Lara Favaretto, Recycling landscape

“Da io a noi: la città senza confini”, l’arte contemporanea sbarca al Quirinale

“Da io a noi: la città senza confini”

Si intitola “Da io a noi: la città senza confini” la prima mostra di arte contemporanea ad essere allestita all’interno del Quirinale. Ad inaugurarla, oggi, il presidente Sergio Mattarella.

Promossa dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal

Palazzo del Quirinale

Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, è curata da Anna Mattirolo.

In esposizione le opere di 22 artisti italiani e internazionali. La mostra si potrà visitare gratuitamente fino al prossimo 17 dicembre.

La sfida tra classico e contemporaneo

Nei 10 saloni degli Appartamenti di Alessandro VII Chigi, si potranno ammirare le opere di artisti residenti o spesso attivi nel nostro Paese. Si tratta di Lara Almarcegui, Rosa Barba, Botto & Bruno, Maurizio Cattelan, Gianluca e Massimiliano De Serio. E ancora di Jimmie Durham, Lara Favaretto, Flavio Favelli, Claire Fontaine, Alberto Garutti, Mona Hatoum, Alfredo Jaar. In esposizione anche le opere di Francesco Jodice, Adrian Paci, Diego Perrone, Alessandro Piangiamore, Eugenio Tibaldi, Grazia Toderi, Vedovamazzei, Luca Vitone, Sislej Xhafa, Tobias Zielony.

In mostra la loro visione delle odierne metropoli, senza confini e senza centro. Le periferie e la loro inarrestabile evoluzione. In una contaminazione estrema tra classico e contemporaneo fino a lasciare lo spettatore attonito. Basti pensare che, tanto per citarne una, in “Whisper Harmony” Sislej Xhafa ha portato in scena dei bagni chimici arredati con antenne Tv.

Una vera e propria sfida, dunque, condotta attraverso i diversi linguaggi dell’arte contemporanea. Pittura, scultura, fotografia, video, installazione. Obiettivo, si legge sul sito del Quirinale, è quello di “restituire una dimensione poetica di una società in trasformazione. Seguendo le tracce lasciate dall’uomo sul territorio, le forme di paesaggio che l’azione umana genera. Gli oggetti che perdono la mera funzione pratica per acquisire il valore di testimonianza del percorso di un’esistenza. L’identità che quel nuovo ambiente, così generato, è in grado di trasmettere”.

“Si tratta di un momento eccezionale perché per la prima volta l’arte contemporanea entra al Quirinale per porre l’accento su alcuni caratteri distintivi delle periferie”, ha spiegato il direttore generale “Arte e architettura contemporanea e periferie urbane” Federica Galloni. “La mostra – ha aggiunto – vuole sottolineare le possibilità e le potenzialità delle periferie anche attraverso messaggi visivi e sonori”.

Presente all’inaugurazione anche il ministro della Cultura Dario Franceschini. “Quella delle periferie urbane è la sfida di questo secolo. Per questo l’iniziativa di una mostra al Quirinale più di altre farà capire come il tema delle periferie debba essere centrale nel dibattito del Paese del prossimo secolo”.

 

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