InformAc. Vivere da alleati nella sofferenza.

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InformAc.In occasione della giornata dedicata al ricordo dei nostri cari defunti, ascoltiamo come si accompagna l’uomo attraverso il dolore e la morte.

Chi parla ancora di morte oggi? È un’idea che fa paura, che viene allontanata da ogni conversazione anche nei nostri contesti ecclesiali. Eppure dovremmo imparare a conoscere le modalità di un’alleanza con chi soffre, ad intercettare domande e speranze dei malati. Cosa chiede chi sta per morire?

Per la ricorrenza del 2 novembre, Chiara Sancin ha intervistato per noi Gianfranco Tonnarini, medico cattolico, presidente diocesano del Meic. “Nella mia esperienza professionale – spiega Tonnarini – il malato pone delle domande concrete: che il dolore finisca presto e che non torni più (…), ma anche che si consideri la dimensione umana del dolore“.

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Alleanza nella sofferenza

Il sofferente chiede al medico di non essere lasciato solo, continua infatti il presidente del Meic: “La risposta del medico che ha sensibilità morale è, prima di tutto, quella della competenza professionale, ma anche quella di farsi carico del malato nell’ottica di una alleanza terapeutica“.

La solitudine è il primo nemico da battere,  il ruolo del medico è, dunque, fondamentale nell’attraversamento di questo periodo estremo dell’esistenza umana.

Bisogna riconoscere ad ogni persona il diritto di morire con dignità, vicino alle persone care, – conclude Tonnarini – il medico ha il compito di (…) accompagnare il morente (…) assisterlo e di non privarlo arbitrariamente, a mio parere, della sua libertà di coscienza.

Ascolta l’intera puntata di InformAc!

“Giovani, fede e impegno politico”

Nella parrocchia di San Barnaba, come accennato nelle puntate precedenti, si è svolto un mini ciclo di incontri culturali, pensato dai giovani di Azione Cattolica in collaborazione con Don Rocco d’Ambrosio, professore di Filosofia Politica alla Pontificia Università Gregoriana, su Giovani, fede e impegno politico.

La necessità di questi momenti di riflessione e dibattito, tenuti da Don Rocco stesso, è nata a partire dalle sempre più pressanti esortazioni del Papa: “Entrate in politica, nella vera politica. Partecipate al confronto culturale”.

“L’Azione Cattolica – afferma Don Rocco – deve formare i giovani ad essere cristiani maturi e cittadini responsabili, perché la nostra fede non si vive solo nelle comunità, ma soprattutto nel mondo, nella società, nella politica, nel lavoro, nello studio”.

Necessario è comprendere che c’è un Vangelo per ogni contesto dell’esistenza umana: “Per vivere questo impegno occorre essere formati, occorre capire che il Vangelo è rivolto a tutte le persone, a tutti gli ambienti. Le scuole di politica – conclude Don Rocco – aiutano a capire come annunciare Cristo nell’ambiente politico.”

Vita associativa

Lunedì 6 novembre, secondo appuntamento con i Lunedì formativi del settore adulti. Il tema sarà “La città ed il territorio” ed interverrà Don Rocco d’Ambrosio. L’incontro si terrà in centro diocesano alle ore 16.30.

Mercoledì 8 novembre, alle 18 presso la cappella universitaria, inizieranno le attività del Meic con un primo appuntamento  dal titolo “Cristo nostro contemporaneo”.

Domenica 12 novembre, primo Incontro di Formazione Unitario nella parrocchia di San Giovanni Bosco.