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Jekyll and Hyde: l’album dei Reversal Symmetry, un viaggio tra buio e luce

Scritto da il 16 Febbraio 2018

Jekyll and Hyde, l’album

È disponibile su iTunes, Spotify, Amazon e Google Play Jekyll and Hyde, l’opera progressive rock in lingua inglese dei Reversal Symmetry. Il risultato di quattro anni di intenso e di meticoloso lavoro. Un gioco degli opposti che, partendo dal famoso romanzo di Stevenson, si traduce in musica. (A raccontare la “sfida”, alcuni mesi fa ai microfoni di Radiopiù, il tastierista della band, Matteo Ferretti).

Ogni cosa vive al confine del suo contrasto in un viaggio, tra buio e luce, lungo 13 tracce. Distribuite nel White e nel Dark Side, sette nel primo (Henry’s mirror, Story of a door, The eye of reason, The nightmare, Eternal void, Promises, Henry’s choice) e sei nel secondo  (The smell of rain, The evil inside, The window, Anomalies, In another life, Like so many fragments of glass), rappresentano ognuna un capitolo diverso della storia.

La contrapposizione

Una storia, quella di Jekyll and Hyde, in cui la contrapposizione tra il “chiaro” e lo “scuro”, tra la supremazia della ragione sull’istinto primordiale e la negatività e la distruzione, regna sovrana. E così questo eterno contrasto tra luce e buio, insito nell’animo umano, prende forma in parole divergenti e melodie opposte.

“Here comes the day that you look in the mirror and you want to be someone else”. “Arriva il giorno in cui ti guardi allo specchio e vuoi essere qualcun altro”, si ascolta nel primo brano dell’album. Specchio, che alla fine si riduce in “many fragments of glass scattered in the sea”, cioè in tanti frammenti di vetro sparsi nel mare come fossero specchi negli specchi.

Al contempo, la semplicità musicale si trasforma lentamente in un suono sempre più aggressivo, onnicomprensivo e complesso. Tuttavia, i confini non sono mai definiti. Il male si manifesta attraverso il bene e viceversa. E se i momenti di luce inondano il lato “dark” quelli oscuri scivolano via via in quello “white”.

 

 


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