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Giubileo Virtual Tour: San Pietro a portata di clic

Scritto da il 12 Luglio 2016

Una guida virtuale per la basilica di San Pietro, per incentivare i pellegrini a visitare il centro della cristianità mondiale e a varcare la Porta Santa. È questo l’obiettivo del sito www.giubileovirtualtour.it, un progetto ideato e realizzato dall’Ufficio Catechistico della Diocesi di Roma, in collaborazione con il Centro Culturale Gli Scritti e la ditta In Arte.

Giubileo Virtual Tour non vuole limitarsi ad offrire un excursus storico-artistico della più importante basilica del mondo. Il suo obiettivo è anche di formazione alla fede cristiana, aiutando i ‘pellegrini virtuali’ a calarsi nelle realtà culturali e religiose di ogni epoca, che hanno poi determinato l’evoluzione di San Pietro.

In sei sezioni virtuali viene esplorata ed illustrata l’intera basilica. Mezz’ora di visione e di ascolto, arricchita di dettagli e digressioni che non mancano di sorprendere e affascinare. Voce narrante, nonché coordinatore di Giubileo Virtual Tour, è monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Roma che, in esclusiva per ZENIT, ha raccontato la genesi e le finalità del progetto.

Com’è nata l’idea di un tour virtuale all’interno della basilica di San Pietro?

Il progetto nasce nell’ambito del Vicariato di Roma che, da tempo, sta incoraggiando la valorizzazione della via pulchritudinis, al fine di dimostrare che la fede è capace di generare vita. L’Ufficio Catechistico della Diocesi di Roma intende quindi spiegare come i grandi monumenti non si limitino alla sola bellezza estetica ma dietro di essi vi sia una grande storia. La nostra sfida è presentare la basilica di San Pietro non solo come un oggetto bello ma come un luogo ecclesiale ed accogliente. Una guida ‘laica’ potrebbe limitarsi a parlare del “barocco dei papi” o del massiccio uso dei marmi nella basilica, forse non rendendosi conto che in quel luogo si vanno a seppellire i pontefici o si va a ricevere la loro benedizione. San Pietro è la piazza di tutti: ricchi, poveri, rom, fedeli che vengono a pregare perché non scoppi la guerra in Siria… Poche guide ricordano che il Concilio Vaticano II si è tenuto nella navata centrale della basilica vaticana, perché, ovviamente, non si poteva fare all’Hilton o allo Stadio Olimpico! Pochi si rendono conto che, quando c’è un’ordinazione sacerdotale o quando il Papa battezza catecumeni di varie nazioni, la basilica, per ampiezza, è limitata. Quella di San Pietro non è solo bellezza estetica, è una bellezza per accogliere, per viverci dentro, per celebrare, battezzare, ordinare, ascoltare l’Angelus.

È stato difficile sintetizzare in mezz’ora duemila anni di storia del cristianesimo?

La principale sfida è stata quella di aiutare l’utente a tornare ai tempi di San Pietro, il quale morì vedendo l’obelisco ed è proprio l’obelisco, l’unico oggetto rimasto di quell’epoca. Nell’ambito del Virtual Tour, c’è una ricostruzione in 3D di com’erano il circo di Gaio e il Colle Vaticano, ai tempi in cui venne sepolto Pietro, con tutta l’evoluzione della chiesa verso le età costantiniana, medievale, rinascimentale e poi barocca. A chi visita oggi la basilica, è evidente solo l’elemento barocco, eppure pochi si rendono conto che San Pietro nasce da un’idea umanistico-rinascimentale, quindi da una spinta alla modernizzazione che ha origine nella Firenze del XV-XVI secolo. Della San Pietro rinascimentale risultano evidenti soltanto degli arconi intorno al baldacchino. Se si va nei Giardini Vaticani, però, sono visibili le absidi o il tamburo della cupola, entrambe di Michelangelo. Bisogna, però, andare oltre questi elementi, immaginando la basilica costantiniana originaria che, per me, è la cosa più preziosa. Questo metodo di “cancellare le cose moderne” l’ho appreso durante la mia permanenza in Terra Santa, dove le guide ti aiutano a focalizzare la mente sul luogo originario. Allo stesso modo, noi proviamo a pensare al Vaticano di duemila anni fa, quando morirono Pietro e i protomartiri romani.

Com’è strutturata l’équipe di Giubileo Virtual Tour?

Per realizzare il progetto, abbiamo formato un’équipe di grande valore. Le fotografie sono state scattate da Bruno Brunelli, con l’autorizzazione del cardinale Angelo Comastri, arciprete di San Pietro. Le foto sono circolari, a 360 gradi: cliccando in un singolo punto dello scatto è possibile ingrandire il particolare, con immagini ad alta definizione.

Alessandro Sganga, responsabile informatico del progetto, con la sua ditta In Arte ha messo a disposizione il software per caricarlo sia online che come app. Le musiche sono eseguite dalle chitarre di Matteo De Rossi, Simone Palmieri e del Trio Ravel: si tratta di motivi composti per lo più da autori del XVI secolo e riarrangiati per l’occasione. È quindi un lavoro in cui è stata necessaria la sala di registrazione per il mixaggio della mia voce e del sottofondo musicale.

Giubileo Virtual Tour si limita alla basilica di San Pietro o avrà ad oggetto anche altre chiese?

San Pietro è solo la prima tappa del nostro percorso. Abbiamo avuto il permesso di riprodurre immagini simili in San Giovanni in Laterano, utilizzando anche i droni: “volando” all’interno della basilica, ne mostreremo i particolari. La sezione relativa a San Giovanni sarà realizzata entro la fine del Giubileo. Nostro obiettivo è allargare il più possibile il progetto. Dopo San Giovanni, prevediamo di proseguire il lavoro nelle chiese romane affrescate da Caravaggio.

A chi è rivolto in modo particolare il vostro progetto?

Abbiamo pensato innanzitutto ai pellegrini del Giubileo ma anche, più in generale, ai turisti che visitano a Roma. Di per sé il progetto proseguirà anche dopo il Giubileo. Ci rendiamo conto che esistono quasi esclusivamente guide soltanto “artistiche” o soltanto “spirituali”. È rarissimo quindi trovare una guida che sia affidabile dal punto di vista storico o archeologico ma che, al tempo stesso, sappia offrire, al laico che viene per la prima volta, degli spunti per comprendere in che luogo si trova, cosa rappresenta per la storia del mondo, quali ricchezze dona al cuore o alla mente. L’idea è pensare al turista o al pellegrino che non sa nulla e che vuole essere accompagnato, illustrandogli, ad esempio, il simbolo delle chiavi di San Pietro, parlandogli di Costantino, di Giulio II, del barocco e presentandogli, quindi, l’età barocca, quella rinascimentale, il ruolo di Pietro che porta Cristo nel mondo.

***

Sito web: www.giubileovirtualtour.it

(da www.zenit.org – articolo di Luca Marcolivio)


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