Giornata mondiale del migrante, la messa a San Pietro

Domenica prossima, 14 gennaio, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, Papa Francesco celebrerà alle ore 10 la Santa Messa nella Basilica di San Pietro.

L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice rende noto che potranno concelebrare i cardinali, i patriarchi, gli arcivescovi e i vescovi che si troveranno, alle ore 9.15. nella cappella di San Sebastiano. I cardinali e i patriarchi dovranno portare con sé la mitria bianca damascata, gli arcivescovi e i vescovi la mitria bianca.

Alla messa della Giornata mondiale del migrante potranno concelebrare anche i sacerdoti, muniti di apposito biglietto rilasciato dalla sezione “migranti e rifugiati” del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. L’appuntamento per questi ultimi è alle ore 8.30 al Braccio di Costantino. Dovranno portare con sé amitto, camice, cingolo e stola verde.

Il messaggio di Francesco

papa francesco 300x168 - Giornata mondiale del migrante, la Messa con Papa Francesco“Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi. Tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio” (Lv 19,34).

Questo il messaggio diffuso dal Santo Padre lo scorso agosto in vista della 104esima Giornata mondiale del migrante. “Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca “.

Il Signore, aveva ribadito Francesco, “affida all’amore materno della Chiesa ogni essere umano costretto a lasciare la propria patria alla ricerca di un futuro migliore.Tale sollecitudine deve esprimersi concretamente in ogni tappa dell’esperienza migratoria: dalla partenza al viaggio, dall’arrivo al ritorno”.

Tutti i credenti e gli uomini e le donne di buona volontà, dunque, “sono chiamati a rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie possibilità”.

I quattro verbi della dottrina della Chiesa

Accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Sono i quattro verbi, fondati sui principi della dottrina della Chiesa, che non bisogna mai perdere di vista, secondo il Pontefice, in tema di immigrazione.

Accogliere. Significa innanzitutto offrire al migrante e al rifugiato possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione. Non deve mancare poi, sottolinea Francesco, una prima sistemazione adeguata e decorosa. La centralità della persona, dunque, prima di tutto.

Il secondo verbo, proteggere, “si declina in tutta una serie di azioni in difesa dei diritti e della dignità del migrante e del rifugiato, indipendentemente dal loro status migratorio”. Una protezione, aveva spiegato il Papa nel messaggio, che dovrebbe cominciare in patria e continuare per quanto possibile, “in terra d’immigrazione”. Sia “assicurando ai migranti un’adeguata assistenza consolare, il diritto di conservare sempre con sé i documenti di identità personale”, ma anche “un equo accesso alla giustizia, la possibilità di aprire conti bancari personali e la garanzia di una minima sussistenza vitale”.

Promuovere. Vuol dire essenzialmente adoperarsi affinché ogni migrante possa realizzarsi “come persona in tutte le dimensioni che compongono l’umanità voluta dal Creatore. Tra queste dimensioni va riconosciuto il giusto valore alla dimensione religiosa, garantendo a tutti gli stranieri presenti sul territorio la libertà di professione e pratica religiosa”. 

Ultima, ma non meno importante, è l’integrazione del migrante. Non si tratta di una semplice assimilazione che induce a sopprimere o a dimenticare la propria identità culturale, ma di una conoscenza reciproca. “È un processo prolungato – aveva ribadito qualche mese fa Francesco – che mira a formare società e culture, rendendole sempre più riflesso dei multiformi doni di Dio agli uomini”.