Giubileo, il calendario degli eventi

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Non sarà paragonabile al Grande Giubileo del 2000, tiene a precisare monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Ma l’Anno Santo della Misericordia prevede comunque diverse iniziative. E’ quanto è emerso da una conferenza stampa in Vaticano, avvenuta nella mattinata del 5 maggio 2015, nella quale sono state riferite le date dei più importanti eventi relativi al prossimo anno. Innanzitutto, come già ricordato in precedenza, il Papa vuole che il Giubileo sia vissuto a Roma così come nelle Chiese locali, in ognuna delle quali sarà aperta una Porta della Misericordia. In ogni caso la Città Eterna vedrà susseguirsi almeno una decina di incontri di rilievo che interesseranno il 2016.

Dopo l’apertura della Porta Santa in San Pietro, l’8 dicembre, sarà la volta di San Giovanni in Laterano, il 13 dicembre, di Santa Maria Maggiore, il primo gennaio 2016, e di San Paolo fuori le mura, il 25 gennaio. A parte la festività del Natale, il primo evento di rilevante importanza sarà l’incontro con tutti coloro che operano nel pellegrinaggio, dal 19 al 21 gennaio.

In ordine cronologico seguiranno il 3 aprile una celebrazione per le realtà legate alla misericordia. Il 24 aprile sarà la volta degli adolescenti, chiamati a raccolta in piazza San Pietro. Il 29 maggio l’evento è pensato per i diaconi, che per vocazione sono chiamati a presiedere la carità nella comunità cristiana. Il 3 giugno, in occasione del 160° anniversario della Festa del Sacro Cuore di Gesù, si celebrerà il Giubileo dei sacerdoti. Il 12 giugno quello degli ammalati e dei disabili. Il 4 settembre si riunirà il mondo del volontariato. Sempre a settembre, il 25 si celebrerà il Giubileo dei catechisti. Il mondo della spiritualità mariana è chiamato a incontrarsi con il Papa il 9 ottobre. Per la prima volta si celebrerà anche un Giubileo dei carcerati, il 6 novembre, non solo nelle carceri di tutto il mondo ma anche a San Pietro in Vaticano.

“Come segno concreto della carità del Papa, che rimanga come memoria di questo Giubileo – ha spiegato monsignor Fisichella –  verrà effettuato un gesto significativo venendo incontro ad una realtà bisognosa nel mondo, per esprimere la Misericordia in un aiuto concreto e fattivo”. 

I pellegrini che giungeranno a Roma potranno trovare accoglienza in alcune chiese del centrovivere momenti di preghiera e di preparazione per attraversare la Porta Santa con la preparazione più coerente con l’evento spirituale che si celebra. Tutti coloro che verranno a Roma per questo evento, comunque, avranno un percorso privilegiato per attraversare la Porta Santa. Questo si rende necessario per consentire che l’evento sia vissuto in modo religioso, con sicurezza e al riparo dalle intemperie dell’abusivismo che ogni giorno sembra investire i milioni di persone che giungono nei luoghi sacri della cristianità.

Il sito internet ufficiale del Giubileo è già stato pubblicato: www.iubilaeummisericordiae.va, accessibile anche all’indirizzo www.im.va, al quale sono collegati diversi social network (Facebook, Twitter, Instagram, Google Plus e Flickr) con i quali si potrà essere aggiornati sulle iniziative del Santo Padre e seguire in tempo reale tutti gli eventi più importanti. Stiamo studiando anche l’opportunità di una app per integrare al meglio l’informazione.

Infine il logoNel motto, tratto da Lc 6,36, Misericordiosi come il Padre, si propone di vivere la misericordia sull’esempio del Padre che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di perdonare e di donare amore e perdono senza misura (cfr Lc 6,37-38). Il logo è opera di p. M. I. Rupnik. L’immagine, molto cara alla Chiesa antica, perché indica l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione, propone il Figlio che si carica sulle spalle l’uomo smarrito. Il disegno è realizzato in modo tale da far emergere che il Buon Pastore tocca in profondità la carne dell’uomo e lo fa con amore tale da cambiargli la vita. Un particolare, inoltre, non può sfuggire.

Il Buon Pastore con estrema misericordia si carica l’umanità, ma i suoi occhi si confondono con quelli dell’uomo. Cristo vede con l’occhio di Adamo e questi con l’occhio di Cristo. Ogni uomo quindi scopre in Cristo la propria umanità e il futuro che lo attende. La scena si colloca all’interno della mandorla, anch’essa figura cara all’iconografia antica e medioevale che richiama la compresenza delle due nature, divina e umana, in Cristo. I tre ovali concentrici, di colore progressivamente più chiaro verso l’esterno, suggeriscono il movimento di Cristo che porta l’uomo fuori dalla notte del peccato e della morte. D’altra parte, la profondità del colore più scuro suggerisce anche l’imperscrutabilità dell’amore del Padre che tutto perdona.