Generazioni a confronto. I sogni degli anziani

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Generazioni a confronto. Oggi ad InformAc, attraverso il racconto del campo adultissimi, parliamo dei “sogni degli anziani”: l’importanza di fare rete per costruire il futuro.

«Effonderò su ogni persona il mio Spirito: diverranno profeti i vostri figli e figlie, i vostri anziani faranno sogni (…)» (Gioele 3,1-2). Queste le parole della Scrittura che hanno guidato il campo diocesano adultissimi, svoltosi a Casa San Girolamo (Spello) dall’1 al 3 giugno scorsi.

A proposito del campo, Lisa Buonanno ha intervistato per noi Maria Giuseppina Astorino, presidente dell’Azione Cattolica della parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Roma, che ha preso parte alle giornate di spiritualità.

Ci spiega meglio il tema trattato al campo? 

«Il tema trattato è stato: “I vostri anziani faranno sogni”, dal libro di Gioele. Dobbiamo distinguere il discorso del “sogno” da quello della “fantasia”. Il “sogno”, in questo senso, riguarda la misura in cui l’uomo sia stato reso capace di accettare lo Spirito di Dio, non secondo la logica comune, razionale, ma attraverso una coscienza mistica sia della fede che della profezia. E quindi il senso sta nel “guardare lontano” e nel “guardare per tutti“. Questo discorso del sogno è stato elaborato dalla professoressa Elisabetta Musi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e da Don Fabrizio De Toni, assistente nazionale dell’Ac. Quest’ultimo ci ha parlato poi dei rapporti tra anziani, in particolare di vizi e virtù: prima con l’esempio di Davide e poi con quello di Simeone e Anna. Noi adultissimi vorremmo fare questo: restituire tutto quello che abbiamo ricevuto ai nostri giovani e agli altri anziani. L’intento del campo di Spello era proprio quello di creare rapporti di intergenerazionalità: questo perché entrare in relazione con le altre persone è uno dei bisogni fondamentale dell’uomo. Tutto questo, ovviamente, si può fare all’interno di un “contesto”, e quale miglior contesto dell’Azione Cattolica, incuneata nel tessuto sociale delle parrocchie? Fratel Carlo Carretto diceva che «l’Ac è la più bella perla della Chiesa».

Quali sono le proposte ed i propositi emersi da questo ritiro?

«Le proposte ed i propositi, che ci siamo prefissati, sono legati all’intento di incrementare i rapporti intergenerazionali laddove ci siano già, e di promuoverne la nascita laddove invece non ci siano. Sarà importante riuscire a coinvolgere il più possibile giovani e ragazzi nelle attività. Abbiamo riflettuto ad esempio sul fatto che, nel 1976, gli adolescenti, secondo il linguista Tullio De Mauro, conoscevano circa 1600 parole, mentre nel 1996 circa 600. Oggi, nel 2018, ne conoscono solo 300. Questa è una cosa gravissima, perché se non si conoscono le parole non si possono fare pensieri complessi, e quindi si perde la possibilità stessa di pensare, di sognare, di progettare. I nostri propositi sono stati quelli di partire dalle realtà di ciascuno con piccole attività concrete, nell’ambito della parrocchia. Fondamentale è il proposito di “tessere relazioni significative”, perché le relazioni sono fondamentali per la vita».

Ascolta le voci dei protagonisti raccolte nella puntata di giovedì 14 giugno di InformAc.

VITA ASSOCIATIVA

Luciano Iannuso, vicepresidente per il Settore Giovani di Ac della Diocesi di Roma, ha da dirci qualche parola di invito per il prossimo campo diocesano giovanissimi…

«Anche quest’anno il Settore Giovani dell’Ac di Roma è contento di poter proporre il campo giovanissimi diocesano. Il campo giovanissimi sarà a Segni dall’11 al 14 luglio. È un appuntamento rivolto a tutti quelli che hanno dai 15 ai 18 anni. Chiunque abbia già partecipato gli anni scorsi vi racconterà che si tratta di un’esperienza davvero bella. In primo luogo perché si conoscono nuovi amici, ma poi anche perché si ha occasione di continuare a coltivare il proprio cammino di fede insieme ad altre persone che condividono con noi lo stesso percorso.

Quest’anno il tema del campo ruoterà attorno al Sinodo che si terrà ad ottobre, e che i vescovi stanno preparando per noi. Sinodo che ha per tema proprio noi giovani. Come i giovani possono tornare ad essere protagonisti nella Chiesa e nel mondo?. È bello parlare di protagonismo, ma noi ci rendiamo conto di quante volte ci scontriamo poi con la realtà, con i nostri difetti e le paure: molto spesso, più che protagonisti, ci sentiamo “comparse”. Il campo sarà un modo per tornare a vedere come possiamo provare a recuperare il nostro protagonismo, il nostro contributo di giovani è davvero molto importante. Dobbiamo tornare ad avere il coraggio di essere giovani e protagonisti. Per tutte le altre informazioni basta andare sul sito dell’Ac di Roma. Vi aspettiamo in tanti!».