venerdì , 15 dicembre 2017

Giornata mondiale della Pace, l’abbraccio di Francesco a chi fugge dalle guerre

Giornata mondiale della Pace, il messaggio del Papa

È ricordando gli oltre 250 milioni di migranti nel mondo che Papa Francesco ha diffuso il suo messaggio per la 51esima Giornata mondiale della Pace in programma il prossimo 1° gennaio. Quegli oltre 22 milioni di rifugiati che Benedetto XVI definì “uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace”.

Obiettivo, questo, che comporta nella maggior parte dei casi un viaggio lungo e pericoloso, fatiche e sofferenze nonché la necessità di “affrontare reticolati e muri innalzati per tenerli lontani dalla meta”.

Da qui le parole del Santo Padre: “Con spirito di misericordia, abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame. O che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale”. 

Accogliere, proteggere, promuovere e integrare, le quattro pietre miliari per costruire concretamente la pace secondo il Pontefice. 

Accogliere l’altro, un impegno concreto

Ma aprire i nostri cuori alla sofferenza altrui non basta. “Ci sarà molto da fare prima che i nostri fratelli e le nostre sorelle possano tornare a vivere in pace in una casa sicura”, spiega ancora Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale della Pace.

“Accogliere l’altro richiede un impegno concreto, una catena di aiuti e di benevolenza, un’attenzione vigilante e comprensiva, la gestione responsabile di nuove situazioni complesse che, a volte, si aggiungono ad altri e numerosi problemi già esistenti, nonché delle risorse che sono sempre limitate”.

Altra parola chiave per la costruzione della pace è “proteggere”. E in questo, ricorda il Papa, Dio non discrimina: “Il Signore protegge lo straniero, egli sostiene l’orfano e la vedova”. Importante è poi anche “promuovere” che rimanda al sostegno allo sviluppo umano integrale di migranti e rifugiati. La Bibbia insegna che Dio “ama lo straniero e gli dà pane e vestito”. Perciò esorta: “Amate dunque lo straniero, poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto”. E, infine, “integrare”: permettere cioè ai rifugiati e migranti di partecipare pienamente alla vita della società che li accoglie, in una dinamica di arricchimento reciproco e di feconda collaborazione nella promozione dello sviluppo umano integrale delle comunità locali. Come scrive San Paolo: “Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio”.

Lo sguardo contemplativo

Alle quattro pietre miliari, così le definisce Francesco, si aggiunge la necessità di uno sguardo contemplativo. “La sapienza della fede nutre questo sguardo, capace di accorgersi che tutti facciamo parte di una sola famiglia, migranti e popolazioni locali che li accolgono, e tutti hanno lo stesso diritto ad usufruire dei beni della terra, la cui destinazione è universale, come insegna la dottrina sociale della Chiesa. Qui trovano fondamento la solidarietà e la condivisione”.

Abbiamo bisogno, ha fatto ancora presente il Papa nel messaggio per la Giornata mondiale della pace, “di rivolgere anche sulla città in cui viviamo questo sguardo contemplativo, «ossia uno sguardo di fede che scopra quel Dio che abita nelle sue case, nelle sue strade, nelle sue piazze […] promuovendo la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia”.

“Osservando i migranti e i rifugiati, questo sguardo saprà scoprire che essi non arrivano a mani vuote: portano un carico di coraggio, capacità, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono. Saprà scorgere anche la creatività, la tenacia e lo spirito di sacrificio di innumerevoli persone, famiglie e comunità che in tutte le parti del mondo aprono la porta e il cuore a migranti e rifugiati, anche dove le risorse non sono abbondanti”.

 

Una proposta per due Patti internazionali

L’auspicio del Papa è inoltre la definizione e l’approvazione, nel corso del 2018, da parte delle Nazioni Unite di due patti globali, uno per migrazioni sicure, ordinate e regolari, l’altro riguardo ai rifugiati.

“In quanto accordi condivisi a livello globale, questi patti rappresenteranno un quadro di riferimento per proposte politiche e misure pratiche”. Per questo, ha precisato il Pontefice “è importante che siano ispirati da compassione, lungimiranza e coraggio, in modo da cogliere ogni occasione per far avanzare la costruzione della pace: solo così il necessario realismo della politica internazionale non diventerà una resa al cinismo e alla globalizzazione dell’indifferenza”.

Il sogno della casa comune

In conclusione del messaggio per Giornata mondiale della Pace, Papa Francesco cita le parole di San Giovanni Paolo II. “Se il sogno di un mondo in pace è condiviso da tanti, se si valorizza l’apporto dei migranti e dei rifugiati, l’umanità può divenire sempre più famiglia di tutti e la nostra terra una reale ‘casa comune'”.

Molti nella storia, ha aggiunto Francesco “hanno creduto in questo sogno e quanto hanno compiuto testimonia che non si tratta di una utopia irrealizzabile”.

 

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