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Diario di bordo. Imparare a sopportare ciò che non si può cambiare

Scritto da il 15 Novembre 2018

Imparare a sopportare…

Tempo fa ho visto una pubblicità che mi ha impressionato molto, perché si vede una ragazza che è seduta a leggere davanti a una finestra: a un certo punto il cielo si annuvola e lei con un dito, come se si trovasse davanti a uno schermo touch, sposta le nuvole.

Dopo un po’ si presenta un albero che le fa ombra e lei prende e sposta l’albero. Questa cosa mi ha impressionato tantissimo perché mi sono detta: pensa se davvero noi potessimo fare così! Ad esempio l’autobus arriva in ritardo e noi con un dito lo facciamo arrivare puntuale, oppure piove e con il dito via e spazziamo le nuvole…

Queste immagini, questa donna, mi hanno fatto pensare al desiderio dell’uomo di essere onnipotente, addirittura di poter governare la natura, senza il minimo rispetto per quell’albero che chissà da quanti millenni si trova in quel posto, con le sue radici, con la sua vita… No, prendiamo e spostiamo, facciamo tutto come desideriamo!

Un mondo così non mi piacerebbe davvero, perché non ci sarebbe la possibilità per noi di adattarsi all’altro, cosa significa essere diversi, non impareremmo la capacità di rinnegare se stessi, non capiremmo che c’è un mondo che è altro da noi, che c’è un Dio e non siamo padroni di tutto.

Quindi ben venga l’ombrello se piove, ben venga che ci spostiamo se non ci piace l’ombra di quell’albero, perché siamo noi che dobbiamo adattarci alla vita, non la vita adattarsi a noi. Siamo noi che impariamo a sopportare, a ringraziare per quello che abbiamo, impariamo anche a modificare i nostri progetti: se c’è un fiume che non riusciamo ad attraversare facciamo un ponte, se c’è un albero che sta per cadere su una casa lo tagliamo, ma non può essere che noi decidiamo come funzioni la natura, che decidiamo della sorte delle altre persone, che imponiamo la nostra volontà anche a Dio.

Se sto pregando davanti al tabernacolo e a un certo punto mi stufo, con un dito tolgo il tabernacolo e metto il sole o il mare? No. Proprio la preghiera ci aiuta a imparare a stare con ciò che è diverso, ad ascoltarlo, ad adattarci a lui. Oggi è ancora più difficile pregare e stare fermi perché siamo abituati con un clic a cambiare ciò che abbiamo intorno…

Chiediamo al Signore la grazia di stare dove siamo, di comprendere ciò che abbiamo di fronte, di ringraziare per quello che abbiamo e di imparare a sopportare ciò che non possiamo cambiare.

Ascolta la puntata di Diario di Bordo a cura di Simona Panico


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