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I Fori dopo i Fori, ai Mercati di Traiano la vita quotidiana in mostra

Scritto da il 30 Marzo 2017

Apre oggi al pubblico I Fori dopo i Fori. La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’antichità. La mostra, ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, si potrà visitare fino al prossimo 10 settembre. In esposizione 310 reperti archeologici. Ceramiche, sculture, monete, oggetti devozionali recuperati dall’era in cui sorgevano i Fori Imperiali, raccontano la vita quotidiana di Roma nel corso dei secoli.

 

I Fori Imperiali, un’area in continua evoluzione

Gli scavi, realizzati negli ultimi venticinque anni, hanno consentito in alcuni casi, il recupero di reperti unici. Sono stati riportati alla luce ricchi depositi stratigrafici che si sono accumulati nel corso dei secoli al di sopra dei resti dei Fori. Su questi ultimi, già prima dell’ anno Mille, erano sorti alcuni nuclei abitativi con delle piccole chiese.

Il paesaggio urbano cambia nuovamente alla fine del XVI secolo, con le operazioni di bonifica dei terreni e la nascita del Quartiere Alessandrino. Ulteriore trasformazione dell’area è databile intorno agli anni ’30 quando il Quartiere viene raso al suolo per l’apertura di via dei Fori Imperiali.

La mostra

La mostra è suddivisa i quattro sezioni. La prima, dedicata a Gli oggetti della vita quotidiana, si articola a sua volta in diverse sottosezioni. In apertura è possibile ammirare una varietà di oggetti  in ceramica. A seguire quelli in legno. Diversi poi gli occhiali, i bottoni, le posate, i rasoi e gli utensili, ritrovati negli strati più superficiali e nei riempimenti delle case rase al suolo.

In una vetrina sono poi conservati strumenti da lavoro medievali come resti di ossami animali per realizzare bottoni o pedine da gioco. Ma c’è anche il raro frammento di uno stampo da orafo, risalente al Duecento e utilizzato per produrre placchette o fibbie in metallo, con la doppia immagine incisa, sui due lati, di un cavaliere e di una figura con tunica.

La seconda sezione della mostra è dedicata a I vasai del Rinascimento. Si possono dunque scorgere gli strumenti per infornare e forme mal cotte o scartate insieme a prove di disegno su ceramiche non finite e a conti di bottega incisi o dipinti sui recipienti.

A seguire Gli abitanti famosi, illustri protagonisti della vita culturale e artistica che hanno vissuto nella zona. Tra questi Giotto presso Tor de’ Conti, Michelangelo e Giulio Romano a Macel de’ Corvi.

Il percorso si chiude con Chiese e conventi. La decorazione marmorea altomedievale si contrappone alla semplicità delle ceramiche conventuali e degli oggetti di vita quotidiana ritrovati in corrispondenza degli edifici sacri. Dal Complesso di Sant’Eufemia provengono, ad esempio, numerose medagliette devozionali. Si tratta probabilmente di segni di riconoscimento applicati alle bambine lasciate nella ruota del Conservatorio delle Zitelle annesso alla Chiesa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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