Monsignor Angelo De Donatis

Giornata missionaria mondiale, la veglia con De Donatis: “Gratuitamente date”

Giornata missionaria mondiale: la veglia a San Giovanni in Laterano

Basilica di San Giovanni in Laterano

“Ho udito il grido del mio popolo”. Questo il tema (tratto dall’Esodo) della veglia, in preparazione della Giornata missionaria mondiale, che si è svolta ieri sera nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

A presiederla monsignor Angelo De Donatis che ha esordito con una preghiera di ringraziamento per la  liberazione di don Maurizio Pallù. E non è mancato un pensiero anche per il popolo somalo dopo l’attentato che sabato scorso ha provocato nella capitale oltre 300 morti.

Con l’occasione,  il vicario del Papa ha consegnato il mandato missionario a due religiose e a una missionaria.

Nuovi missionari e testimonianze

A ricevere ieri il Vangelo e la croce, simboli della missione, suor Lucia Citro missionaria delle Saveriane che svolgerà il mandato in Camerun, suor Celestina Sebastie, dell’Immacolata – Pime, destinata in Bangladesh,  e Raffaella Campana, missionaria della comunità di Villaregia, che andrà in Brasile.

In particolare, la croce è stata realizzata dai giovani della cooperativa sociale “Rò La Formichina” della comunità Papa Giovanni XXIII con il legno recuperato da un barcone su cui hanno viaggiato dei migranti.

Significative, inoltre, le testimonianze di monsignor Giorgio Bertin e padre Daniele Mazza missionari all’estero da diversi anni. Vescovo di Gibuti e amministratore apostolico di Mogadiscio, Bertin ha lavorato in Somalia accanto al vescovo Pietro Salvatore Colombo assassinato il 9 luglio 1989. Ha invitato ad essere “sacramento di salvezza” affinché anche gli altri popoli possano essere “operatori di quella vigna dove la messe è veramente abbondante”. 

Padre Daniele Mazza del Pime, invece, dal 2008 in Thailandia, si dedica al dialogo interreligioso con i buddisti e organizza attività legate all’educazione e all’assistenza degli anziani e dei bambini disabili e abbandonati.  Il suo consiglio è quello di vivere “ogni momento con passione ma senza affanno”.

Il messaggio del vicario

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”: è questo il messaggio lanciato ieri da monsignor Angelo De Donatis. Lo stesso che Gesù consegnò ai discepoli prima di inviarli in missione. “La missione”, ha precisato “sia vissuta nella logica della croce e dell’affidamento a Dio e non in se stessi. Pregare significa lasciarsi inviare”.

Dunque è lo sguardo compassionevole di Cristo, ha aggiunto De Donatis, “che genera la chiamata al servizio e l’impegno dei discepoli perché il Suo amore non è egoista, non ci trattiene ma ci consegna agli altri affinché, attraverso di noi, possano amare quello sguardo”. 

Abbracciare la croce

Non solo la veglia a San Giovanni in Laterano. Monsignor Angelo De Donatis, ha presieduto ieri anche la solenne celebrazione della festa di San Paolo della Croce nella basilica minore dei santi Giovanni e Paolo, sul colle Celio.

“La croce”, ha detto, “è la risposta divina al mistero del male e della sofferenza. Noi ci aspetteremmo una vittoria trionfante da parte di Dio e invece Lui lascia che il male si accanisca su di sé per mezzo della passione di Suo figlio. Per questo Cristo è diventato immagine della sofferenza ma ne è, al contempo, il rimedio”.

“Per seguire l’itinerario tracciato da san Paolo – ha inoltre ribadito De Donatis – è importante vivere bene le tre dimensioni da lui privilegiate ossia orazione, solitudine e povertà”.

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