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Francesco al Giubileo Mariano: “Tradurre l’ascolto in azione concreta”

Scritto da il 9 Ottobre 2016

“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. Sulle labbra del Papa rivive la Sub tuum praesidium confugimus, la più antica preghiera con cui i cristiani si rivolgevano alla Vergine Maria nei momenti di difficoltà e martirio.

Una profonda orazione che Francesco condivide con i centinaia di migliaia di fedeli, associazioni, devoti e movimenti venuti a Roma da ogni angolo del globo per il Giubileo Mariano, indetto nei giorni 7-9 ottobre. Canti, preghiere e testimonianze precedono l’arrivo del Papa in piazza San Pietro, in un sagrato costellato dalle statue della Vergine venerate in 94  santuari mariani di diversi paesi del mondo, giunte in processione da via della Conciliazione, tra le quali spicca anche quella di Amatrice. 

Sotto lo sguardo della Salus Populi Romani, l’icona tanto cara al popolo dell’Urbe, il Papa prosegue la recita del Rosario con la riflessione sulla tenerezza di questa Madre che accompagna e conduce.  In particolare, il Vescovo di Roma evidenzia l’efficacia della preghiera del Rosario che, attraverso i suoi misteri, mostra i “gesti concreti nei quali si sviluppa l’agire di Dio nei nostri confronti”. “La preghiera del Rosario non ci allontana dalle preoccupazioni della vita; al contrario, ci chiede di incarnarci nella storia di tutti i giorni per saper cogliere i segni della presenza di Cristo in mezzo a noi”, spiega Francesco ai fedeli che sorreggono stendardi e icone mariane.

Perciò “ogni volta che contempliamo un momento, un mistero della vita di Cristo, siamo invitati a riconoscere in quale modo Dio entra nella nostra vita, per poi accoglierlo e seguirlo”. Attraverso la preghiera e la meditazione, rivediamo infatti il “volto misericordioso” di Dio “che va incontro a tutti nelle varie necessità della vita” e “scopriamo così la via che ci porta a seguire Cristo nel servizio ai fratelli”.

Proprio assimilando gli “avvenimenti salienti” della vita di Gesù, sottolinea Bergoglio, noi “partecipiamo alla sua opera di evangelizzazione perché il Regno di Dio cresca e si diffonda nel mondo”. “Siamo discepoli, ma anche missionari e portatori di Cristo, là dove Lui ci chiede di essere presente”, afferma. Allora “non possiamo rinchiudere il dono della sua presenza dentro di noi”; al contrario,” siamo chiamati a partecipare a tutti il suo amore, la sua tenerezza, la sua bontà, la sua misericordia”. È “la gioia della condivisione” che “non si ferma dinanzi a nulla, perché porta un annuncio di liberazione e di salvezza”.

In tale cammino, assicura il Pontefice, Maria l’Odigitria “ci accompagna” e “indica il percorso” da compiere per essere “veri discepoli di Gesù”. “In ogni mistero del Rosario la sentiamo vicina a noi e la contempliamo come prima discepola di suo Figlio, la quale mette in pratica la volontà del Padre”. “Maria – dice il Pontefice – ci permette di comprendere che cosa significa essere discepoli di Cristo. Lei, da sempre prescelta per essere la Madre, ha imparato a farsi discepola”.

Il suo primo atto è stato quello di “porsi in ascolto di Dio”, obbedendo all’annuncio dell’Angelo e seguendo il Figlio in ogni parola che usciva dalla sua bocca. Lei “ha conservato tutto nel suo cuore ed è diventata memoria vivente dei segni compiuti dal Figlio di Dio per suscitare la nostra fede”.

Tuttavia “non basta soltanto ascoltare”, evidenzia il Papa. Certamente è il primo passo, ma “l’ascolto ha bisogno di tradursi in azione concreta”. “Il discepolo, infatti, mette la sua vita al servizio del Vangelo”; per questo la Vergine Maria si reca subito da Elisabetta per aiutarla nella gravidanza, a Betlemme dà alla luce il Messia, a Cana si prese cura di due giovani sposi, sul Golgota non indietreggia davanti al dolore del corpo straziato del Figlio e dopo la Risurrezione rincuora gli Apostoli riuniti nel cenacolo in attesa dello Spirito Santo.

“In ognuno di questi momenti, Maria esprime la ricchezza della divina misericordia, che va incontro ad ognuno nelle necessità quotidiane”, afferma Papa Francesco. In tutta la sua vita, la Madonna “ha realizzato quanto è chiesto alla Chiesa di compiere in memoria perenne di Cristo. Nella sua fede, vediamo come aprire la porta del nostro cuore per obbedire a Dio; nella sua abnegazione, scopriamo quanto dobbiamo essere attenti alle necessità degli altri; nelle sue lacrime – conclude il Pontefice – troviamo la forza per consolare quanti sono nel dolore”.

In un tweet postato prima della Veglia dal suo account Twitter @Pontifex, Francesco ha scritto: “La Madonna vuole portare a noi tutti il grande dono che è Gesù; e con Lui ci porta il suo amore, la sua pace, la sua gioia”.

(da www.zenit.org – articolo di Salvatore Cernuzio)

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