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Giornata rifugiato, “Morire di speranza”: veglia di preghiera a Trastevere

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Giornata rifugiato, la preghiera a Santa Maria in Trastevere

“Morire di speranza”. Si intitola così il momento di preghiera per ricordare quanti hanno perso la vita nei loro viaggi verso l’Europa. “Per non dimenticare la speranza di tante persone e la sofferenza di chi cerca protezione in Europa. Per non rassegnarsi o assuefarsi alle tragedie ma impegnarsi per un mondo più umano e giusto”.

In programma questa sera, a un giorno di distanza dalla Giornata mondiale del rifugiato, sarà presieduta da monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali.

L’appuntamento è a partire dalle ore 18 presso la basilica di Santa Maria in Trastevere.

Comunità di Santì’Egidio: “Perché non accada più”

“Perché la loro memoria non vada perduta. 
Perchè non accada più”. È il messaggio lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio in vista della preghiera di questa sera. A prendervi parte anche il Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Acli, Casa Scalabrini e l’Associazione Papa Giovanni XXIII.

Negli ultimi 30 anni sono morte lungo le frontiere dell’Europa oltre 36.000 persone. In particolare, si legge in una nota, nel 2017 sono stati 3.139 i migranti morti nel Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l’Europa, con una media, quindi, di quasi 10 morti al giorno. E il 2018 “purtroppo si mostra altrettanto agghiacciante: da gennaio ad oggi risultano morte 802 persone”.

Ma non solo. “Ai naufragi nel Mediterraneo – spiegano i promotori – si vanno ad aggiungere i viaggi che finiscono tragicamente nel Sahara, i rimpatri forzati a cui corrisponde spesso la morte in carceri disumane, e non ultimi, episodi di violenza contro i migranti che si verificano nei paesi di transito e alle frontiere”. 
L’intento è dunque quello di “chiedere ai governi, ai legislatori e alla Comunità europea di porre in essere ogni sforzo per proteggere i profughi e salvaguardare la vita e la dignità dei migranti. Aprire vie legali per chi ha diritto di chiedere asilo, attivare programmi adeguati di reinsediamento per i rifugiati e stabilire quote d’ingresso per i lavoratori stranieri”. 

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