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Il mistero della Sindone spiegato ai bambini

Scritto da il 8 Giugno 2019

Il mistero della Sindone, come se ne può parlare ai bambini?

La domanda sembra molto semplice, ma non lo è. I bambini soffrono di una paurosa perdita di creatività. Il fatto che conoscano bene le tecnologie, certo, è un aiuto. Essi sanno leggere il messaggio della Sindone facilmente. Ma il loro rapporto con il dolore e la violenza come è? Io non sono un pedagogo, ma sono stato un educatore. Sottoposti alla visione di immagini molto violente anche nei cartoni animati, il rischio è che non sappiano distinguere la realtà dalla fantasia.

I bambini di oggi poi, anche quelli che vengono battezzati, raramente vivono in ambienti nei quali la fede è vissuta. La crisi della trasmissione della fede, di cui parla anche papa il mistero della sindone Francesco, ci fa capire che non tutto è chiaro. Non sanno molto della vita di Gesù, non sanno molto dei testi dei vangeli. Il rischio è che tutto sia rarefatto, reso debole, e quindi diventi progressivamente insignificante. Attraverso la Sindone presentata ai ragazzi e ai bambini è possibile parlare di Cristo, farlo conoscere, parlare del suo amore misericordioso.

Il mistero della Sindone e i ragazzi

Vale anche per loro il fatto che la Sindone pur essendo un’immagine di sofferenza, sia da leggere in una prospettiva spirituale, come rimando alla Risurrezione di Cristo, la pienezza del suo Mistero Pasquale. Infatti: “Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede … e noi saremmo i più miserabili tra tutti gli uomini” dice Paolo nella 1Cor 15,14.19. Parole che esprimono bene qual è l’unico fondamento della fede cristiana: la resurrezione di Gesù Cristo dai morti che celebriamo nella Pasqua, nella festa delle feste, speranza per tutti gli uomini di una vita senza fine in Cristo.  Nell’ora della morte di Gesù, presso la croce vi erano solo alcune donne insieme con Maria sua madre, tra cui Maria di Magdala e il discepolo amato (cf. Gv 19,25-27), poche persone che non riuscivano a credere possibile la fine ignominiosa di quel rabbi e profeta di Nazaret da loro tanto amato. Al tramonto del 7 aprile dell’anno 30 si apre il sabato, giorno carico di un silenzio di paura e di angoscia: la morte sembra avere posto la parola fine sulla vicenda di Gesù, su quella vita capace di raccontare in pienezza il vero volto di Dio. Ma all’alba del 9 aprile, non appena il riposo sabbatico è terminato, vi è ancora qualcuno che non si rassegna a questo esito fallimentare.

Le donne, e in particolare Maria di Magdala, si recano al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio. Maria Maddalena grazie all’incontro con Gesù, aveva dato inizio a una vita nuova. Aveva cominciato a seguire Gesù quale discepola. Lei fa ritorno alla tomba, quando ancora l’oscurità della notte avvolge il paesaggio e, certamente vela il suo cuore. Tra i vari motivi Maria va al sepolcro perché non riesce a rassegnarsi all’idea della scomparsa di colui che tanto aveva amato. L’amore che prova per Gesù la spinge anche a correre verso Pietro e l’altro discepolo, dopo aver ritrovato la pietra ribaltata dal sepolcro. Poi Maria è di nuovo vicino al al sepolcro (Gv 20,11), mentre piange e persevera nella sua ricerca del corpo morto di Gesù. Allora il Risorto si rivela chiamandola per nome. La voce che le aveva ridato la vita è la voce di colui che ora è risorto da morte ed è vivente per sempre. L’amore di Maria Maddalena per Gesù è certamente un buon punto di partenza per il mistero della sindone parlare della Sindone ai bambini. L’argomento dell’amore e dell’amicizia li vede molto sensibili, e alle volte anche vulnerabili. L’amore per Gesù spinge Maria a diventare “l’apostola degli apostoli”, come afferma la grande tradizione della chiesa. Dalla Sindone si è spronati ad annunciare l’amore misericordioso di Gesù e la potenza della sua resurrezione. Risuona la parola che è lieto annunzio per l’umanità intera: “Dio ha risuscitato Gesù” (cf. At 2,24), la vita è più forte della morte, l’amore è più forte della morte (cf. Ct 8,6)!

Il mistero della Sindone e la Risurrezione

Il problema del male e del dolore, e della morte, che tanto sconvolge la nostra vita quando siamo bambini trova certamente luce nella meditazione e nella conoscenza della reliquia iconica della Sindone. “Dov’è, o morte, la tua vittoria?” (1Cor 15,55): questo è il canto intonato nel giorno di Pasqua dai cristiani, nella consapevolezza che ormai la morte non è più la parola definitiva, ma è solo l’esodo da questo mondo al Padre, che ci richiamerà tutti a vita eterna. La conoscenza della Sindone può aiutare i bambini a comprendere il senso e la grandezza della Risurrezione di Gesù, e anche della nostra, perché come scriveva Isacco il Siro, quasi duemila anni fa “il solo e vero peccato è rimanere insensibili alla resurrezione”.

Ti consigliamo di leggere anche: La Sindone: dono per l’umanità

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