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Francesco ai preti di Roma: “Dopo la tribolazione, siate profeti di speranza”

Scritto da il 30 Maggio 2020

Papa Francesco approfitta della vigilia di Pentecoste, termine del tempo di Pasqua, per esprimere vicinanza al clero della sua diocesi di Roma.

Quest’anno a causa della pandemia non è stato possibile celebrare insieme neanche la Messa del crisma e allora il Pontefice ha voluto ringraziare e rincuorare i suoi sacerdoti per la loro missione pastorale.

La lettera, pubblicata oggi, sebbene sia datata 31 maggio 2020, è un messaggio di speranza e di incoraggiamento. Il Papa ripercorre le fatiche e la sofferenza di questo periodo contraddistinto dalla sospensione delle Sante Messe e quindi di lontananza fisica dal popolo di Dio. “Abbiamo patito – ricorda Francesco – la perdita repentina di familiari, vicini, amici, parrocchiani, confessori, punti di riferimento della nostra fede. […] Abbiamo sperimentato la nostra stessa vulnerabilità e impotenza. […] Sappiamo che in tali circostanze non è facile trovare la strada da percorrere. La pandemia non conosce aggettivi, confini e nessuno può pensare di cavarsela da solo. Siamo tutti colpiti e coinvolti”.

papa francescoIl Papa prosegue con una analisi spirituale e sociologica di questo tempo, evidenziando che ciò che fino ad oggi sembrava inossidabile si è rivelato improvvisamente fragile e vulnerabile. Ora occorre vigilanza perché dalla tribolazione non si passi allo sconcerto, alla confusione e all’incapacità di tornare a sognare e ad elaborare nuove strade e nuovi stili di vita.

Francesco: “Non temiamo perché con noi c’è il Signore”

E qui le parole incoraggianti del Santo Padre: “Non temiamo gli scenari complessi che abitiamo perché lì, in mezzo a noi, c’è il Signore; Dio ha sempre compiuto il miracolo di generare buoni frutti (cfr Gv 15,5). La gioia cristiana nasce proprio da questa certezza”. In questo contesto, condividere la sofferenza degli altri da senso alla vita, nella prospettiva della Resurrezione, “annuncio di un tempo nuovo che risuona e irrompe già oggi”.

“Quanto c’è da imparare dalla forza del Popolo fedele di Dio – conclude Francesco – che trova sempre il modo di soccorrere e accompagnare chi è caduto! La Risurrezione è l’annuncio che le cose possono cambiare. Lasciamo che sia la Pasqua, che non conosce frontiere, a condurci creativamente nei luoghi dove la speranza e la vita stanno combattendo, dove la sofferenza e il dolore diventano uno spazio propizio per la corruzione e la speculazione, dove l’aggressività e la violenza sembrano essere l’unica via d’uscita”.

Il cardinale De Donatis ringrazia Papa Francesco

Il cardinale vicario ha subito ringraziato il Papa con una lettera nella quale afferma che il messaggio di Francesco «è un dono prezioso che giunge al compimento del cammino pasquale, ai Primi Vespri della Solennità della Pentecoste, in cui riviviamo l’effusione dello Spirito sulla Chiesa nascente». De Donatis riprende il discorso biblico che il Papa aveva messo in luce durante la preghiera in piazza San Pietro lo scorso 27 marzo: «Al timone di questa imbarcazione, agitata dalle onde – si legge –, oltre alla presenza del Maestro, abbiamo riconosciuto la guida paterna e rassicurante del Successore di Pietro che ci ha confermato nella fede in un momento di disorientamento. Grazie per aver raccolto le confidenze, gli sfoghi e le richieste dei nostri presbiteri e per averle presentate al Signore nella Sua preghiera di supplica e di ringraziamento».

Il testo integrale della Lettera del Papa

Lettera_di_ringraziamento_per_il_Santo_Padre

 


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