Home RomaNews Diocesi di Roma Icona Salus Populi Romani. Papa: “È arca sicura”, poi la visita a...

Icona Salus Populi Romani. Papa: “È arca sicura”, poi la visita a S. Sofia

424
0

Icona Salus Populi Romani, la Messa di Francesco

Basilica di Santa Maria Maggiore

In occasione, ieri, della festa della traslazione dell’icona Salus Populi Romani Papa Francesco ha celebrato la Messa nella Basilica di Santa Maria Maggiore. “Dove la Madonna è di casa il diavolo non entra”, ha sottolineato il Pontefice durante l’omelia. In un cuore come un mare in tempesta, “dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazioni non cessano di soffiare, Maria è l’arca sicura. Non saranno le idee o la tecnologia a darci conforto e speranza, ma il volto della Madre, le sue mani che accarezzano la vita, il suo manto che ci ripara”.

Maria, dunque, ha precisato il Papa nel giorno dedicato all’Icona Salus Populi Romani, interviene quando ci manca la speranza, quando scarseggia la gioia, quando si esauriscono le forze, quando si oscura la stella della vita”. È, infatti, attenta alle fatiche, sensibile alle turbolenze, vicina al cuore e mai disprezza le nostre preghiere. “La Madre non è un optional, una cosa opzionale, è il testamento di Cristo”, ha ammonito il Santo Padre. “E noi abbiamo bisogno di lei come un viandante del ristoro, come un bimbo di essere portato in braccio”.

 

Da Santa Maria Maggiore a Santa Sofia

Non solo la Messa per la traslazione dell’icona Salus Populi Romani a Santa Maria Maggiore. Papa Francesco ha incontrato ieri, nella Basilica di Santa Sofia a Boccea la comunità greco cattolica ucraina.

“Sono qui per dirvi che vi sono vicino: vicino col cuore, vicino con la preghiera, vicino quando celebro l’Eucaristia. Lì supplico il Principe della Pace perché tacciano le armi. Gli chiedo anche che non abbiate più bisogno di compiere immani sacrifici per mantenere i vostri cari”.

Due le parole sottolineate dal Papa. La prima è incontro. “La Chiesa è incontro, è il luogo dove guarire la solitudine, dove vincere la tentazione di isolarsi e di chiudersi, dove attingere la forza per superare i ripiegamenti su se stessi”. La seconda è vivente. Gesù è il vivente, è risorto e vivo e così lo incontriamo nella Chiesa, nella Liturgia, nella Parola. Ogni sua comunità, allora, non può che profumare di vita. La parrocchia – ha fatto presente Francesco – non è un museo di ricordi del passato o un simbolo di presenza sul territorio. Ma è il cuore della missione della Chiesa, dove si riceve e si condivide la vita nuova, quella vita che vince il peccato, la morte, la tristezza, ogni tristezza, e mantiene giovane il cuore”. Così, ha precisato il Santo Padre, “se la fede nascerà dall’incontro e parlerà alla vita, il tesoro che avete ricevuto dai vostri padri sarà ben custodito”.

Nel suo discorso, dopo i saluti di Sua Beatitudine Svjatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, il Pontefice ha parlato a braccio anche delle mamme e delle nonne ucraine, che “hanno trasmesso la fede, con coraggio” e delle badanti.

Siete preziose e portate in molte famiglie italiane l’annuncio di Dio nel migliore dei modi. Vi invito a considerare il vostro lavoro, faticoso e spesso poco appagante, non solo come un mestiere, ma come una missione”. 

 

x

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

Accetta Rifiuto Centro privacy Impostazioni della privacy Ulteriori informazioni sulla nostra politica sui cookie