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Formazione permanente del clero: le tappe per il 2019-2020

Scritto da il 10 Luglio 2019

Formazione permanente del clero: don Paolo Asolan illustra l’iter del nuovo anno pastorale

Laboratori, settimane residenziali ed esercizi spirituali. Diversi gli incontri in programma, nell’anno pastorale 2019-2020, per la formazione permanente del clero di Roma. Prima tappa a settembre, il 24 e il 25, al Santuario del Divino Amore.

Si partirà proprio dal cammino che la Diocesi sta facendo: «un cammino – spiega a Radiopiù don Paolo Asolan, incaricato del Servizio per la formazione permanente del clero della Diocesi di Roma, che i preti sono chiamati a comprendere, a condivide e in un certo senso ad appropriarsene».

Tra le novità in cantiere, quella di «creare delle fraternità secondo le classi di ordinazione che dovrebbero ritrovarsi in maniera più o meno informale una volta al mese».

Formazione permanente del clero: gli esercizi spirituali

formazione permanente del clero, sacerdotePrima ancora della tappa residenziale al Divino Amore, dal 2 al 7 settembre, il vescovo ausiliare del settore Centro Daniele Libanori condurrà, presso la Casa dei Santi Giovanni e Paolo al Celio, gli esercizi spirituali aperti a tutti i sacerdoti. Sono invece, riservati a vescovi, prefetti e capiufficio quelli che padre Marko Ivan Rupnik guiderà dal 4 all’8 novembre alla Casa di Spiritualità di Santa Maria Consolatrice.

Dall’11 al 15 novembre, poi, il cardinale vicario Angelo De Donatis, condurrà gli esercizi spirituali per tutti i parroci alla Fraterna Domus di Sacrofano. La settimana successiva, dal 18 al 23, padre Stefano Bittasi guiderà ad Ariccia quelli per i sacerdoti dei primi dieci anni di Messa. Previsti ancora, dal 12 al 17 gennaio, gli esercizi aperti a tutti i sacerdoti che lo desiderano, con monsignor Libanori, al Monastero della Resurrezione di Montefiolo.

Laboratori e incontri

Al via, inoltre, dal mese di ottobre, i laboratori sui temi:

-“Ripensare il sacramento della Riconciliazione. Basi bibliche e teologiche”, insieme a Bruna Costacurta e don Giuseppe Bonfrate.

– “Imparare Roma. Itinerari di bellezza e di fede nella città di Roma”, guidato da monsignor Marco Frisina.

-“La dimensione profetica del sacerdozio. Predicazione e catechesi”, con padre Marko Ivan Rupnik.

-“Il seminatore uscì a seminare. L’arte di generare per mezzo della Parola di Dio”, condotto da don Fabio Rosini.

-“Abitare il cuore dei giovani. Esercizi di discernimento comunitario per ripensare le prassi di evangelizzazione”, a cura di don Antonio Magnotta e il professor Carletti.

Previsti ancora degli incontri per i parroci di prima nomina: il 7 ottobre al Seminario Maggiore con i capi degli Uffici tecnici del Vicariato e dal 6 al 9 gennaio alla Casa di Preghiera Domus Aurea di Ponte Galeria con il cardinale vicario, Angelo De Donatis, il quale incontrerà, poi, al Divino Amore i sacerdoti dal primo al quinto anno di ordinazione l’11 maggio 2020 e i sacerdoti dal sesto al decimo anno il prossimo 14 maggio.

In programma anche settimane residenziali a Padova, per i sacerdoti dei primi 5 anni di Messa, sul tema della vita affettiva, e a Torino, per i sacerdoti dal sesto al decimo anno di Messa, sul tema della santità sociale, pellegrinaggi in Terra Santa, in Libano e in Val di Fassa.

Formazione permanente del clero: «orientare il futuro»

Oggi è fondamentale che «il pastore non sia più, o non più soltanto, un manager ma diventi leader» aveva sottolineato lo stesso don Paolo Asolan, in occasione, lo scorso aprile, dell’incontro di approfondimento dal titolo “Il prete in una Chiesa in uscita” alla Pontificia Università Lateranense.

Rivedi l’intervento di don Paolo Asolan:

Quanto è importante ciò anche alla luce delle linee guida per il nuovo anno pastorale della Diocesi di Roma tracciate, nelle scorse settimane, dal cardinale vicario Angelo De Donatis?

«Si tratta di passare dalla preoccupazione di organizzare il presente a quella di orientare il futuro. Questo è il compito del leader. Vuol dire, dal punto di vista del ministero pastorale, indicare alla luce del mistero di Gesù Cristo verso dove la comunità cristiana può rinnovarsi per essere luogo di umanità attraverso la quale il Signore si manifesta ma anche attraverso la quale trasforma il mondo.

Meno cose da fare dunque, vivere di più una relazione con Cristo. Si tratta di un alleggerimento di attività che non rispondono più alla situazione, che è mutata e complessa, in cui è necessario ripensare qual è il compito della Chiesa oggi, l’essere comunità di fede in un contesto che ha bisogno di essere evangelizzato».

Ascolta l’intervista a don Paolo Asolan: 

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