Giornata mondiale dei poveri. Roma e le difficoltà dell’accoglienza

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Giornata mondiale dei poveri: il punto di vista di Paola Springhetti, giornalista ed esperta di comunicazione per i centri di servizio e volontariato del Lazio.

 

Domenica 18 novembre si è celebrata la giornata mondiale dei poveri, istituita da Papa Francesco per sensibilizzare la società soprattutto sulla tematica dell’ascolto ai poveri. Per approfondire l’argomento, Chiara Santomiero ha intervistato Paola Springhetti, che è giornalista impegnata nella comunicazione per i centri di servizio di volontariato del Lazio e che lo scorso giugno ha partecipato al seminario “Tessere la città” organizzato dall’AC di Roma, coordinando appunto il tavolo sulla povertà. La sua riflessione parte dalle diverse tipologie di povertà che oggi siamo chiamati a considerare e affrontare: non esiste solo la povertà materiale, alla quale non si riesce a rispondere efficacemente, come testimoniano i dati ISTAT, bensì ci sono anche delle povertà relazionali legate in particolare alla solitudine. «Molti cittadini- spiega Paola Springhetti – invecchiano senza aver avuto figli, o senza avere una famiglia e si ritrovano completamente soli nel momento della fragilità dovuta all’età. Questa solitudine riguarda però anche i giovani e gli immigrati: i primi non riescono ad inserirsi nella società a causa dell’assenza di lavoro, i secondi non riescono ad integrarsi nel tessuto sociale». Si tratta dunque di nuove tipologie di povertà legate alla carenza di relazioni e provocano anch’esse molto dolore e sofferenza.

Ascolta l’intera puntata andata in onda giovedì 15 novembre.

Riflettendo sull’immigrazione, è importante considerare i dati ufficiali forniti dalle agenzie, i quali sottolineano quanto gli immigrati siano una risorsa per l’Italia al giorno d’oggi, dal momento che sono loro a produrre l’8% del PIL nazionale. Specifica Paola Springhetti che «sono gli immigrati che hanno potuto integrarsi ad essere i protagonisti di questo fenomeno»: integrazione significa poter imparare a parlare la lingua, riuscire a trovare casa e un lavoro regolare, non in nero. Questi percorsi di integrazione sono attivi soprattutto nell’Italia settentrionale, dove appunto buona parte degli immigrati hanno avuto la possibilità di inserirsi; a Roma, invece, programmi del genere stentano a partire anche a causa dei recenti orientamenti generali delle nostre istituzioni di governo, e prevalgono situazioni di sfruttamento e di emarginazione. Laddove riescono a decollare, le iniziative di inserimento sono lasciate in mano alla Chiesa (come ad esempio la Caritas), che cerca di ospitare e inserire gli immigrati principalmente in tessuti relazionali, per ovviare appunto al problema della solitudine, oltre che a quello della povertà nella sua accezione più classica. La fatica però è tanta e il lavoro da svolgere è immenso: secondo Paola Springhetti, Roma non è pronta ad accogliere e ascoltare quel “grido dei poveri”, come invece invita a fare Papa Francesco in occasione della giornata mondiale dei poveri (ma anche nella normalità della vita quotidiana), perché troppo influenzata e confusa dai continui allarmismi che colpevolizzano i poveri, e gli immigrati in particolare. Ci sono sì alcune realtà che, anche nella capitale, hanno iniziato ad ascoltare e a proporre delle risposte e soluzioni concrete a questo grido, ma la strada per un’integrazione a 360 gradi è ancora lunga.

 

Approfondimenti e news

Domenica 11 novembre si è svolto nella parrocchia di San Mattia l’incontro di formazione unitaria dell’AC di Roma: ospite principale è stato Michele Tridente, Vicepresidente nazionale del Settore Giovani di Azione Cattolica, che ha parlato a tutti prima che iniziassero i lavori di gruppo divisi per settori (Adulti, Giovani e l’articolazione ACR). Particolare spazio è stato dato ai temi dell’annuncio universale, della regola di vita e del generare insieme.

Ricordiamo poi tre appuntamenti da segnare in agenda: il primo è il nuovo incontro della scuola di formazione sociopolitica nella parrocchia di S. Barnaba dei Geografi, che si svolgerà sabato 17 novembre alle 17. Il secondo è la giornata di ritiro sul tema “Vivere l’attesa” del 24 novembre presso la Casa Betania in via Portuense 739/741, che sarà tenuto da suor Myriam Manca con inizio alle 9.00 e termine alle 16.15 circa (sebbene le iscrizioni si chiudessero il 13 novembre, è possibile inviare la propria adesione in centro diocesano entro venerdì 16 novembre). Il terzo, infine, è la presentazione del libro di G. BorghiDio che piacere. Per una nuova intelligenza cristiana dell’eros” prevista per mercoledì 28 novembre alle 18.00 presso la chiesa di S. Pio V e SS. Protomartiri (è un’iniziativa del ciclo “incontri con l’autore” promossa dal Settore Adulti di AC di Roma).