Incontro pre-sinodale, il Papa apre i lavori

“Parlare con coraggio. Senza vergogna, no. Ma bisogna ascoltare con umiltà”. Sono queste le parole rivolte queste mattina dal Santo Padre ai giovani, presenti fisicamente e in rete, all’avvio dell’incontro pre-sinodale in programma a Roma fino a sabato 24 marzo. Il Pontefice ha invitato i ragazzi a esprimersi “liberamente”, “con franchezza”, “con la faccia tosta”. A “rischiare” per maturare. A osare nuovi sentieri accompagnati sempre dalla prudenza.

“Venite da tante parti del mondo e portate con voi una grande varietà di popoli, culture e anche religioni: non siete tutti cattolici e cristiani, nemmeno tutti credenti, ma siete certamente tutti animati dal desiderio di dare il meglio di voi. E io non ho dubbi su questo“, ha aggiunto il Pontefice ringraziando quanti parteciperanno all’iniziativa di questi giorni.

Sinodo sui giovani, “Abbiamo bisogno di voi”

“Abbiamo bisogno di voi per preparare il Sinodo che a ottobre riunirà i Vescovi sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, ha ribadito Francesco, ricordando che “in tanti momenti della storia della Chiesa, così come in numerosi episodi biblici, Dio ha voluto parlare per mezzo dei più giovani: penso, ad esempio, a Samuele, a Davide e a Daniele”.

“Nei momenti difficili, il Signore fa andare avanti la storia con i giovani. Dicono la verità, non hanno vergogna“. I giovani, ha sottolineato Francesco, hanno la forza, più degli altri, di dire le cose, sentirle, di ridere ma anche di piangere.

Da qui l’invito del Santo Padre a non parlare dei giovani senza prima interpellarli. Perché esistono i giovani, non la gioventù. Esistono le storie, gli sguardi, non le astrazioni e le percentuali. Bisogna quindi, “interloquire, sentire i giovani”. 

La disoccupazione giovanile e il “peccato sociale”

Poi, non è mancato uno sguardo al mondo del lavoro: la disoccupazione giovanile in Italia, ha detto Papa Francesco, si attesta attorno al 35 %.“Cosa fa un giovane che non trova lavoro? Si ammala – la depressione –, cade nelle dipendenze, si suicida […] E questo è un peccato sociale. La società è responsabile di questo. […]Troppo spesso siete lasciati soli. Ma la verità è anche il fatto che voi siete costruttori di cultura, con il vostro stile e la vostra originalità”.

“Se mancate voi, ci manca parte dell’accesso a Dio”, ha detto ancora Francesco. Perché “Dio ama ciascuno e a ciascuno rivolge personalmente una chiamata. È un dono che, quando lo si scopre, riempie di gioia (cfr Mt 13,44-46). Siatene certi: Dio ha fiducia in voi, vi ama e vi chiama”.

Dio rivolge ai giovani la domanda che un giorno fece ai primi discepoli: “Che cosa cercate?” (Gv 1,38).

Il cuore della Chiesa è giovane

L’appello alla Chiesa, in vista del prossimo Sinodo, è quello di riscoprire, ha fatto presente il Papa “un rinnovato dinamismo giovanile”. “L’amore è vicinanza. E loro, i giovani di oggi chiedono alla Chiesa vicinanza”.

Cari giovani, ha detto ancora il Papa rivolgendosi ai ragazzi, il cuore della Chiesa è giovane proprio perché il Vangelo è come una linfa vitale che la rigenera continuamente. Sta a noi essere docili e cooperare a questa fecondità. E tutti voi potete collaborare a questa fecondità: che siate cristiani cattolici, o di altre religioni, o non credenti.

“Abbiamo bisogno di voi giovani, pietre vive di una Chiesa dal volto giovane, ma non truccato, come ho detto: non ringiovanito artificialmente, ma ravvivato da dentro”. Uscire dalla logica del “sempre è stato fatto così”, per restare in modo creativo nel solco dell’autentica tradizione cristiana. Una cultura nuova senza estirpare le radici: “Fate sognare i vecchi e questi sogni vi aiuteranno ad andare avanti”.