Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’educazione come prima difesa

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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: con Marta Rodriguez parliamo di educazione per prevenire il fenomeno.

Il 25 novembre ricorre la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 per rimarcare con forza che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani: lo spazio dato in questa specifica giornata alla denuncia di questa gravissima piaga, le manifestazioni a sostegno dei diritti delle donne e tutte le significative iniziative promosse per l’occasione non devono però sparire nel resto dell’anno, o perdere d’intensità, dal momento che quotidianamente riceviamo notizie riguardanti la negazione dei diritti delle donne, a partire da quello fondamentale alla vita fino a quelli in campo lavorativo, dove le donne continuano ad essere discriminate (un esempio in questo caso è il gender pay gap).

I volti della violenza sulle donne sono molti e, talvolta, difficilmente riconoscibili perché subdoli, soprattutto se si esce dall’area della violenza fisica. Un esempio di attenzione e studio attivi e continuativi di tutte le sfaccettature del fenomeno è sicuramente promosso dall’Istituto di studi superiori sulla donna dell’Ateneo Regina Apostolorum, di cui è direttrice Marta Rodriguez e che Francesca Baldini ha intervistato per InformAc.

Ascolta l’intera puntata di InformAC andata in onda giovedì 22 novembre 

 

In occasione di questa ricorrenza, il prossimo 29 novembre, si svolgerà presso l’ateneo una conferenza intitolata “Stop and go. Ferma la violenza e riparti” organizzata dall’Istituto, durante la quale verranno presentati i risultati emersi da un percorso formativo a cui hanno partecipato le ACLI, in particolare alcune professioniste che si occupano di educazione in ambito scolastico.

«L’obiettivo dell’iniziativa era quello di studiare più approfonditamente il fenomeno della violenza sulla donne –,spiega ai nostri microfoni la  dott.ssa Rodriguez in modo tale da poter poi sviluppare dei programmi educativi di prevenzione insieme alle partecipanti». Inoltre durante la conferenza, verrà presentata la piccola pubblicazione che racconta lo svolgimento di questo percorso formativo e che raccoglie gli spunti e gli snodi emersi nel corso dei vari dibattiti.

«L’Istituto di studi superiori sulla donna intende continuare nella formazione di operatori, impegnati a vari livelli in campo educativo – , prosegue la Rodriguez- e in merito al fenomeno della violenza sulle donne abbiamo pensato l’anno prossimo di avviare un corso rivolto ai sacerdoti che, molto spesso, tramite il sacramento della confessione, vengono a conoscenza di casi di violenza e non sanno come aiutare le vittime, privi degli strumenti per affrontare il problema».

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Marta Rodriguez

È l’educazione, quindi, secondo Marta Rodriguez, la principale strada da percorrere per arginare la piaga della violenza sulle donne, che il più delle volte si consuma entro le mura domestiche: essendo anche la responsabile della Sezione Donna del Dicastero della famiglia, laici e vita, Marta Rodriguez studia accuratamente lo sviluppo dell’idea di famiglia e le difficoltà vissute dalle donne e dalle famiglie di oggi. Riferendosi alla Convenzione di Istanbul (11 maggio 2011), sottoscritta anche dall’Italia, ritiene che «il fenomeno della violenza sulle donne è multifattoriale, non ha cioè una sola causa.

Per capire come contrastarlo, vanno usate cautela e precisione poiché entrano sempre in gioco aspetti culturali, sociali, religiosi ed economici. Ad esempio, è errato sostenere che la violenza sia causata dalla disparità tra i sessi perché in Italia, anche a Roma, molte donne laureate e con maggior potere d’acquisto degli uomini si trovano in situazioni in cui devono affrontarla». E continua, sostenendo che l’empowerment, cioè dare potere alle donne affinché possano combattere il fenomeno, sia una misura insufficiente: piuttosto, è la formazione, è l’educazione, è l’insegnamento di uno stile incentrato sul rispetto vicendevole che può fare la differenza, ed è proprio lo stile che la Chiesa cerca di proporre. È solo nell’incontro che l’uomo e la donna imparano il rispetto per l’altro ed è solo nel cammino assieme che essi acquisiscono la loro identità. La Chiesa può essere allora, secondo Marta Rodriguez, una protagonista in prima linea nel campo dell’educazione contro la violenza sulle donne continuando a sottolineare che uomo e donna si affermano, ciascuno con la propria identità, stando insieme e “gareggiando nello stimarsi a vicenda”.

 

Approfondimenti e news

Ecco gli appuntamenti associativi da ricordare e segnare:

  1. la festa diocesana del Settore Giovani di AC si svolgerà sabato 24 novembre alle 18.00 presso la parrocchia di Santa Maria Consolatrice, in via Casalbertone 80. Il tema al centro sarà il Sinodo del giovani e il titolo dato all’evento è “Fuori dal labirinto”;
  2. sabato 1 dicembre alle 15.20 presso la basilica di Santa Croce in Gerusalemme verrà libro borghi 214x300 - Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’educazione come prima difesacelebrato l’inizio dell’anno liturgico per l’ACR. Ci sarà anche un incontro pensato per i genitori dei ragazzi dagli Adulti dell’AC di Roma sul tema “Come educare al senso del mistero”: a parlarne sarà Martino Nardelli, psicologo e psicoterapeuta, nonché Segretario nazionale ACR;
  3. il 24 novembre dalle 9.00 circa alle 16.20 si terrà presso la Casa Betania in via Portuense la giornata di ritiro per l’Avvento intitolata “Vivere l’attesa” aperta agli Adulti di AC e alle famiglie. A guidare i lavori sarà suor Myriam Manca, Pia Discepola del Divin Maestro, esperta di accompagnamento alla liturgia con musica e salterio;
  4. il 28 novembre verrà presentato il libro di G. Borghi Dio che piacere. Per una nuova intelligenza cristiana dell’eros” alle 18.00 presso la chiesa di San Pio V. È un’iniziativa che rientra nel ciclo “incontri con l’autore” promosso dal Settore Adulti dell’AC di Roma.