giovedì , 23 novembre 2017

La carovana dell’Acr, la gioia di un sorriso è un passo verso la pace

La Carovana della Pace

 

“CIRCOndati di pace”. Questo lo slogan che ha accompagnato ieri i 3.000 ragazzi dell’Azione Cattolica (Acr) di Roma tra i 4 e i 14 anni i quali hanno attraversato ieri la città, insieme ai loro educatori, alle famiglie e ai coetanei delle scuole e delle parrocchie romane, nel consueto appuntamento della Carovana della pace.  Il corteo festoso, giunto alla 37esima edizione, ha sfilato lungo le strade del centro per testimoniare, tra canti e palloncini, che insieme si può costruire una convivenza di pace.

A Ponte Sant’Angelo alla Carovana si è unito poi un gruppo di rifugiati ospiti della casa famiglia di una parrocchia al Tiburtino. Ad accogliere i ragazzia piazza San Pietro il cardinale vicario Agostino Vallini e i responsabili nazionali dell’associazione, tra cui don Antonio Mastantuono, vice assistente unitario dell’Azione Cattolica. Mentre l’animazione dell’Acr Band ha accompagnato l’attesa dell’incontro con il Papa all’Angelus.

 

Il messaggio di pace rivolto al Papa

Culmine della Carovana della Pace il saluto di Papa Francesco all’Angelus. “Circondati di Pace: bello, lo slogan”, ha commentato il Santo Padre che scherzando ha detto:  “Sono arrivati gli ‘invasori’”. Due ragazzi della parrocchia di Santa Maria Addolorata al Collatino, Francesco, 13 anni, e Cristiana, di 9, a nome di tutta l’associazione diocesana,  hanno letto un messaggio di pace. Caro Papa Francesco, quest’anno, insieme ai bambini e ragazzi di tutta l’Azione Cattolica Italiana, abbiamo riflettuto sul Vangelo delle Beatitudini e su come ciascuno di noi possa essere beato, felice. Veniamo qui sotto le tue finestre avendo nel cuore due slogan: “CIRCOndati di GIOIA”, “CIRCOndati di PACE!”.

Il primo, hanno spiegato i bambini “è quello che ci accompagna in questo anno associativo alla scoperta del mondo del circo e della sua comunità, dell’impegno e della costanza che gli artisti mettono nel realizzare le loro esibizioni a partire dai propri “talenti”, del loro essere comunità e famiglia”. Il secondo, invece, è “quello su cui riflettiamo in questo mese di Gennaio, in cui siamo chiamati a riconoscere le tante e diverse abilità di ogni persona che sono una ricchezza per tutti. Come ci hai ricordato, la gioia di un sorriso è un passo verso la Pace, è un segno di “non violenza attiva”.

“Come nel circo”, continuano Francesco e Cristiana, “vogliamo accogliere sotto il nostro tendone tutti i ragazzi che non sono fortunati come noi e che vivono con tante difficoltà, per donare loro la gioia e la sicurezza della grande famiglia che è la nostra Chiesa. Caro Papa, ricordati sempre che l’ACR ti vuole bene e che prega per Te. Non farci mancare mai il tuo affetto”, chiedono infine i ragazzi,  “e aiutaci a CIRCOndare il mondo di Gioia! Ti vogliamo bene.”

Gennaio, il mese della pace

“La Carovana della Pace rappresenta il culmine di un percorso svolto a gennaio, tradizionale Mese della pace dell’Azione cattolica,  nei gruppi parrocchiali dell’Acr e incentrato sull’esperienza vissuta dai ragazzi nella comunità cristiana. Seguendo lo slogan   “CIRCOndati di pace”, che “Ricalca il tema associativo dell’anno, ‘CIRCOndati di gioia’, che può essere letto a piacere spostando l’accento per ottenere l’invito ‘circòndati’”, ha spiegato Marco Caporicci, responsabile diocesano dell’Acr.

La gioia a cui si fa riferimento è connessa al circo, filo conduttore dell’anno associativo e della Carovana. “Il nostro non è fatto di animali ma di persone, acrobati e giocolieri che, mettendo in gioco abilità, competenze e capacità riescono a far divertire. Esattamente come loro, i ragazzi hanno lavorano nelle parrocchie per capire come, da piccoli acrobati e giocolieri, possono portare gioia e un po’ di pace nelle situazioni di solitudine, difficoltà, laddove insomma la gioia non c’è”. “La gioia di cui si parla”, aggiunge la presidente diocesana dell’Azione Cattolica Rosa Calabria, “è quella evangelica, connessa al Vangelo delle Beatitudini”.

“Non parliamo della gioia del mondo, ma di quella che viene dalla vicinanza al Signore. Noi credenti dovremmo saper mostrare a tutti gli uomini che la vita è segnata dall’amore e, attraverso lo “scandalo” delle Beatitudini, indicare cammini di umanità e di salvezza che tutti possono percorrere”.

 

“Che vuol dire per un ragazzo essere costruttore la pace?”

È quanto si è chiesto il cardinale Agostino Vallini. “La pace è solo assenza di lotta, di guerra, di morte? E’ troppo poco. La pace è qualcosa di più. La pace è gioia, è bellezza. È giustizia, è solidarietà, è il bene che uno si porta dentro e vuole donarlo agli altri.

Ma è facile fare la pace? Basta non litigare con nessun per essere ragazzi di pace? No. Sapete perché? ha chiesto Vallini ai giovani. Perché dentro di noi ci può essere qualcosa che ci turba, che ci leva la pace. Che cosa? Ad esempio, l’invidia, la gelosia, la cattiveria, il pregiudizio: tutto quello che ci divide dagli altri non aiuta la pace”. “Allora, c’è qualcuno che ci può aiutare a stare in pace, a fare la pace, a donare la pace? È Gesù che ci aiuta a costruire la pace.

Così, ha aggiunto Vallini “possiamo costruirla con gli altri, avendo sempre il sorriso sulle labbra, la gioia nel cuore, la volontà di trasmettere cose buone in questo mondo. Io penso che voi ragazzi potete cambiare il mondo”.

 

 

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