Giornata della Memoria. Un segno importante per negare ogni antisemitismo

0

La Giornata della Memoria, che si celebra ogni anno il 27 gennaio, “deve essere un segno per negare ogni antisemitismo”, afferma Serena Marini, che abbiamo intervistato per l’occasione.

 

Un giorno particolare quello del 27 gennaio, perché si ricorda la liberazione dei deportati ebrei da parte delle truppe alleate. Una giornata per ricordare le atrocità della Shoah e le barbarie delle Seconda Guerra Mondiale. Per tale occasione InformAc ha deciso di intervistare la prof.ssa Serena Marini, collaboratrice del Museo della Memoria di Roma, di via Tasso. L’ha incontrata per noi Roberta Zoppo.

 

Come è cambiato il modo di vivere la Giornata della Memoria soprattutto oggi all’epoca dei social network? “Le caratteristiche della rivoluzione digitale possono essere riassunte in due concetti: la velocità e l’ampiezza delle informazioni. La velocità delle informazioni rappresenta un enorme vantaggio, ma la loro ampiezza ha sollevato il problema della selezione e della velocità delle stesse. Non tutte le informazioni che viaggiano in rete sono veritiere e questo ha portato alla distorsione della realtà, sollevando il problema del negazionismo. La scuola in questo gioca un ruolo fondamentale nella ricerca e nella veridicità delle informazioni”.

Nella sua attività da insegnante ha visto nei giovani l’interesse a coltivare la memoria? “La trasmissione orale della memoria sta andando progressivamente perdendosi: la scuola ha il compito di coltivare la costruzione della memoria in quanto parte integrante della costruzione dell’identità. L’interesse è enorme quando si ha la fortuna di incontrare testimoni. Ricordo la sensibilità e il religioso silenzio dei ragazzi verso il racconto di un sopravvissuto di Mathausen mentre parlava del trasporto di pietre sulla cosiddetta “scala della morte”; nella raccolta dei disegni dei bambini internati; nella testimonianza degli allievi di un professore del Liceo Cavour trucidato alle Fosse Ardeatine. Queste persone sono ormai quasi tutte scomparse, ma ci resta la loro testimonianza a cui dobbiamo aggrapparci”.

Ascolta l’intera intervista nella puntata di InformAc andata in onda giovedì 24 gennaio.

Abbiamo assistito a diversi episodi antisemiti come la sparizione delle pietre d’inciampo: quale significato assume la Giornata della Memoria in questo contesto? “Si tratta di episodi preoccupanti che tentano di negare quanto è accaduto e manifestano un antisemitismo strisciante. La Giornata delle Memoria deve essere un segno per negare ogni antisemitismo e antirazzismo. Dobbiamo ricordare che in Italia l’emanazione delle leggi razziali era stata preceduta dall’emanazione di leggi analoghe verso la popolazione dell’Etiopia colonizzata dagli italiani. Dobbiamo ricordare cosa è accaduto perché i valori su cui si basa la nostra Costituzione non devono essere atti acquisiti ma vanno costantemente difesi. Credo sia un segno importante la nomina a Senatrice a vita della Senatrice Liliana Segre da parte del nostro Presidente Sergio Mattarella”.

 

News Associative

Sabato 26 gennaio presso la Cappella Universitaria del Policlinico Universitario Gemelli si terrà la Veglia per la Pace alle ore 17.30 in Largo Francesco Vito 1. Mentre nelle prossime puntate i ragazzi che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Panama ci offriranno le loro testimonianze sull’esperienza vissuta. Infine sabato 3 febbraio partirà la Carovana della Pace alle ore 08.30 dalla chiesa di Santa Maria in Vallicella.