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Il Papa all’Immacolata: “Sotto il tuo manto c’è posto per tutti”

Scritto da il 8 Dicembre 2015

La Ford Focus arriva poco prima delle 16 in piazza di Spagna. Dietro i vetri oscurati si intravede lo zucchetto bianco e i fedeli esplodono di gioia.  Il Papa è arrivato per compiere il tradizionale omaggio all’Immacolata in piazza Mignanelli, dove si erge la cosiddetta Colonna dell’Immacolata, il monumento tanto caro ai romani dedicato al dogma dell’Immacolata Concezione, stabilito dalla Chiesa cattolica nel 1854 sotto il pontificato di Pio IX.

Sono numerosissime le persone assiepate lungo la piazza, dal Palazzo di Propaganda Fide e l’Ambasciata spagnola fino alla Chiesa della Santissima Trinità, passando per le diverse vie dello shopping di lusso, via Condotti e via Frattina. Molti sono migrati da piazza San Pietro dove, questa mattina, il Pontefice ha aperto il Giubileo straordinario della Misericordia; altri sono sistemati lì dal mattino in modo da guadagnarsi il posto migliore per salutare il Santo Padre. E alcuni ci riescono. Francesco, prima di pregare davanti dell’effige della Vergine, si ferma infatti a salutare diversi fedeli. La precedenza ce l’hanno naturalmente i malati e disabili, circa un centinaio portati lì come sempre dall’Unitalsi, poi i bambini e alcuni anziani che attirano la sua attenzione gridando “W il Papa”, “Francesco”, “Ti vogliamo bene!”.

Ad accogliere il Santo Padre ci sono, tra gli altri, i cardinali Agostino Vallini, vicario per la diocesi di Roma, e Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, insieme a mons. Filippo Iannone e alcuni vescovi ausiliari. Lo accompagnano invece l’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato, mons. Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia, mons. Guido Marini, maestro delle Celebrazioni Liturgiche e l’assessore Peter Brian Wells. Presenti anche il commissario straordinario della città, il prefetto Francesco Paolo Tronca e altre autorità politiche e civili.

A tutti Bergoglio si presenta “come Pastore”, venuto a pregare ai piedi di Maria a nome di “chi sente più duro il cammino” e soprattutto “di quanti sono arrivati da terre lontane in cerca di pace e di lavoro”. Dopo l’omaggio floreale e la lettura del brano dell’Apocalisse che racconta la visione di una donna vestita di sole, guardando alla figura della Madre di Dio che si staglia nel cielo plumbeo di Roma, recita quindi la preghiera appositamente composta.

“In questo giorno di festa per la tua Immacolata Concezione, vengo a presentarti l’omaggio di fede e d’amore del popolo santo di Dio che vive in questa Città e Diocesi”, dice. “Vengo a nome delle famiglie, con le loro gioie e fatiche; dei bambini e dei giovani, aperti alla vita; degli anziani, carichi di anni e di esperienza; in modo particolare vengo a te da parte degli ammalati, dei carcerati, di chi sente più duro il cammino”.

“Sotto il tuo manto c’è posto per tutti, perché tu sei la Madre della Misericordia” prega il Pontefice. E prosegue: “Il tuo cuore è pieno di tenerezza verso tutti i tuoi figli: la tenerezza di Dio, che da te ha preso carne ed è diventato nostro fratello, Gesù, Salvatore di ogni uomo e di ogni donna. Guardando te, Madre nostra Immacolata, riconosciamo la vittoria della divina Misericordia sul peccato e su tutte le sue conseguenze; e si riaccende in noi la speranza in un vita migliore, libera da schiavitù, rancori e paure”.

Oggi, qui, nel cuore di Roma – soggiunge Francesco – “sentiamo la tua voce di madre che chiama tutti a mettersi in cammino verso quella Porta, che rappresenta Cristo. Tu dici a tutti: ‘Venite, avvicinatevi fiduciosi; entrate e ricevete il dono della Misericordia; non abbiate paura, non abbiate vergogna: il Padre vi aspetta a braccia aperte per darvi il suo perdono e accogliervi nella sua casa. Venite tutti alla sorgente della pace e della gioia”. Di qui un profondo grazie alla Madre Immacolata, “perché in questo cammino di riconciliazione tu non ci fai andare da soli, ma ci accompagni, ci stai vicino e ci sostieni in ogni difficoltà”.

Seguono le litanie e l’antichissimo canto mariano del Tota pulchra, “Tutta bella sei Maria”; Francesco benedice la folla e si concede in un ultimo grande abbraccio ai presenti. Quindi, secondo una tradizione avviata dai suoi predecessori, si reca a Santa Maria Maggiore (lo scorso anno la tappa nella Basilica liberiana aveva preceduto quella a piazza Mignanelli), per un momento privato di preghiera davanti all’immagine della Salus Populi Romani. Una icona, questa, tanto cara al popolo della Capitale di cui è protettrice, quanto al Papa argentino che, a partire da quella storica visita il giorno successivo alla sua elezione al Soglio di Pietro, l’ha visitata ben 28 volte.

(da www.zenit.org – articolo di Salvatore Cernuzio)

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