officis). Dall’altro, neppure si può dire che una coscienza sia priva di una dimensione della giustizia».

La coscienza e la legge: Cantone, «Definire la giustizia è difficile»

«La coscienza è la scintilla di Dio che è in ogni uomo», ha precisato ancora monsignor Paglia. «È la responsabilità di sentirci legati gli uni agli altri, alla grande famiglia umana». Si può invece definire la giustizia?

la coscienza e la legge «La definizione di giustizia è difficile perché, tutto sommato – ha spiegato Raffale Cantone – non necessariamente la giustizia coincide con la legalità.

La legalità è il rispetto della legge, la giustizia è quello che è giusto quindi rischia di essere una tautologia.

La vera grande domanda è se una legge possa essere giusta e che quindi la legalità possa coincidere con la giustizia, cosa che non sempre accade.

Quando una legge contrasta con il senso di giustizia, contrasta con la coscienza, qual è il comportamento da porsi e poi, quando si può ritenere che una legge contrasta con il senso di giustizia?»

Il video dell’incontro al Museo Crocetti di Roma, 5/2/2020

"La coscienza e la legge"

Raffaele Cantone, ex presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione e monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, presentano il loro libro "La coscienza e la legge" in un incontro organizzato dall' Associazione Amici del Museo Crocetti

Geplaatst door Radiopiù Roma op Woensdag 5 februari 2020

Leggi e ascolta anche: “Diario di bordo – Mi perdoni?” 


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