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Gaudete et Exsultate, Papa Francesco e la santità della porta accanto

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Gaudete et Exsultate, resa pubblica la terza esortazione apostolica di Francesco

Dopo Evangelii Gaudium e Amoris Laetitia, è stata resa pubblica oggi Gaudete et Exsultate, la terza esortazione apostolica di Papa Francesco. Non si tratta di un testo sulla santità nel mondo contemporaneo “con tante definizioni e distinzioni”. L’obiettivo è, infatti, quello, ha chiarito lo stesso Santo Padre, di “far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità”.

“Mostrare l’attualità perenne della santità cristiana, presentandola come viene narrata dalla Scrittura per proporla come meta desiderabile del proprio cammino umano”, ha ribadito monsignor Angelo De Donatis, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, durante la presentazione della nuova esortazione apostolica di Bergoglio.

“Non aver paura” della “santità della porta accanto. Questo l’invito di Francesco. “Per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità”. 

“La santità è il volto bello della Chiesa”

Come già ribadito in altre occasioni dal Pontefice, i santi, non sono solo “quelli già beatificati e canonizzati”, ma il “popolo” di Dio. Cioè ognuno di noi, che può vivere la santità come un itinerario fatto di “piccoli gesti” quotidiani.

Papa clero romano 2018-minDunque, la santità è nel popolo di Dio paziente. “Nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere”. 

“Il nostro cammino verso la santità  – ricorda il Santo Padre – è una lotta costante: chi non voglia riconoscerlo si vedrà esposto al fallimento o alla mediocrità”. Santo è colui che “non spreca le sue energie lamentandosi degli errori altrui, è capace di fare silenzio davanti ai difetti dei fratelli ed evita la violenza verbale che distrugge e maltratta”. E ancora, come si legge in Gaudete et Exsultate, “il santo è capace di vivere con gioia e senso dell’umorismo. Senza perdere il realismo, illumina gli altri con uno spirito positivo e ricco di speranza”. 

Le “regole” del cristiano

Diverse, inoltre, le “regole” del cristiano che si possono rintracciare nella nuova esortazione apostolica di Papa Francesco. “Non è sano amare il silenzio ed evitare l’incontro con l’altro, desiderare il riposo e respingere l’attività, ricercare la preghiera e sottovalutare il servizio” scrive il Papa nella Gaudete et Exsultate, in cui esorta a “vivere la contemplazione anche in mezzo all’azione”. 

Il Papa cita, poi, i padri della Chiesa per mettere in guardia dal pelagianesimo. I nuovi pelagiani, spiega Francesco, sono coloro che credono nella “giustificazione mediante le proprie forze”. Altri mali da fuggire sono il consumismo edonista, la corruzione spirituale e lo zapping costante che coinvolge in modo particolare i giovani.  “Senza la sapienza del discernimento – fa ancora Francesco – possiamo trasformarci facilmente in burattini alla mercé delle tendenze del momento”.

Ma “la grande regola di comportamento del cristiano, in base alla quale saremo giudicati, è quella racchiusa nel Vangelo di Matteo:Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi’”.

 

 

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