“Cosa sono i sentimenti”? Questa la domanda su cui riflette questa settimana padre Gaetano Piccolo Sj nella rubrica Aperidea

 

Come una nave è spinta dai venti, così la nostra vita è agitata dall’energia che ci attraversa. E, proprio come una nave, se conosciamo i venti che soffiano sulla nostra vela e se impariamo ad usarli, probabilmente riusciremo a portare la nave nel porto desiderato. Ma se fingiamo che i venti non ci siano, se li ignoriamo o se non sappiamo usarli, ci ritroveremo su spiagge che non abbiamo scelto e talvolta ci capiterà di trovarci alla deriva, magari sfracellandoci sugli scogli che non avevamo visto.

Si tratta delle reazioni del nostro corpo agli stimoli esterni. Queste reazioni immediate ed automatiche le chiamiamo emozioni. Le emozioni hanno un carattere pubblico, nel senso che tutti possono vederle, o perché c’è una manifestazione somatica o perché, se facessimo una risonanza magnetica al cervello, vedremmo le aree attivate davanti a uno stimolo. Terminato lo stimolo, termina anche l’emozione.

Ascolta l’intera puntata di Aperidea andata in onda lunedì 10 dicembre 

Ci accorgiamo invece che a volte proviamo qualcosa che va oltre la presenza di uno stimolo esterno. Si sviluppa in noi un pensiero, più o meno consapevole, un’interpretazione di una situazione, di una relazione, di un evento. E questo pensiero sulle cose si esprime mediante quello che chiamiamo invece sentimento. I sentimenti quindi sono sempre connessi con un pensiero: non c’è l’uno senza l’altro.

Attraverso i sentimenti, possiamo allora andare a cercare i pensieri che stiamo sviluppando dentro di noi. E in questo modo possiamo anche allontanare sentimenti spiacevoli, smettendo di nutrire quei pensieri che ci fanno stare male. I sentimenti segnano costantemente la nostra vita.

Possono avere tonalità più o meno forti, ma inevitabilmente siamo segnati da una connotazione sentimentale. Potremmo anzi dire che l’uomo è l’unico essere capace di provare sentimenti, cioè di interpretare e dare senso alla sua vita. Gli altri esseri viventi provano emozioni, reagiscono all’ambiente, ma non sviluppano sentimenti.

Un sentimento nasce dalla connessione che operiamo tra gli elementi del mondo e dal senso che attribuiamo a questa nostra ricostruzione. Più una persona è profonda, più cerca
un senso alle cose, più prova sentimenti, ma è altrettanto vero che soffrirà anche di più: “qui auget scientiam auget et dolorem” diceva Qoelet.

Per riconoscere i sentimenti che si muovono dentro di noi, può essere utile riconoscere la direzione del movimento. Essendo energia, i sentimenti, infatti, ci spingono da qualche parte. Ci sono sentimenti che ci spingono verso qualcuno o verso qualcosa, sentimenti che ci spingono contro qualcuno o qualcosa, sentimenti che ci fanno sperimentare una mancanza e che quindi ci fanno percepire l’assenza di qualunque spinta, ci fanno sentire fermi, ed infine ci sono sentimenti che ci spingono ad andare con qualcuno o verso qualcuno.

I sentimenti non sono dunque l’antitesi della ragione, anzi sono rivelatori dei pensieri.

Riconoscere i nostri sentimenti ci aiuta a conoscerci meglio e ad avere una consapevolezza reale di noi. Riconoscere i nostri sentimenti ci aiuta a capire dove stiamo andando, in modo che possiamo scegliere liberamente la direzione del nostro viaggio, possiamo infatti sempre scendere dal treno o cambiare direzione.

Esercizio: rileggi la tua giornata e prova a riconoscere i sentimenti che ti hanno accompagnato. Quali pensieri si celavano dietro quei sentimenti? Cosa desideri farne?

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