Generare incontro. Le direttive dell’anno associativo 2018/2019

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Generare incontro: la presidente dell’Azione Cattolica di Roma, Rosa Calabria, riflette sul tema dell’anno associativo che si sta aprendo.

Riparte anche quest’anno l’appuntamento settimanale con InformAc, la rubrica che racconta la vita dell’Azione Cattolica di Roma, in onda su Radiopiù. Stessa squadra, stesso progetto, per dare voce ogni settimana alle realtà parrocchiali dell’AC di Roma, grazie agli eventi, alle iniziative e alle voci dei fedeli dalle realtà parrocchiali della diocesi.

Protagonista della prima puntata Rosa Calabria, presidente diocesana dell’AC, che ai microfoni di Vittorio Sammarco ha illustrato le linee guida proposte dall’Azione Cattolica per questo nuovo anno associativo.

Ascolta l’intera puntata andata in onda giovedì 4 ottobre.

Guardando all’anno che si è concluso a giugno, quali sono stati gli aspetti positivi e negativi riscontrati dall’AC romana e dall’intera diocesi?

«Lo scorso anno l’Azione Cattolica ha meditato sul verbo “custodire”, che significa essere responsabili di tesori ed esperienze ed essere fedeli all’identità di evangelizzatori nel quotidiano. Il bilancio del percorso è positivo ma, accanto a questo, si possono evidenziare due fatiche sia dell’AC, sia dell’intera diocesi di Roma, emerse durante l’incontro con papa Francesco a maggio: la prima difficoltà riguarda il non sentirsi parte di un tutto, di una comunità più ampia, nella quale è bene collaborare e sostenersi a vicenda; la seconda è il non riuscire a “fare rete” tra tutte le attività e iniziative che vengono proposte in diocesi dall’AC e dalle altre organizzazioni, associazioni e movimenti».

Osservando invece il presente, quali sono le parole guida per l’anno associativo 2018/2019?

« “Generare” e, in particolare, “generare all’incontro” sono la chiave di lettura del percorso che stiamo cominciando in questi giorni. “Generare” non è da intendersi solamente nel suo ManifestoUnitario2018 19 5 210x300 - Generare incontro. Le direttive dell’anno associativo 2018/2019significato biologico, cioè nel senso di dare inizio alla vita, bensì va considerato come sinonimo di donare vita: la sfida dell’anno è scoprire, all’interno dei nostri gruppi di formazione, quali forme di accoglienza, ascolto e accettazione siamo in grado di costruire, avviare, incoraggiare; in poche parole, il mandato dell’anno consiste nel cercare di creare modalità nuove e originali di essere Chiesa nella vita quotidiana. Sarà il brano evangelico di Luca che racconta la vicenda di Marta e Maria ad accompagnare il cammino di quest’anno (Lc 10, 38-42), sottolineando che la cura della vita spirituale è fondamentale per generare all’amore».

In quale direzione dunque orientare il verbo “generare”, visto che la nostra epoca è caratterizzata dall’accusa, dalla competizione, dalla distruzione della memoria?

«Possiamo calare nella nostra quotidianità il mandato “generare” sapendo che nelle situazioni dove prevalgono l’anonimato e l’indifferenza abbiamo il dovere come laici di AC di essere accompagnatori di un Altro che non conosciamo, e che a sua volta non ci conosce. È faticoso oggi entrare in relazione con qualcuno e costruire dei legami autentici: fare nostra la parola “generare” vuol dire creare relazioni vere che accompagnino nella vita di ogni giorno e sentirsi parte del progetto di Dio, che ha bisogno di una Umanità capace di superare l’individualismo».

In cosa consiste l’iniziativa “tessere la città” di cui l’AC di Roma è promotrice?

«Si tratta di una proposta nata da un’intuizione del settore adulti dell’Azione Cattolica di Roma: l’idea è quella di provare a risvegliare le coscienze e a rispondere al diffuso disorientamento generale con lo sguardo rivolto all’uomo e alla complessa realtà della città di Roma. Lo stile che anima questo progetto è sinodale: l’AC si è riunita a giugno

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Rosa Calabria

con circa 60 associazioni religiose e non solo per dialogare insieme, condividere riflessioni, uscire quindi dalla solita autoreferenzialità e dal protagonismo per iniziare a creare quelle reti di cui si avverte pesantemente l’assenza. Gli ambiti di studio sono stati cinque, cioè mondialità, formazione, beni comuni, vecchie e nuove povertà e bellezza, arte, cultura: durante gli incontri mensili di questo nuovo anno in centro diocesano si tornerà a riflettere su questi settori. Si può dire che l’AC di Roma, insieme appunto ad altre organizzazioni, sta cercando di leggere la storia e le opportunità che il nostro tempo ci dona, seguendo un po’ l’indicazione che dava Vittorio Bachelet dicendo “Generare significa apprendere la virtù dell’incontro”».

 

Vita associativa

Si segnala un’interessante iniziativa, cioè una scuola di formazione sociopolitica che verrà avviata il 20 ottobre nella parrocchia di San Barnaba a Roma (piazza dei Geografi) e che proseguirà fino a giugno con cadenza mensile. La proposta è sostenuta dall’AC diocesana ed è promossa in collaborazione con l’associazione «Cercasi un fine» di don Rocco D’Ambrosio. Di seguito, il link che racconta nei dettagli questo progetto, già presentato da Radiopiù: https://www.radiopiu.eu/romanews/azione-cattolica-roma/parrocchia-san-barnaba-in-arrivo-la-scuola-di-formazione-socio-politica