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Il lato nascosto della luna: il romanzo di Pierluigi Califano

Scritto da il 30 Marzo 2020

Il lato nascosto della luna: il thriller di Pierluigi Califano

Pierluigi Califano, tra i protagonisti dell’ultima Festa del Libro e della Lettura di Ostia, e autore dell’«avvincente e convincente» thriller “Il lato nascosto della luna”, si racconta ai microfoni del giornalista Gianni Maritati.

il lato nascosto della luna, pierluigi califano Perché hai deciso di raccontare un’Italia così difficile e problematica?

«L’Italia in fondo è difficile e problematica. Poi riusciamo a venirne fuori perché probabilmente abbiamo delle risorse ataviche dentro di noi. Le problematiche che viviamo sono sempre tante e il momento particolare (l’emergenza coronavirus, ndr) che stiamo vivendo lo testimonia. Ne usciremo, ma non senza difficoltà».

Qual è questo lato nascosto?

«Il lato nascosto è in realtà quello che abbiamo tutti quanti noi dentro. C’è qualcosa che teniamo nascosto a noi stessi prima che agli altri perché abbiamo timore di andare a scavare nel nostro profondo. Ovviamente ci sono delle cose che fanno male, che provocano del dolore».

Ascolta l’intervista nella puntata di oggi di “Parole in onda” :

Il lato nascosto della luna: la psicologia dei personaggi

Che cosa ci puoi anticipare della trama? 

«La trama è particolare. È un giallo sui generis perché più a capire chi è il colpevole si va a cercare di capire le motivazioni che si celano dietro ai crimini. Spesso ci sono delle problematiche psicologiche che arrivano da lontano. Si basa molto sulla psicologia dei personaggi, sul loro vissuto, sul loro non vissuto, su tanti fattori che hanno il lato nascosto della lunacomposto il loro carattere.

Il romanzo è ambientato a Torino. Perché? 

«Perché Torino è una città magica, della magia bianca, della magia nera. Si narra che Nostradamus soggiornò a Torino nel 1580… è una città molto particolare, è sospesa tra il bene e il male. Non a caso è il fulcro della magia nera ma c’è anche la Sindone».

Tu giochi narrativamente con il tempo…

«Ho sempre sentito fin da bambino l’esigenza di vivere il tempo. Di vivere il tempo in una certa maniera, di non perdere nemmeno un minuto perché poi il passare del tempo l’ho sempre vissuto come una cosa devastante. Qualcosa che mi ha sempre incuriosito. Ovviamente quando si scrive si parte sempre da esperienze vissute in prima persona o comunque di riflesso».

 

Leggi e ascolta la puntata precedente 

 


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