Giornata mondiale del volontariato: la voce dei giovani romani

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Giornata mondiale del volontariato: ecco la testimonianza di alcuni giovani di AC che vivono l’esperienza del volontariato nella loro quotidianità.

 

Ricorre il 5 dicembre la giornata mondiale del volontariato, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1985 per sottolineare l’importanza del lavoro, dell’impegno e delle capacità dei volontari impegnati in tutto il mondo in iniziative di cooperazione, pace, sviluppo, assistenza medica: durante la festa di inizio anno del Settore Giovani dello scorso sabato 24 novembre, Agnese Palmucci ha raccolto per InformAc le testimonianze di alcuni giovani dell’AC di Roma che spendono parte del loro tempo dedicandosi ad attività di volontariato.

Ascolta l’intera puntata di InformAc andata in onda giovedì 29 novembre 

La voce dei giovani romani

Dice Luca che essere volontari significa innanzitutto restituire un dono che ci è stato fatto da qualcuno che si è messo a disposizione del prossimo: fare volontariato è una risposta al comandamento dell’amore che Gesù ha insegnato a tutti. Aggiunge Lorenzo (20 anni) che il valore del volontariato è sia civico, che spirituale: è al tempo stesso un servizio alla comunità e a se stessi quando appunto lo si interpreta come un arricchimento reciproco, come una risposta a qualcosa che si ha avuto la fortuna di ricevere nella vita, come una scoperta di sé, dei propri limiti e dei propri doni. Racconta Ludovica (21 anni) di essere stata una volontaria fino a qualche anno fa, quando aveva più tempo libero a disposizione, e di essersi impegnata presso l’associazione ONLUS “La casa di Andrea”, cioè un’organizzazione che accoglie e ospita i bambini che devono affrontare una grave malattia: «Il nostro compito era quello di dare a questi bambini un po’ di gioia e di divertimento proprio perché alle prese con delle gravi sofferenze e in lotta per la vita- spiega -Ho sempre quindi dedicato il mio tempo libero ai bambini, all’ambito dell’infanzia. Anche se ho smesso di fare la volontaria per questa organizzazione, ora sono educatrice ACR, perciò continuo a coltivare un’attenzione particolare per questa fase della vita». Anche Maria Chiara (23 anni) è un’educatrice ACR e ritiene che mettersi al servizio del prossimo sia un modo per ringraziare di aver ricevuto dalla vita la famiglia, la sicurezza economica, l’opportunità di studiare e di coltivare le proprie aspirazioni.

Sulla possibilità di fare volontariato all’estero, infine, interviene nuovamente Lorenzo, dicendo che si tratta indubbiamente di una scelta quanto mai generosa e coraggiosa, ma anche che non va dimenticata la realtà dalla quale si proviene: «Spesso- dichiara -scordiamo che è importante interagire e cercare di cambiare (in meglio) pure l’ambiente in cui viviamo. Personalmente, darei una mano piuttosto a migliorare almeno un po’ la mia città prima di dirigermi altrove. Ma ovviamente il valore dell’essere volontari “fuori sede” è indiscutibile».

Il caso della cooperante Silvia Romano

Chiaro è il riferimento alla vicenda di Silvia Romano, la giovane volontaria di 23 anni rapita in Kenya il 20 novembre e che speriamo possa essere liberata quanto prima: questa notizia ha scatenato proprio nell’ultima settimana un acceso dibattito rispetto al significato dell’essere e del fare i volontari, sia nel proprio Paese che all’estero. Il desiderio di cambiare il mondo, di lottare per una giusta causa, di dare un senso alla propria vita, di (ri)trovare se stessi sono alcune delle motivazioni che possono spingere chiunque tra tutti noi ad impegnarsi nel servizio al prossimo, proprio come hanno indicato i giovani di AC e come testimonia la storia di Silvia Romano: è forse opportuno rimarcare con più forza che nessuna di queste scelte è giudicabile dall’esterno e che, anzi, sono tutte da ammirare e da lodare perché le si può vedere come il segno della volontà di rendere il mondo un posto migliore per tutti.

 

Appuntamenti e news

Ricordiamo l’appuntamento di sabato 1 dicembre alle 15.20 nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme: ci sarà la celebrazione di inizio anno liturgico per l’ACR dal IMG 20181122 103224 213x300 - Giornata mondiale del volontariato: la voce dei giovani romanititolo “Pronti a prenderci cura alla mensa del Signore”; per i genitori dei ragazzi è previsto un incontro sul tema “Come educare al senso del mistero”, dove interverrà Martino Nardelli, psicologo e psicoterapeuta e Segretario nazionale ACR.

Inoltre, il 3 dicembre in centro diocesano alle 16.30 proseguono i lunedì formativi proposti dal Settore Adulti: questa volta l’intervento intitolato “Ascoltare per scrutare vecchie e nuove povertà” sarà tenuto da Paola Springhetti, giornalista e scrittrice, e da Emma Cavallaro, presidente ACISJF europea e già Presidente dell’AC diocesana di Roma.

Articolo a cura di Lisa Buonanno