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Giornata del Malato 2018, Papa: “Chiesa come ospedale da campo”

Scritto da il 11 Dicembre 2017

Giornata mondiale del malato, il messaggio di Francesco

“Ecco tuo figlio … Ecco tua madre”. “E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé”. Sono le parole che Gesù, sulla croce, rivolge a Maria e a Giovanni il tema della Giornata mondiale 2018.

Ad annunciarlo Papa Francesco con un messaggio in cui precisa: “Queste parole del Signore illuminano profondamente il mistero della Croce. Essa non rappresenta una tragedia senza speranza, ma il luogo in cui Gesù mostra la sua gloria, e lascia le sue estreme volontà d’amore, che diventano regole costitutive della comunità cristiana e della vita di ogni discepolo”.

Sulla croce Gesù, prosegue Francesco, “si preoccupa della Chiesa e dell’umanità intera, e Maria è chiamata a condividere questa stessa preoccupazione. Gli Atti degli Apostoli, descrivendo la grande effusione dello Spirito Santo a Pentecoste, ci mostrano che Maria ha iniziato a svolgere il suo compito nella prima comunità della Chiesa. Un compito che non ha mai fine”.

Ed è proprio a  Maria, “Madre della tenerezza”,  che il Papa affida tutti i malati nel corpo e nello spirito, perché li sostenga nella speranza.

Il discepolo Giovanni

Il discepolo Giovanni, nel messaggio per la Giornata mondiale del Malato, rappresenta la Chiesa. Egli deve “riconoscere Maria come propria madre. E in questo riconoscimento è chiamato ad accoglierla, a contemplare in lei il modello del discepolato e anche la vocazione materna che Gesù le ha affidato, con le preoccupazioni e i progetti che ciò comporta: la Madre che ama e genera figli capaci di amare secondo il comando di Gesù”.

Giovanni, inoltre, in quanto discepolo che ha condiviso tutto con Gesù, “sa che il Maestro vuole condurre tutti gli uomini all’incontro con il Padre. Egli può testimoniare che Gesù ha incontrato molte persone malate nello spirito, perché piene di orgoglio (cfr Gv 8,31-39) e malate nel corpo (cfr Gv 5,6). A tutti Egli ha donato misericordia e perdono, e ai malati anche guarigione fisica, segno della vita abbondante del Regno, dove ogni lacrima viene asciugata”.

La vocazione materna della Chiesa, “ospedale da campo”

“La vocazione materna della Chiesa verso le persone bisognose e i malati”, scrive ancora Francesco nel messaggio per la Giornata del Malato, “si è concretizzata, nella sua storia bimillenaria, in una ricchissima serie di iniziative a favore dei malati”.

Una storia che continua ancora oggi, in tutto il mondo. “Nei Paesi dove esistono sistemi di sanità pubblica sufficienti”, la Chiesa, spiega Francesco, “oltre a fornire cure mediche di qualità, cerca di mettere la persona umana al centro del processo terapeutico e svolge ricerca scientifica nel rispetto della vita e dei valori morali cristiani”. 

“L’immagine della Chiesa come ospedale da campo, accogliente per tutti quanti sono feriti dalla vita, è una realtà molto concreta, perché in alcune parti del mondo sono solo gli ospedali dei missionari e delle diocesi a fornire le cure necessarie alla popolazione”.

La Chiesa sa ribadisce il Pontefice “che deve portare sui malati lo stesso sguardo ricco di tenerezza e compassione del suo Signore. La pastorale della salute resta e resterà sempre un compito necessario ed essenziale, da vivere con rinnovato slancio a partire dalle comunità parrocchiali fino ai più eccellenti centri di cura”.

“Pertanto, medici e infermieri, sacerdoti, consacrati e volontari, familiari e tutti coloro che si impegnano nella cura dei malati, partecipano a questa missione ecclesiale. È una responsabilità condivisa che arricchisce il valore del servizio quotidiano di ciascuno”.

 

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