venerdì , 15 dicembre 2017

Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. L’invito del Papa ad ascoltare e a discernere

La 55.ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

“Ascoltare, discernere, vivere la chiamata del Signore”. Questo l’invito di Papa Francesco nel messaggio per la 55esima Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

Nell’ottobre prossimo, ricorda il Santo Padre, si svolgerà la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che sarà dedicata ai giovani, in particolare al rapporto tra giovani, fede e vocazione. “In quell’occasione avremo modo di approfondire come, al centro della nostra vita, ci sia la chiamata alla gioia che Dio ci rivolge e come questo sia il progetto di Dio per gli uomini e le donne di ogni tempo”.

“Non siamo immersi nel caso”, sottolinea Francesco, “né trascinati da una serie di eventi disordinati, ma, al contrario, la nostra vita e la nostra presenza nel mondo sono frutto di una vocazione divina”. 

L’ascolto

Ascolto, discernimento e vita. Questi dunque i tre aspetti, che fanno anche da cornice all’inizio della missione di Gesù, messi in evidenza da Bergoglio nel messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

Ascoltare: “Dio viene in modo silenzioso e discreto, senza imporsi alla nostra libertà. Così può capitare che la sua voce rimanga soffocata dalle molte preoccupazioni e sollecitazioni che occupano la nostra mente e il nostro cuore”.

Occorre, dunque, fa notare Francesco, “predisporsi a un ascolto profondo della sua Parola e della vita, prestare attenzione anche ai dettagli della nostra quotidianità, imparare a leggere gli eventi con gli occhi della fede, e mantenersi aperti alle sorprese dello Spirito.

E c’è bisogno di raccogliersi in silenzio, in questa “società rumorosa” per ascoltare. È necessario “operare un fecondo discernimento”.

Il discernimento

L’esempio è quello di Gesù che leggendo, nella sinagoga di Nazareth, il passo del profeta Isaia, discerne il contenuto della missione per cui è stato inviato e lo presenta a coloro che attendevano il Messia. “Lo Spirito del Signore è sopra di me. Per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista. A rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore” (Lc 4,18-19).

Oggi, fa presente il Papa “abbiamo tanto bisogno del discernimento e della profezia. Di superare le tentazioni dell’ideologia e del fatalismo e di scoprire, nella relazione con il Signore, i luoghi, gli strumenti e le situazioni attraverso cui Egli ci chiama. Ogni cristiano dovrebbe poter sviluppare la capacità di ‘leggere dentro’ la vita e di cogliere dove e a che cosa il Signore lo sta chiamando per essere continuatore della sua missione”.

L’ora presente 

Infine, Gesù annuncia la novità dell’ora presente. “La gioia del Vangelo, che ci apre all’incontro con Dio e con i fratelli, non può attendere le nostre lentezze e pigrizie” scrive ancora il Papa nel messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. “Non ci tocca se restiamo affacciati alla finestra, con la scusa di aspettare sempre un tempo propizio. Né si compie per noi se non ci assumiamo oggi stesso il rischio di una scelta. La vocazione è oggi”.

“La missione cristiana è per il presente. E ciascuno di noi è chiamato – alla vita laicale nel matrimonio, a quella sacerdotale nel ministero ordinato, o a quella di speciale consacrazione – per diventare testimone del Signore, qui e ora”.

E non dobbiamo aspettare “di essere perfetti per rispondere il nostro generoso ‘eccomi’”, né spaventarci dei nostri limiti e dei nostri peccati, ma accogliere con cuore aperto la voce del Signore”.

 

Check Also

Giornata del Malato 2018, Papa: “Chiesa come ospedale da campo”

Giornata mondiale del malato, il messaggio di Francesco “Ecco tuo figlio … Ecco tua madre”. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

X